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La guerra dei giganti.
#1
Il fermento creato dalla recente acquisizione di Motorola da parte di Google sta coinvolgendo sempre di più non soltanto gli addetti ai lavori ma suscita soprattutto l'interesse dei possibili fruitori finali dei diversi servizi, cioè noi users, informatizzati o meno ma sempre e comunque "cavie" appollaiate e pronte a balzare all'affare o all'oggetto del desiderio.
Sembra sempre più conclamata la formazione di tre fasce di pensiero:
1) Apple + Sony (ipad, iphone, itunes) + s. o. proprietario G5;
2) Google + Samsung (tablet, smartphone, netbook) + Motorola + s. o. open source Android;
3) Microsoft + Nokia + s. o. proprietario WinX + s. o. open source Symbian.
La guerra senza esclusione di colpi (vedi la querelle giudiziaria di Apple vs. Samsung per l'uso e la commercializzazione del tablet Galaxy in tutta Europa) coinvolge anche i social networks per cui stiamo assistendo ad un faccia a faccia tra Facebook (sponsorizzato sommessamente da Microsoft e da Apple stessa) e Google Plus.
Ma ciò che appare, a mio avviso, è la concreta possibilità di un sistema globale nuovo che, al di là di qualsiasi pre concetto sui marchi, potrebbe ampliare ulteriormente la scelta proprio a noi users.
Parlo di Google e delle scelte commerciali e tecnologiche di cui si serve e di cui si servirà in futuro.
Google NON è un sistema operativo, innanzi tutto ma potrebbe diventarlo (nel senso più aleatorio della parola) in quanto fornitore di servizi globale:
browser Chrome + tablet e netbook Samsung su cui sono precaricati i servizi Google + Motorola con il prossimo avvio e commercializzazione di un "Gphone".
Il tutto con un sistema operativo open source che risponde al nome di Android, giunto alla sua release .2
Molto c'è ancora da fare per tutti i contendenti che devono comunque affilare le armi e intervenire massicciamente proprio sui sistemi operativi scelti, per renderli più o meno compatibili con le diverse apps e commercializzabili con prezzi alla portata di tutti.
Ma i presupposti ci sono ed a noi tutti è demandato il responso definitivo sul/sui vincitore/vincitori.
Chi acquisterà cosa sarà giudice ed arbitro di questa contesa.
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#2
Nella misura in cui la gran parte degli Utenti è anche ben informata, il fatto che sia proprio l'acquirente a decretare il successo o no di una qualsivoglia iniziativa è da considerarsi (a mio parere) cosa auspicabile, positiva.
Nella misura in cui le cosiddette "strategie di marketing" (e, più di tutte, certe martellanti campagne pubblicitarie che fanno essenzialmente "estesa disinformazione"), riempion le teste pensanti -di tutti- di fumo e di mezze-bugie, il fatto che a decidere, alla fine, sian solo gli acquirenti paganti, non può che aver conseguenze nefaste.
La conoscenza vera delle cose (di come per davvero stan le cose), dunque, è quello che -con un po' di fortuna- ci salverà: come persone (interessate o meno all'informatica), come individui che han spesso a che fare col PC, come cittadini e come società (perché l'intera società è destinata a diventare, in avvenire, sempre più "informatizzata").
[Immagine: http://www.pic4ever.com/images/2mpe5id.gif]Un poeta può sopravvivere a tutto tranne che ad un errore di stampa.(Andy Wahrol)
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