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Olimpiadi e Paralimpiadi
#1
Premesso che le Olimpiadi non mi hanno mai interessato e mai penso potrebbero interessarmi in futuro ,visto che non riesco a concepire l' agonismo sotto questa forma, dimostrare di essere fisicamente migliore, più preparato o più dotato di un altro, non rientra nel mio modo di concepire l'essere umano. Detto questo, rimango amareggiato nel vedere che le Paralimpiadi, cioè le olimpiadi di coloro che hanno dei problemi fisici e non so se anche mentali, vengano fatte svolgere in un secondo tempo, dopo le Olimpiadi di quelli cosidetti " normali ".Questa non mi sembra una bella cosa. Si parla tanto di abbattere le barriere architettoniche urbane per poter far vivere degnamente queste persone, si parla tanto di uguaglianza, e poi nella pratica queste persone vengono messe ancora una volta in secondo piano. Perche? Non sono forse anche loro esseri umani ?
Penso che sarebbe un bellissimo gesto di CIVILTA' e RISPETTO se dovessero far iniziare PRIMA le Paralimpiadi e poi le Olimpiadi.Un gesto che farebbe salire di un gradino l' uomo sulla scala che parte in basso dall' animale ed arriva in cima alla massima espressione umana.
I Heart GNU\Linux and PC-BSD too !!!
Il fine NON giustifica i mezzi !!
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#2
Le Olimpiadi sono il più grande spettacolo dello sport. Sono gare, non dimostrazioni di superiorità fini a se stesse fatte per umiliare gli altri.

Come concepisci tu l'agonismo?
Perché se non ti interessano le Olimpiadi, dove ci sono praticamente tutti gli sport, mi rimane davvero impossibile immaginarlo.

Le paralimpiadi è importante che si facciano, prima o dopo non ha nessuna importanza; la mancanza di rispetto sarebbe non farle. E a Oscar Pistorius a cui mancano le gambe, è stato concesso di correre anche alle Olimpiadi "normali" sulle sue protesi, visto l'eccezionalità del caso.
Il mio blog: http://zerozerocent.blogspot.it/
Legge di Murphy: SE QUALCOSA PUO' ANDAR MALE, LO FARA'
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#3
Le paralimpiadi, oltre che per dare la giusta possibilità di incontro e confronto e relativa soddisfazione a chi si impegna in un'attività faticosa e costante come lo sport, sono fondamentali per dare visibilità a condizioni e necessità che di solito non sono molto evidenziate.
In questo senso la copertura dei media è ancora decisamente insufficiente.
Sono stati fatti enormi passi avanti ma finché gli sponsor non si faranno ancora più avanti le cose non cambieranno moltissimo.
Ci vorrà tempo perché è una spirale: più pubblico più sponsor, più sponsor più pubblico.

Io non sono stato affatto d'accordo, invece, con la presenza di pistorius alle olimpiadi.
Per quanto davanti a lui mi levi tutti i cappelli del mondo, non posso non considerare che le sue protesi non è possibile considerarle veramente equivalenti a un normale sistema caviglia+piede.
Quindi la concessione di farlo correre è veramente una concessione, ovvero una deviazione dall'intento primario che è quello (nel caso dello sport) di confrontarsi partendo da una condizione di parità condivisa.
Deflettere da questo principio nel contesto delle olimpiadi, secondo me, ha significato solamente privilegiare altri aspetti: in primo luogo lo spettacolo, qui giocato sul pietismo.
E non mi si parli di visibilità dell'handicap finalmente accolto in un contesto di 'normalità', se si parla di sport, si rispetta lo spirito olimpico e si cerca di limitarne la strumentalizzazione politica o commerciale.
Oppure non se ne parla più, come sempre più si rischia di fare, e allora tutto diventa sfruttamento e pretesto.
[Immagine: http://pclinuxos.com/forum/avatars/Pengu...guitux.png] Parole !
Mai che se ne trovino due uguali !
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#4
BAT ha detto:
Le Olimpiadi sono il più grande spettacolo dello sport. Sono gare, non dimostrazioni di superiorità fini a se stesse fatte per umiliare gli altri.

Come concepisci tu l'agonismo?
Perché se non ti interessano le Olimpiadi, dove ci sono praticamente tutti gli sport, mi rimane davvero impossibile immaginarlo.


Diciamoci la verità BAT,in molte discipline sportive, per arrivare comunque a certi livelli ci vuole anche la fortuna di nascere con certe caratteristiche fisiche, un nano non potrà mai crescere più di tanto e non potrà sicuramente partecipare ad una gara di corsa veloce. Il cervello invece è un' altra cosa: Un bambino nasce con il cervello pronto a immagazzinare dati, molti dei quali gli vengono forniti prima dalla famiglia, poi anche dalla scuola. Una volta finita la scuola c'è il "libero arbitrio". Puoi decidere di non acculturarti più( e dare per scontato tutto ciò che hai appreso a scuola) o puoi decidere comunque di cominciare a pensare con la tua testa e proseguire in modo indipendente il lavoro di " immagazzinamento dati", in tal caso devi essere pronto comunque all' eventuale rimessa in discussione di alcune tue convinzioni.
In pratica, è la mente che bisogna allenare oltre ai muscoli !
Guarda le interviste ai calciatori, Il 90 % di loro non sa nemmeno parlare correttamente in italiano.
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#5
Oltre le menomazioni fisiche esistono anche quelle mentali purtroppo, quindi parlare solo di nanismo mi sembra riduttivo, il cervello è come il corpo visto che si forma con esso ed è soggetto anche lui a malattie o tare ereditarie, quindi non è propriamente un'altra cosa.
Concordo con BAT, lo spirito sportivo non è il prevalere sugli altri o "fare la ruota", è soltanto dimostrazione pratica del proprio lavoro di allenamento. Lo sport e le Olimpiadi nella fattispecie, sono nate per mostrare le proprie capacità nella caccia e nel combattimento (le discipline originali vertevano proprio su quello).
Competere con altri non è il concetto base del solo sport, è una cosa che facciamo fin da piccoli con i nostri fratelli o i compagni di gioco, lo facciamo a scuola, lo facciamo da adulti nel posto di lavoro.
La vita in realtà è tutta una competizione, una dimostrazione di essere capaci come e più di altri a fare qualcosa.
Sono d'accordo con te sul fatto che le paraolimpiadi debbano avere più visibilità, ma credo che siamo sulla strada giusta. Exclamation
Dopo tutto non hanno una storia così lunga come le loro cugine e molti di noi ne hanno sentito parlare solo da qualche anno. Molti altri non si sono mai neanche posti il problema fin'ora, ma l'importante è iniziare e mi sembra che quest'anno si siano fatti dei grossi passi avanti. HuhExclamation
Ogni fallimento avvicina sempre più alla meta... Arrendersi subito equivale a non provare affatto.

Il bisogno di conoscere e scoprire, è la fiamma che alimenta la fornace che è il cervello umano.
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#6
I posti di lavoro dove mi sono sempre trovato meglio erano caratterizzati da un sistema di base fondato sulla collaborazione tra individui al fine di raggiungere un obbiettivo comune( tutti insieme ).
L' agonismo e l' individualismo sul posto di lavoro per dimostrare di essere migliore del tuo collega mi sa tanto di guerra tra poveri, oltre a creare un ambiente ostico. La collaborazione porta invece a migiliori risultati. Certamente, il periodo di crisi in cui ci troviamo contribuisce ad aggravare la situazione innescando un meccanismo di competizione malsano al fine di mantenersi il posto di lavoro. " Morte tua, vita mia "
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#7
Sono contento che tu abbia avuto sempre posti di lavoro così tranquilli e paradisiaci, ma purtroppo è l'eccezione e non la regola. Smile
Io come tanti altri prima di me e moltissimi altri dopo ho dovuto sudare per avere il posto di lavoro, studi e concorsi come colloqui valutativi sono la regola nella maggioranza dei casi.
Una volta entrato poi, i miei standard devono seguire quelli dell'azienda per la quale ogni dipendente deve dimostrare qualcosa.
Alla fine, senza estremizzare la suddetta competizione, ognuno deve mostrare la propria competenza ogni giorno ed in ogni occasione, per crescere ma anche solo per mantenere il proprio livello.
Mi rendo conto e mi scuso per essere andato O.T. ma cercavo di esprimere il mio pensiero. Idea
Ogni fallimento avvicina sempre più alla meta... Arrendersi subito equivale a non provare affatto.

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#8
@zafran
anch'io non ero d'accordo nel far gareggiare Pistorius; secondo me alla fine glielo hanno concesso perché sapevano che non poteva vincere.

@Teo
Non vedo cosa c'entri il discorso del posto di lavoro con Olimpiadi/Paralimpiadi.
La collaborazione esiste eccome negli sport: in quelli di squadra per forza di cose, in quelli individuali intesa come collaborazione atleta-allenatore-psicologo ecc. (in una competizione individuale come vorresti collaborare? un pugile sul ring è solo).

E non sono nemmeno d'accordo su quello che dici riguardo alla relazione agonismo-corpo-cervello. Nessun atleta di alto livello può contare solo sulle doti fisiche naturali, se non ha doti "mentali" come perseveranza, sacrificio all'allenamento, concentrazione, determinazione ecc. ecc.
E comunque anche la competizione basata "sul cervello" sarebbe discriminatoria: allora se uno nasce normalmente intelligente invece che genio non potrebbe gareggiare da nessuna parte.
E poi chi te l'ha detto che non esistono competizioni basate sul "cervello"?
Hai mai sentito parlare di:
- campionati mondiali di scacchi
- Olimpiadi della Matematica
- Olimpiadi dell'Informatica
...e tante altre che nemmeno conosco. Per non parlare del campo "umanistico", arti, letteratura ecc.; li forse non si organizzano gare ma ci sono comunque una quantità infinita di premi e riconoscimenti.
Che poi sponsor-soldi-interessi avvelenino tutto quanto, beh quello è un altro discorso.

Beato che che vivi nella bambagia sul posto di lavoro: negli ambienti dove ho lavorato io bisogna si collaborare per perseguire l'obiettivo comune, ma la competizione tra colleghi può arrivare ad essere spietata. La "concorrenza" non c'è per quelli a cui sta bene lo status-quo, in genere nel settore pubblico perché nel privato sicuramente non è come dici tu.
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#9
(04-09-2012, 10:38 )Dukko Ha scritto: Sono contento che tu abbia avuto sempre posti di lavoro così tranquilli e paradisiaci, ma purtroppo è l'eccezione e non la regola. Smile
Io come tanti altri prima di me e moltissimi altri dopo ho dovuto sudare per avere il posto di lavoro, studi e concorsi come colloqui valutativi sono la regola nella maggioranza dei casi.
Una volta entrato poi, i miei standard devono seguire quelli dell'azienda per la quale ogni dipendente deve dimostrare qualcosa.
Alla fine, senza estremizzare la suddetta competizione, ognuno deve mostrare la propria competenza ogni giorno ed in ogni occasione, per crescere ma anche solo per mantenere il proprio livello.
Mi rendo conto e mi scuso per essere andato O.T. ma cercavo di esprimere il mio pensiero. Idea

Dukko, io ho detto che sono quelli in cui mi sono trovato meglio, non che abbia sempre avuto posti di lavoro tranquilli, anzi........
Comunque al giorno d' oggi non penso esistano neanche più ambienti di lavoro così, purtroppo.
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#10
appunto: quello che avevo appena detto! (abbiamo postato insieme).
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