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Lettera aperta: contenuti digitali nei libri di testo.
#1
Mi è pervanuta una e-mail, da un collega, che pubblico integralmente:


Salve professor Cantaro
Le scrivo per condividere sul suo sito una lettera aperta su un argomento che sicuramente condivide: l'interoperabilità dei contenuti digitali presenti nei libri di testo.
Comunque, anche se non può pubblicarla, la ringrazio per il suo lavoro, perchè lei e il suo sito rimanete un punto di riferimento per gli insegnanti che si occupano di tecnologie didattiche open source.
con stima Maurizio Marangoni

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Lettera aperta ai colleghi insegnanti su "interoperabilità e libri digitali"

Salve a tutti,

Da alcune evidenze è abbastanza chiaro che la maggior parte delle case editrici non si pongono il problema dell'interoperabilità . Non si preoccupano cioè di produrre materiali che funzionino indipendentemente dal sistema operativo o dallo strumento di cui dispone l'utente (linux, windows, apple, tablet, notebook etc).
Il problema deve invece essere al centro del nostro ragionamento, anche alla luce della Circolare ministeriale sulle adozioni dei libri di testo 2014 / 2015 (di cui consiglio l'attenta lettura), reperibile all'indirizzo: http://www.istruzione.it/allegati/2014/prot2581_14.pdf
e postato sul sito della scuola.

In proposito è molto apprezzabile la possibilità che viene data alle scuole di auto-prodursi i libri di testo.
Nella Circolare si parla di contenuti didattici digitali e della loro valenza formativa, ma nulla si dice sui formati che devono avere questi contenuti e le modalità di fruizione che devono essere rispettate.

Quali sono le possibili implicazioni di queste "dimenticanze"? Senza pretesa di completezza:

- Ogni casa editrice può fornire il suo software specifico per fruire dei contenuti, (vedi una casa editrice con il suo "DBook"); te lo fornisce per i sistemi che decide lei, di fatto, nel caso specifico, esclude chi usa sistemi Linux o derivati.
Basta che una casa editrice cambi politiche commerciali, e quel contenuto multimediale non si può più usare, perché di fatto ne controlla tutto, dove come e QUANTO usarlo. Il libro di carta acquistato è tuo e decidi tu quando, come e quanto usarlo.

- Un alunno può godere dei contenuti didattici del libro di testo se ha un tablet o un notebook con sistemi operativi proprietari, che di solito sono anche i più costosi. Se uno studente, con poche possibilità economiche, decide di acquistare un tablet con sistemi Linux, non può usufruire degli stessi contenuti.

- Quante scuole e quante famiglie hanno ancora pc con windows xp che magari vorrebbero passare a Linux per motivi etici e ambientali:
- non buttare tonnellate di rifiuti tossici nelle discariche. Spesso sono computer ancora perfettamente funzionanti che con Linux funzionerebbero ancora a lungo.
- Vi sono anche motivi di LEGALITÀ: alcune case editrici presentano contenuti fatti con Word, Excell e Powerpoint, in questo caso si deve anche acquoistare Office 2010, vedere su Amazon i costi, oppure, con nuna pratica molto diffusa, si pirata. Ma, loro malgrado, devono buttare il computer, perché le casi editrici, complice il MIUR, hanno deciso politiche commerciali contro il buon senso. Le più penalizzate sono ancor le famiglie più in difficoltà.

Alla luce di queste osservazioni forse è il caso che ogni insegnante, in fase di adozione, spendi un po' di tempo per capire se i contenuti multimediali del testo adottato siano interoperabili, ovvero indipendenti da software specifici e da sistemi operativi specifici, spesso questo significa anche hardware specifico.

Cari colleghi l'interoperabilità dei formati didattici mette in gioco la libertà digitale nostra e dei nostri alunni.
Permette di evitare ipoteche sui futuri acquisti di attrezzature digitali scolastiche, con ricadute importanti sul bilancio della scuola e sulle richieste di finanziamento che dobbiamo sempre di più rivolgere alle famiglie.

Non possiamo fregarcene.
Faccio mio il moto di un noto insegnante: "I CARE"

Maurizio Marangoni
 
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