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No merce consegnata con inserzione su sito? E' una truffa
#1
Il Tribunale di Trento, in una recente e importante sentenza, ha stabilito che colui che acquista, su portali internet, beni che poi non gli vengono consegnati ha a disposizione non solo la normale tutela civilistica per inadempimento contrattuale, ma può anche agire in via penale, configurandosi il reato di truffa.

In particolare – ha precisato il giudice – la messa in vendita di un bene per via telematica attraverso un sito di e-commerce noto e serio, costituisce un mezzo per indurre in errore i potenziali acquirenti sulle effettive intenzioni truffaldine di chi offre in vendita beni senza alcuna intenzione di consegnarli.

Gli artifici e raggiri – necessari perché si configuri appunto la truffa – consistono nel fatto che il malintenzionato venditore sfrutta questa particolare modalità di vendita caratterizzata dal fatto che:
- le parti non hanno tra loro contatti diretti e, pertanto, non sono conoscibili le rispettive esatte generalità
- il compratore deve pagare anticipatamente il bene che si è aggiudicato all’asta e
sperare poi che il venditore glielo faccia pervenire.

Tale meccanismo di vendita pone l’acquirente in una particolare situazione di debolezza e di rischio. Di ciò approfittano truffatori, seriali o meno, che realizzano cospicui guadagni vendendo beni che in realtà non hanno alcuna intenzione di consegnare sin dall’inizio e dei quali non hanno il più delle volte neppure l’effettiva disponibilità.

Qui è possibile consultare l'articolo per intero ed il testo della sentenza
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#2
Grazie per la condivisione.
L'ipocrisia è un briciolo di speranza, per chi non ha personalità.(By Leroy)

Niente rafforza l'autorità quanto il silenzio.(Charles De Gaulle )

Siate la cura della vostra malattia, non la causa. (By Leroy)


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#3
I miei complimenti, grazie per le preziose notizie.
Se posso permettermi @maverick2011 mi pare che tu studi giurisprudenza (se non ricordo male) ti suggerisco di ampliare un tantino il discorso esponendo anche quali rimedi civili sono a disposizione degli acquirenti; ottimo esercizio, utile per la vita.
Sconosco l'inglese e mi rifiuto di impararlo
Da solo avrò un'idea, in due potremmo averne tre, in tanti troveremo la soluzione migliore
Buona vita a tutti Heart
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#4
Può essere utile come esempio riportare il caso di granbazaar.it. Molti acquirenti non ricevettero la merce anche pagata e si attivò per la vicenda anche Altroconsumo.

In caso di acquisti non andati a buon fine è consigliabile inviare una raccomandata per esercitare il diritto di recesso, cioè pe sciogliere il contratto e riavere indietro i soldi, mettendo in copia l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Piazza Verdi, 6/a - 00198 Roma) e se è stata coinvolta anbche un'associazione dei consumatori (es. Altroconsumo - via Valassina 22 - 20159 Milano.

Ecco il fac simile della raccomandata da inviare:
Mittente: Nome e indirizzo (di chi ha stipulato il contratto)
Destinatario: es. Gran Bazarvia delle Vestali 1500181 ROMA
raccomandata a.r. Luogo e data
Oggetto: Recesso dal contratto a distanza del .... relativo all'acquisto di ..... Avendo acquistato ... (indicare il prodotto acquistato) in data... e non avendo ancora ricevuto nulla, con la presente Vi comunico che, anche ai sensi dell'art. 64 D.Lgs. 206/05, intendo recedere dal contratto in oggetto. Vi invito pertanto a rimborsarmi, entro e non oltre trenta giorni dal ricevimento della presente, la somma di euro... , da me pagata anticipatamente con (indicare il mezzo di pagamento: per esempio, carta di credito).

Distinti saluti. Firma

In base al Codice del Consumo

CHI E COME PUÒ ESERCITARE IL DIRITTO DI RECESSO

Il diritto di recesso può essere esercitato dal consumatore, ossia l’acquirente del prodotto o del servizio che agisca per scopi privati estranei all’attività professionale eventualmente esercitata (art 3 co.1 lett. a) Codice del Consumo)

Ciò comporta che per gli acquisti effettuati tramite partita IVA, essendo effettuati per scopi professionali, è esclusa l’applicazione del Codice del Consumo e del diritto di recesso ivi previsto.

Il recesso va esercitato entro 10 giorni lavorativi dalla conclusione del contratto, o da altro termine (vedi sotto), mediante raccomandata con ricevuta di ritorno inviata alla sede del professionista (art. 64 Codice del Consumo).

La comunicazione può essere inviata, entro i 10 giorni, anche mediante telegramma, telex, posta elettronica e fax, ma attenzione, in questi casi è necessario che detta comunicazione sia confermata con raccomandata con ricevuta di ritorno entro le 48 ore successive.

Ai fini del rispetto dei termini vale il giorno di consegna della raccomandata all’ufficio postale, pertanto vale la data di spedizione e non quella di ricevimento (art. 64 co. 2).

TERMINI E DECORRENZE PER IL RECESSO

Come detto, il recesso va esercitato entro 10 giorni dalla conclusione del contratto, tuttavia l’art. 65 del Codice del Consumo prevede che i termini possano decorrere da un momento successivo.

- Il termine di 10 giorni per l’esercizio di recesso decorre -

Per i contratti conclusi fuori dai locali commerciali

dalla data di sottoscrizione della nota d’ordine contenente le informazioni sul diritto di recesso o, nel caso non sia stata sottoscritta una nota d’ordine con tali informazioni, dalla data di ricezione dell’informazione sul diritto di recesso

dalla data di ricevimento della merce, se successiva, per i contratti riguardanti la fornitura di beni, qualora l'acquisto sia stato effettuato senza la presenza del professionista ovvero sia stato mostrato o illustrato un prodotto di tipo diverso da quello oggetto del contratto.

Per i contratti a distanza il termine decorre:

per i beni, dal giorno del loro ricevimento da parte del consumatore ove siano stati soddisfatti gli obblighi di informazione o dal giorno in cui questi ultimi siano stati soddisfatti, qualora cio' avvenga dopo la conclusione del contratto purche' non oltre il termine di tre mesi dalla conclusione stessa

per i servizi, dal giorno della conclusione del contratto o dal giorno in cui siano stati soddisfatti gli obblighi di informazione, qualora cio' avvenga dopo la conclusione del contratto purche' non oltre il termine di tre mesi dalla conclusione stessa


- Termini aumentati -

Sono previsti termini maggiori qualora il professionista non abbia provveduto ad informare il consumatore circa l’esistenza e le modalità di esercizio di recesso, o quando abbia fornito una informazione incompleta o errata, tale da non consentire il corretto esercizio del diritto di recesso (art. 65 co. 3 e 4).

In caso di mancata o errata informazione sul diritto di recesso il termine per l’esercizio dello stesso è

- 60 giorni per contratti conclusi fuori dai locali commerciali

- 90 giorni per i contratti a distanza

- I termini aumentati decorrono -

- Per i beni dal giorno del ricevimento degli stessi da parte del consumatore

- Per i servizi dal giorno della conclusione del contratto

Per approfondire il diritto di recesso nell'e-commerce suggerisco qui un ulteriore approfondimento
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#5
Maverick, se sei d'accordo, metterei la discussione in rilievo.
L'ipocrisia è un briciolo di speranza, per chi non ha personalità.(By Leroy)

Niente rafforza l'autorità quanto il silenzio.(Charles De Gaulle )

Siate la cura della vostra malattia, non la causa. (By Leroy)


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#6
Complimentoni soprattutto per il modo semplice di spiegare il discorso!AtAtWinkWinkWinkExclamationExclamationExclamationExclamation
Sconosco l'inglese e mi rifiuto di impararlo
Da solo avrò un'idea, in due potremmo averne tre, in tanti troveremo la soluzione migliore
Buona vita a tutti Heart
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#7
ok Idea
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