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Tagli alla spesa pubblica
#1
Il governo Italiano ha nominato un commissario per un taglio mirato alla spesa pubblica, ed ha chiesto ai cittadini un aiuto in tal senso.
Una proposta l'avrei. In tutta la pubblica amministrazione, Scuola di ogni ordine e grado, Università, Inps, Inail, Ospedali, partecipazione pubblica come azionista anche
se di minoranza ecc... cambiare il software in dotazione e passare all'open source, per un risparmio di centinaia di milioni di euro. Sognare non costa nulla..Dodgy
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#2
Una "partecipazione pubblica (come azionista)" comporterebbe -a mio parere- non "il rischio", ma l'assoluta certezza di ritrovarsi invischiati dentro tutta una serie di "reti" e di tagliole senza scampo che condurrebbero tutti gli "azionisti" pubblici a rimaner inesorabilmente "spennati" a tutto beneficio di chi gestisce -dall'alto- le cose e fa il bello e il cattivo tempo un po' come gli pare. Insomma: la gente normale verrebbe fregata alla grande e chi ha una base abbondante di soldi, la potrebbe facilmente usare per arraffare anche quei pochi soldi che ancora sono in mano d'altri...
No, nessuna "partecipazione pubblica", di nessun tipo e genere, né di tipo azionario nè obbligazionario... tranne la pura e semplice "civile partecipazione democratica" alla vita comune (incluso l'andare a dare il proprio voto, dovere primario di qualsivoglia cittadino).
Diverso è il discorso, invece, per i softwares e l'opensource.
Lo Stato ne avrebbe di certo cospicui risparmi e -non posso provarlo, ma ne sono certo- anche la gente ne avrebbe grandi vantaggi.
Ma una parte di gente (a cominciar dai "servitori dello Stato" meglio noti come burocrati), che -storicamente- ha, come una sotterranea "meta-corporazione", fra le sue mani un grande potere, ne avrebbe nocumento e penso sarebbe disposta a qualunque rischio, ad arrecare allo stato -e alla gente- qualunque danno, perfino a lavorar febbrilmente sottobanco, pur di affossare totalmente tale cosa e di impedire l'adozione dell'opensorce, da essi visto come se fosse il Diavolo in persona (e peggio ancora quand'è gratuito).
[Immagine: http://www.pic4ever.com/images/2mpe5id.gif]Un poeta può sopravvivere a tutto tranne che ad un errore di stampa.(Andy Wahrol)
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#3
Io un articoletto con invito lo scriverei, titolo:

Il governo chiede per risparmiare e noi rispondiamo
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#4
Video 
Molti conosceranno questo documento di Rai-3 Report, io comunque lo ripropongo-->
http://www.youtube.com/watch?v=ITzX7zRgOkA
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#5
Credo che questo paese non è ancora pronto per appoggiare interamente l'open source, causa parecchie restrizioni dovute a certe applicazioni che richiedono l'uso di un browser obsoleto come internet explorer, aggiungerei anche la mancanza di software per un passaggio indolore da un sistema all'altro, come l'incompatibilità nell'esportare dei documenti che devono essere trasferiti in altre sedi che non utilizzano software open source, comunque da qualche parte bisogna iniziare, e in questo momento di catalessi dell'economia ben vengano soluzioni come queste che benefici portano.
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#6
Come ho già scritto sopra, non sto a coltivare soverchie speranze di successo (ho l'impressione che s'andrà ad approdare a ben poco). Ma, per quel poco che può valere, son più che disponibile ad impegnarmi nell'appoggiare una qualche iniziativa tesa ad implementar massicciamente l'uso dell'opensource in ambito amministrativo, locale o generale che sia. La sola condizione che mi pongo è che l'obiettivo sia quello di una davvero massiva diffusione e non semplicemente quello di ottenere qualche risibile, minuscolo, incremento.
[Immagine: http://www.pic4ever.com/images/2mpe5id.gif]Un poeta può sopravvivere a tutto tranne che ad un errore di stampa.(Andy Wahrol)
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#7
il 95% degli utenti della pubblica mmministrazione usa un browser e la videoscrittura. Basterebbe già questo e con una leggina di un semplice articolo l'Italia risparmierebbe, sicuramente a 9 zeri.
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#8
Cominciare dalle scuole nelle aule di Informatica sarebbe l'ideale.
Il mio blog: http://zerozerocent.blogspot.it/
Legge di Murphy: SE QUALCOSA PUO' ANDAR MALE, LO FARA'
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#9
Ecco un esempio:

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#10
(03-05-2012, 23:45 )monsee Ha scritto: Una "partecipazione pubblica (come azionista)" comporterebbe -a mio parere- non "il rischio", ma l'assoluta certezza di ritrovarsi invischiati dentro tutta una serie di "reti" e di tagliole senza scampo che condurrebbero tutti gli "azionisti" pubblici a rimaner inesorabilmente "spennati" a tutto beneficio di chi gestisce -dall'alto- le cose e fa il bello e il cattivo tempo un po' come gli pare. Insomma: la gente normale verrebbe fregata alla grande e chi ha una base abbondante di soldi, la potrebbe facilmente usare per arraffare anche quei pochi soldi che ancora sono in mano d'altri...
No, nessuna "partecipazione pubblica", di nessun tipo e genere, né di tipo azionario nè obbligazionario... tranne la pura e semplice "civile partecipazione democratica" alla vita comune (incluso l'andare a dare il proprio voto, dovere primario di qualsivoglia cittadino).
Diverso è il discorso, invece, per i softwares e l'opensource.
Lo Stato ne avrebbe di certo cospicui risparmi e -non posso provarlo, ma ne sono certo- anche la gente ne avrebbe grandi vantaggi.
Ma una parte di gente (a cominciar dai "servitori dello Stato" meglio noti come burocrati), che -storicamente- ha, come una sotterranea "meta-corporazione", fra le sue mani un grande potere, ne avrebbe nocumento e penso sarebbe disposta a qualunque rischio, ad arrecare allo stato -e alla gente- qualunque danno, perfino a lavorar febbrilmente sottobanco, pur di affossare totalmente tale cosa e di impedire l'adozione dell'opensorce, da essi visto come se fosse il Diavolo in persona (e peggio ancora quand'è gratuito).
Caro monsee, sono perfettamente d'accordo sul contenuto del tuo messaggio; in più ho preso l'abitudine di chiamare "burrocrati" (proprio con due r, per ricordare l'accezione spagnola del termine "burro") quando debbo riferirmi a certi funzionari pubblici. Temo infatti che sia più a causa di questi personaggi e del loro stile di gestione che si scoraggiano gli investitori esteri piuttosto che la questione dell'articolo18.
Cordiali saluti
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