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TRASMETTITORE , CIRCUITO RISONANTE PARALLELO E IMPEDENZE .
#1
Questa e' una domanda che ho posto in un forum di radioamatori , 4 anni or sono che ho ripescato su Internet cercando delle risposte , ma ancor oggi senza soluzione , mi sembra strano che nessun radioamatore possa avermi fornito una risposta logica in tutto questo tempo .
Manco a farlo apposta in questi giorni mi sono riproposto il medesimo quesito consultando i miei appunti di elettronica e antennistica .

Quesito :

Disponendo di un trasmettitore con impedenza in uscita di 50 Ohm posto in ingresso a un circuito risonante parallelo le cui reattanze , XL e XC corrispondono ambedue a 50 Ohm alla frequenza di risonanza , considerato che il circuito L - C parallelo in risonanza possiede un'impedenza elevatissima nel punto di massima tensione , diversa dai calcoli da noi effettuati per i due componenti ( X L e XC..... 50 Ohm ), al riguardo si chiede :

a quale spira dell'induttanza dovrò collegare l'uscita del trasmettitore affinché esso veda nella stessa un' uguale impedenza (per il massimo trasferimento di energia e adattamento ) ?

ANNOTAZIONI :

Risulta ovvio che variando il numero delle spire varia anche il punto di connessione alla bobina.........ma qual'e' .il .rapporto tra il numero totale delle spire e e quella in cui noi dobbiamo saldare l'uscita del trasmettitore ?

Numero delle spire totali moltiplicato per 0,25 oppure spire totali moltiplicato per 0,15 ?

Questi sono dati prelevati da una vecchia rivista di Nuova Elettronica , ma in quel caso si parlava di un circuito risonante posto all'interno di una struttura metallica , che come ognuno sa' altera i parametri in particolare dell'induttanza , alterandone risonanza e selettività .

Per quanto ne so' il rendimento di un circuito risonante o di un'antenna e' direttamente proporzionale al valore della propria induttanza e inversamente a quello della capacita' intrinseca e parassita , perciò maggiore in un circuito ( L - C ) risulta il valore dell'induttanza e maggiore è la sua selettività ovviamente adattando perfettamente anche le relative impedenze .

Angelo Baroni .
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#2
cosa dire "angelo" se nei forum dedicati non hai trovato una risposta forse è anche perchè non hai specificato la frequenza del trasmettitore.

ps: hai scelto prorio il forum sbagliato buona fortuna Confused
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#3
La frequenza del trasmettitore non c'entra nulla , in quanto si parla di accoppiare un qualsiasi trasmettitore ad un circuito risonante parallelo , oppure a un filtro se cosi preferiamo chiamarlo oppure a un'adattatore d'impedenza .

So' di avere scelto il forum sbagliato , ma dopo aver provato coi radioamatori che era quello giusto , mi dovrei rivolgere al Padreterno , ma non c'e' il forum .

Non aspetto alcuna risposta a questo mio quesito , ma non si sa mai....grazie comunque per gli auguri , male che vada aspetterò altri 8 anni , ciao Angelo .
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#4
forse ti rispondono-->a.r.i .it in privato.
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Citazione:La frequenza del trasmettitore non c'entra nulla , in quanto si parla di accoppiare un qualsiasi trasmettitore ad un circuito risonante parallelo , oppure a un filtro se cosi preferiamo chiamarlo oppure a un'adattatore d'impedenza .

questo è il tuo pensiero convinto "tu" Huh

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"male che vada aspetterò altri 8 anni"--> Assonnato good luk bye
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#5
Se io costruisco un circuito risonante parallelo sui 100 mhz esso risuonera' a 100 Megahertz frequenza fondamentale , se lo costruisco sui 27 -144 -o -43 Mhz risuonera' su quelle frequenze .

La frequenza fantomatica di cui tu parli.....del microtrasmettitore (una piccola radiospia ) è circa 100 mhz , come potrebbe lavorare anche in altre frequenze , dipende.......dal guadagno del transistor , dal numero delle spire , dalla capacita' interna del transistor , dalla max. frequenza di lavoro del medesimo ,ecc. E' altrettanto vero che la reattanza della bobina e della capacita' varia con la frequenza .......proprio per questo per proseguire nelle costruzioni dobbiamo adattarne le impedenze .

Ho costruito un circuito risonante parallelo , adatto per la frequenza che intendevo portare avanti , adattandone l'impedenza con quella dell'oscillatore costruito precedentemente .

Circa 25 anni fa ho costruito amatorialmente , con diversi tipi di accoppiamento filtri passivi in contenitori in parte schermati per alcuni canali UHF (difficili da costruire per quelle frequenze , ma funzionanti , considerato l'effetto che le masse circostanti creavano sui medesimi ed anche sulle linee risonanti) , non mi sembra di aver detto eresie nella spiegazione precedente .

Se tu costruisci un'oscillatore libero sui 100 Mhz (non quarzato) l'antenna o il cavo coassiale devi collegarlo tra una spira del circuito oscillante di collettore del transistor e massa , spira che dovrebbe presentare un'impedenza rispetto a terra di 50 o 75 OHM , altrimenti non potrai mai trasferire il massimo di energia a cavo coassiale e antenna .

C'e' da dire che occorrerebbe per fare un lavoro piu' pulito disaccoppiare l'oscillatore con un secondo stadio amplificatore , in modo tale da non sovraccaricare troppo il medesimo , ma per il resto non mi sembra di aver detto assurdità .

Se hai commenti a me sconosciuti da fare , al riguardo di quanto ho detto , ti ascolto , potrebbero essere anche positivi o darmi qualche input nuovo o sconosciuto , nella vita mai dire mai , s'impara sempre qualcosa .
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#6
A proposito , gli 8 anni erano una battuta !!!
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