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Considerazione Distros
#1
Ciao a tutti,

volevo una vostra considerazione su una serie di esperimenti che ho recentemente portato avanti.

Dal vostro punto di vista è sufficientemente corretto dire che a parità di ambiente grafico utilizzato e di harware, la reattività del sistema operativo non cambia in maniera significativa tra Ubuntu, Debian, Fedora, Arch, ecc ecc?

Chiarisco ancora meglio...
I tempi di accensione PC, spegnimento PC, apertura applicazioni... La valutazione tra una distro e l'altra non deve essere basata su questi aspetti perchè non è qui che si gioca la differenza tra le varie Distro?
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#2
Nei tempi di accensione dipende da quanti moduli il kernel deve caricare all'avvio, i più esperti riescono a toglierne parti inutlii e modellarlo a misura del proprio hardware.
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#3
Oltre ai moduli si deve considerare che distro diverse usano spesso procedure differenti d'avvio, gestori di servizi diversi, driver diversi. Molto tempo inoltre è speso a precaricare demoni e applicazioni in background.

Pur non avendo fatto prove in tal senso suppongo che ci siano tempi diversi anche di parecchio su distro diverse.
Per esempio una gentoo minimale con kernel e pacchetti ottimizzati per l'architettura del tuo PC e un desktop manager molto leggero tipo IceWM sarà sicuramente più veloce all'avvio di una Ubuntu con Unity o una Suse con KDE e kernel generic.

Sul mio PC ho in dual boot una archlinux con xfce da me compilata e una bodhi standard.
Pur essendo anche bodhi una distro leggera, arch ci mette la metà del tempo (circa 35 secondi) ad avviarsi.

è anche vero che 30 secondi o 90 non ti cambiano la vita, quindi non lo definirei uno dei parametri critici per la scelta di una distro.
a dieci anni il mondo è fantasia, a vent'anni possibilità, a trenta speranza. A quaranta è riflessione, a cinquanta... vi saprò dire.
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#4
La differenza tra le distro è basata più che sui tempi di avvio ed avvio applicazioni su ad esempio:

- tipi di rilasci/aggiornamenti (semestrali, rolling, half-rolling)
- kernel utilizzato di default
- pacchettizzazione (.deb, .rpm)
- DE di default (anche se facilmente sostituibile è preferibile che quello di default sia ben integrato)
- repository (completazza del parco software)
- aggiornamento dei repo (dopo quanto i nuovi pacchetti arrivano sui repo installati)
- filosofia della distro (Kiss - Out Of Box)
- tipo di installazione (net install - grafica - a riga di comando)
- filesystem utilizzato (la maggior parte utilizza Ext4 ma non è detto)
- bootloader utilizzato (la maggior parte grub2 ma non è detto)
- compatibilità migliore con il proprio hardware (aimè da provarle tutte prima di decidere)
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