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Le Espropriazioni con la normativa vigente PDF Stampa E-mail
Scritto da Prof. Onofrio FRENDA   
giovedý 15 luglio 2010

ESPROPRIAZIONI PER PUBBLICA UTILITA’

 

 D.P.R. 8 giugno 2001 N.327. (D.Lgs. n 302/02)

Integrato dalla LEGGE FINANZIARIA DEL 2008

 

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DETERMINAZIONE  DELL’INDENNITÀ DI ESPROPRIO

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In materia di calcolo dell’indennità di esproprio delle aree edificabili, LA LEGGE FINANZIARIA del 2008 ha dovuto colmare un vuoto legislativo causato dalle sentenze della CORTE DI STRASBURGO (29 marzo del 2006) e della CORTE COSTITUZIONALE (24 ottobre 2007), che dichiaravano inammissibili e incostituzionali le norme fissate dal Testo Unico D.P.R. 327 DEL 2001, agendo , in modo particolare, SUL COMMA 1 E 2 DELL’ART 37 CHE VENGONO INTEGRALMENTE SOSTITUITI.

Il decreto di esproprio può essere emanato qualora:

a)      sul bene da espropriare sia stato apposto il vincolo preordinato all’esproprio;

b)      vi sia stata la dichiarazione di pubblica utilità;

c)      sia stata determinata, anche se in via provvisoria, l’indennità di esproprio

 

Art.20 - La determinazione provvisoria dell’indennità di espropriazione.

1.      Divenuto efficace l’atto che dichiara la pubblica utilità, entro 30 giorni il promotore dell’atto che dichiara la pubblica utilità compila l’elenco dei beni da espropriare, dei proprietari ed indica le somme che offre per le loro espropriazioni. L’elenco va notificato a ciascun proprietario, con le parti che lo riguardano, con le forme degli atti processuali civili. Gli interessati entro 30 giorni dalla notifica possono presentare osservazioni scritte e depositare documenti.

5.      Entro questi 30 giorni il proprietario può comunicare che condivide l’indennità. Tale dichiarazione è  

irrevocabile.

7.      Qualora abbia condiviso la determinazione della indennità di espropriazione e abbia dichiarato l’assenza di diritti dei terzi sul bene, al proprietario va corrisposta la somma entro il termine di sessanta giorni, superato tale termine sono dovuti gli interessi legali.

10.  Trascorsi senza nessuna risposta, questi 30 giorni, si intende non concordata la determinazione dell’indennità di esproprio. L’autorità competente, ad emanare il decreto di esproprio, dispone il deposito di tale indennità presso la Cassa depositi e prestiti, entro 30 giorni.

 

     Art.21 - Procedimento di determinazione definitiva dell’indennità di espropriazione.

1,2,3,4. L’autorità espropriante forma l’elenco dei proprietari che non hanno concordato la determinazione 

           della indennità di espropriazione e invita il proprietario interessato, con atto notificato a mezzo di  

           ufficiale giudiziario, a comunicare entro i successivi venti giorni se intenda avvalersi, per la 

           determinazione dell’indennità, del seguente procedimento.

           L’autorità espropriante nomina due tecnici, tra cui quello eventualmente già designato dal 

           proprietario, e fissa il termine entro il quale va presentata la relazione da cui si evince la stima del 

           bene. Il presidente del tribunale civile, nella cui circoscrizione si trova il bene da stimare, nomina il 

           terzo tecnico, su istanza di chi vi abbia interesse.

6.      Le spese per la nomina dei tecnici: a) sono liquidate dall’autorità espropriante, in base alle tariffe professionali; b) sono poste a carico del proprietario se la stima è inferiore alla somma determinata in via provvisoria, sono divise per metà tra il beneficiario dell’esproprio e l’espropriato se la differenza con la somma determinata in via provvisoria non supera il decimo e, negli altri casi, sono poste a carico del beneficiario dell’esproprio.

14.  Qualora il proprietario non abbia dato la tempestiva comunicazione (venti giorni), l’autorità espropriante chiede la determinazione dell’indennità alla commissione prevista dall’art.41.

 

Disposizioni generali

     Art.32 - Determinazione del valore del bene.

  1. Salvi gli specifici criteri previsti dalla legge, l’indennità di espropriazione è determinata sulla base delle caratteristiche del bene al momento dell’accordo di cessione o alla data dell’emanazione del decreto di esproprio.

  2. Il valore del bene è determinato senza tenere conto delle costruzioni, delle piantagioni e delle migliorie, qualora risulti , avuto riguardo al tempo in cui furono fatte e ad altre circostanze , che esse siano state realizzate allo scopo di conseguire una maggiore indennità. Si considerano realizzate allo scopo di conseguire una maggiore indennità, le costruzioni, le piantagioni e le migliorie che siano state intraprese sui fondi soggetti ad esproprio dopo la comunicazione dell’avvio del procedimento.

  3. Il proprietario, a sue spese, può asportare dal bene i materiali e tutto ciò che può essere tolto senza pregiudizio dell’opera da realizzare.

 

     Art.33 - Espropriazione parziale di un bene unitario.

  1. Nel caso di esproprio parziale di un bene unitario, il valore della parte espropriata è determinato tenendo conto della relativa diminuzione di valore.

  2. Se dall’esecuzione dell’opera deriva un vantaggio immediato e speciale alla parte non espropriata del bene , dalla somma relativa al valore della parte espropriata è detratto l’importo corrispondente al medesimo vantaggio.

  3. Non si applica la riduzione di cui al comma 2, qualora essa risulti superiore ad un quarto della indennità dovuta ed il proprietario abbandoni l’intero immobile. L’espropriante può non accettare l’abbandono, qualora corrisponda una somma non inferiore ai tre quarti dell’indennità dovuta. In ogni caso l’indennità dovuta dall’espropriante non può essere inferiore alla metà di quella che gli spetterebbe ai sensi del comma 1.

 

Art.34 - Soggetti aventi titolo all’indennità .

1.      L’indennità di esproprio spetta al proprietario del bene da espropriare.

2.      Il titolare di un diritto reale o personale sul bene non ha diritto ad una indennità aggiuntiva, può far valere il suo diritto sull’indennità di esproprio e può proporre l’opposizione alla stima , ovvero intervenire nel giudizio promosso  dal proprietario.

 

Art.36 - Determinazione dell’indennità nel caso di esproprio per la realizzazione di opere

            private che non consistano in abitazioni dell’edilizia residenziale pubblica.

  1. Se l’espropriazione è finalizzata alla realizzazione di opere di pubblica utilità, che non rientrino nell’ambito dell’edilizia residenziale pubblica, convenzionata, agevolata o comunque denominata, l’indennità di esproprio è determinata nella misura corrispondente al valore venale del bene e non si applicano le disposizioni contenute nelle sezioni seguenti.

Art.37 - Determinazione dell’indennità nel caso di esproprio di un’area edificabile.

  1. L’indennità di espropriazione di un’area edificabile è determinata nella misura pari all’importo, diviso per due e ridotto nella misura del quaranta per ceto, pari alla somma del valore venale del bene e del reddito dominicale netto, rivalutato e moltiplicato per dieci. Sostituito dal seguente “ L’indennità di espropriazione di un’area edificabile è determinata nella misura pari al valore venale del bene. Quando l’espropriazione è finalizzata ad attuare interventi di riforma economico-sociale, l’indennità è ridotta del 25%”.

  2. La riduzione di cui la comma 1 non si applica se sia stato concluso l’accordo di cessione o se esso non sia stato concluso per fatto non imputabile all’espropriato o perché a questi sia stata offerta una indennità provvisoria che, attualizzata, risulti inferiore agli otto decimi  di quella determinata in via definitiva . Sostituito dal seguente “ Nei casi in cui è stato concluso l’accordo di cessione, o quando esso non è stato concluso per fatto non imputabile all’espropriato ovvero perché a questi è stata offerta un’indennità provvisoria che, attualizzata, risulta inferiore agli otto decimi di quella determinata in via definitiva, l’indennità è aumentata del 10%.”

  3. Per la valutazione della edificabilità delle aree, la legge dispone che si devono considerare le possibilità legali ed effettive di edificazione esistenti al momento dell’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio. (L’edificabilità legale sussiste se è prevista dallo strumento urbanistico; quella effettiva è subordinata alla presenza delle infrastrutture di urbanizzazione).     In ogni caso si esclude il rilievo di costruzioni realizzate abusivamente.

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  1. Qualora l’area edificabile sia utilizzata a scopi agricoli, spetta al proprietario coltivatore diretto anche una indennità pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticato. La stessa  indennità spetta al fittavolo, al mezzadro compartecipante che, per effetto della procedura, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte il fondo direttamente coltivato, da almeno un anno, col lavoro proprio e di quello familiare.

 

 

Art.38 - Determinazione dell’indennità nel caso di esproprio di un’area legittimamente edificata.

  1. Nel caso di espropriazione di una costruzione legittimamente edificata, l’indennità è determinata nella misura pari al valore venale.

  2. Qualora la costruzione sia stata realizzata in assenza della concessione edilizia o della autorizzazione paesistica, ovvero in difformità, l’indennità è calcolata tenendo conto della area di sedime in base all’articolo 37.

 

Art.40 - Determinazione dell’indennità nel caso di esproprio di un’area non edificabile.

      Disposizioni generali.

  1. Nel caso di esproprio di un’area non edificabile, l’indennità è determinata in base al criterio del valore agricolo, tenendo conto delle colture effettivamente praticate sul fondo e del valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati, anche in relazione all’esercizio dell’azienda agricola, senza valutare la possibile o effettiva utilizzazione diversa da quella agricola.

  2. Se l’area non è effettivamente coltivata, l’indennità è commisurata dal valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura prevalente nella zona ed al valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati.

  3. Il criterio di cui al comma 2 si applica anche per la determinazione dell’indennità provvisoria.

  4. Al proprietario coltivatore diretto o imprenditore agricolo a titolo principale spetta un’indennità aggiuntiva in misura pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticata.

 

Art.41 - Commissione competente alla determinazione del valore agricolo.

1.   In ogni provincia la Regione istituisce una commissione composta:

a)      dal presidente della Provincia, o da un suo delegato, che la presiede;

b)      dall’ingegnere capo dell’ufficio tecnico erariale, o da un suo delegato;

c)      dall’ingegnere capo del genio civile, o da un suo delegato;

d)      dal presidente dell’Istituto autonomo delle casi popolari della Provincia, o da un suo  

     delegato;

e)      da due esperti in materia urbanistica ed edilizia, nominati dalla Regione;

f)       da tre esperti in materia di agricoltura e di foreste, nominati dalla regione su terne proposte dalle associazioni sindacali maggiormente rappresentative.

Nell’ambito delle singole regioni agrarie entro il 31 gennaio di ogni anno la commissione determina il valore agricolo medio, nel precedente anno solare, dei terreni secondo i tipi di coltura effettivamente praticati.

 

Art.42 - Indennità aggiuntiva.

  1. Spetta un’indennità aggiuntiva al fittavolo, al mezzadro o al compartecipante che, per effetto della procedura espropriativi o della cessione volontaria, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte l’area direttamente coltivata da almeno un anno prima della data in cui vi è stata la dichiarazione di pubblica utilità.

  2. L’indennità aggiuntiva è pari a quella spettante al proprietario ed è corrisposta a seguito di una dichiarazione dell’interessato e di un riscontro della effettiva sussistenza dei relativi presupposti.

 

Art.45 - La cessione volontaria

Disposizioni generali.

  1. Fin da quando è dichiarata la pubblica utilità  dell’opera e fino alla data in cui è seguito il decreto di esproprio, il proprietario ha il diritto di concludere col soggetto beneficiario dell’espropriazione un accordo di cessione del bene o della sua quota di proprietà.

  2. Il corrispettivo dell’accordo di cessione:

a)      se riguarda un’area edificabile, è calcolato ai sensi dell’articolo 37, senza la riduzione del quaranta per centosostituito con” l’aumento del 10%”;

b)      se riguarda una costruzione legittimamente edificata, è calcolato nella misura venale del bene;

c)      se riguarda un’area non edificabile, è calcolato aumentando del cinquanta per cento l’importo dovuto ai sensi dell’articolo 40, commi 1 e 2;

d)      se riguarda un’area non edificabile, coltivata direttamente dal proprietario, è calcolato moltiplicando per tre l’importo dovuto ai sensi dell’articolo 40, comma 1.

 

Art. 46 - La retrocessione totale.

1.      Se l’opera pubblica o di pubblica utilità non è stata realizzata o cominciata entro il termine di dieci anni, decorrente dalla data in cui è stato eseguito il decreto di esproprio, ovvero se risulta anche in epoca anteriore l’impossibilità della sua esecuzione, l’espropriato può chiedere che sia accertata la decadenza della dichiarazione di pubblica utilità e che siano disposti la restituzione del bene espropriato e il pagamento di una somma a titolo di indennità.

 

Art. 47 - La retrocessione parziale.

1.      Quando è stata realizzata l’opera pubblica o di pubblica utilità, l’espropriato può chiedere la restituzione della parte del bene, già di sua proprietà, che non sia stata utilizzata. In tal caso, il soggetto beneficiario della espropriazione, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, trasmessa al proprietario ed al Comune nel cui territorio si trova il bene, indica i beni che non servono all’esecuzione dell’opera pubblica o di pubblica utilità e che possono essere ritrasferiti, nonché il relativo corrispettivo.

2.      Entro i tre mesi successivi, l’espropriato invia copia della sua originaria istanza all’autorità che ha emesso il decreto di esproprio e provvede al pagamento della somma, entro i successivi trenta giorni.

 

Art. 48 - Disposizioni comuni per la retrocessione totale e per quella parziale.

1.      Il corrispettivo della retrocessione, se non è concordato dalle parti, è determinato dall’ufficio tecnico erariale o dalla commissione provinciale prevista dall’articolo 41 sulla base dei criteri applicati per la determinazione dell’indennità di esproprio e con riguardo al momento del ritrasferimento.

2.      Avverso la stima, è proponibile opposizione alla corte d’appello nel cui distretto si trova il bene espropriato.

3.      Per le aree comprese nel suo territorio e non utilizzate per realizzare le opere oggetto della dichiarazione di pubblica utilità, il Comune può esercitare il diritto di prelazione entro il termine di centottanta giorni, decorrente dalla data in cui gli è notificato l’accordo delle parti. Le aree così acquisite fanno parte del patrimonio indisponibile.

 

Art. 49 - L’occupazione temporanea di aree non soggette ad esproprio.

1.      L’autorità espropriante può disporre l’occupazione temporanea di aree non soggette al procedimento espropriativi se ciò risulti necessario per la corretta esecuzione dei lavori previsti.

2.      Al proprietario del fondo è notificato, nelle forme degli atti processuali civili, un avviso contenente l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora in cui è prevista l’esecuzione dell’ordinanza che dispone l’occupazione temporanea.

3.      Al momento della immissione in possesso è redatto il verbale sullo stato di consistenza dei luoghi

4.      Il verbale è redatto con il proprietario o con almeno due testimoni .

5.      Le disposizioni di cui ai precedenti commi si applicano, in quanto compatibili, nel caso di frane, alluvioni, rottura di argini e in ogni altro caso in cui si utilizzano beni altrui per urgenti ragioni di pubblica utilità.

 

Art. 50 - Indennità per occupazione.

1.      Nel caso di occupazione di un’area, è dovuta al proprietario una indennità per ogni anno pari ad un dodicesimo di quanto sarebbe dovuto nel caso di esproprio dell’area e, per ogni mese o frazione di mese, una indennità pari ad un dodicesimo di quella annua.

 

QUADRO RIEPILOGATIVO DELLE MODALITA’ DI CALCOLO
DELL’INDENNITA’ DI ESPROPRIO DELLE AREE AGRICOLE


Soggetto coinvolto

Con cessione volontaria

Senza cessione volontaria

Espropriazione totale

(esproprio richiesto da un ente pubblico)

Proprietario coltivatore diretto

O imprenditore agricolo a titolo principale

Valore Agricolo Medio

X 3 volte

Stima diretta dell’azienda

= valore di mercato

Proprietario non coltivatore diretto

Valore Agricolo Medio

X 1,5

Stima diretta dell’azienda

= valore di mercato

Affittuario da almeno un anno

Valore Agricolo Medio

Valore Agricolo Medio

Espropriazione Parziale

VALORE COMPLEMENTARE DEI BENI ESPROPRIATI

(differenza fra il valore dei terreni prima dell’espropriazione e il valore dei terreni residuati dopo l’espropriazione)

Espropriazione totale

(esproprio richiesto da un ente privato)

Nell’espropriazione totale si fa riferimento al normale valore di mercato del bene

Nell’espropriazione parziale il criterio da utilizzare sarà quello del valore complementare

Nel caso in cui vi dovesse essere un fabbricato rurale, va considerato il valore di ricostruzione dello stesso

 

QUADRO RIEPILOGATIVO DELLE MODALITA’ DI CALCOLO
DELL’INDENNITA’ DI ESPROPRIO DELLE AREE EDIFICABILI
 


Indennità proposta

Indennità definitiva con cessione volontaria

Interventi di riforma economico-sociale

Valore di mercato ridotto del 25%

Aumento del 10% dell’indennità provvisoria

In tutti gli altri casi

Valore di mercato

Qualora l’area edificabile sia utilizzata a scopi agricoli, spetta al proprietario coltivatore diretto, o imprenditore agricolo a titolo principale, anche una indennità pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticato. La stessa  indennità spetta al fittavolo, al mezzadro compartecipante che, per effetto della procedura, sia costretto ad abbandonare in tutto o in parte il fondo direttamente coltivato, da almeno un anno, col lavoro proprio e di quello familiare.

 

Nel caso di espropriazione di una costruzione legittimamente edificata, l’indennità è determinata nella misura pari al valore venale (terreno + fabbricato).

Qualora la costruzione sia stata realizzata in assenza della concessione edilizia o della autorizzazione paesistica, ovvero in difformità, l’indennità è calcolata tenendo conto della area di sedime in base all’articolo 37.

 


Ultimo aggiornamento ( venerdý 23 maggio 2014 )
 

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