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didattica digitale
#1
Sono interessato alla didattica per ipertesti.Non sono un insegnante ma lo trovo un argomento stimolante come mi interessa da sempre all'ipertesto.Ho trovato questo materiale in internet http://www.radioradicale.it/scheda/38160...-e-dintorni.
Per non sentire tutta la trasmissione (che comunque e' interessante) bisogna spostare il cursore sulla barra nera all'incirca a 24.59
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#2
(31-07-2013, 20:06 )enlosi Ha scritto: Sono interessato alla didattica per ipertesti.Non sono un insegnante ma lo trovo un argomento stimolante come mi interessa da sempre all'ipertesto.Ho trovato questo materiale in internet http://www.radioradicale.it/scheda/38160...-e-dintorni.
Per non sentire tutta la trasmissione (che comunque e' interessante) bisogna spostare il cursore sulla barra nera all'incirca a 24.59


Anche se con qualche giorno di ritardo, ho ascoltato la trasmissione che ci hai segnalato e l’ho trovata molto interessante. La didattica basata sull’ipertesto offre possibilità indiscutibili e impensabili fino a poco tempo fa, ma secondo me presenta lo stesso pericolo che presenta l’ipertesto stesso cioè allena la mente a sfocare l’attenzione.

L’autore dell’articolo si domanda giustamente se i nostri insegnanti, allo stato attuale delle cose, siano capaci di fare gli skipper per questo nuovo tipo di navigazione. Sempre secondo me, no e non sarà facile addestrarli perché l’ipertesto lavora nello stesso modo in cui lavora il nostro abituale modo di pensare cioè seguendo catene associative non scelte volontariamente. Sono d’accordo con l’autore dell’articolo, per evitare questo pericolo ci vuole una levatrice, un allenatore, l’insegnante dovrebbe organizzare la didattica, regolamentarla altrimenti questa diventa dispersiva e impazzisce.

Per poter comprendere i problemi, la nostra attenzione ha bisogno di essere allenata ad essere contemporaneamente concentrata ma fluttuante. Sembra una contraddizione, ma con l’allenamento ci si riesce. L’insegnante questo dovrebbe fare, allenare a a resistere alla tentazione spontanea di trasformare la nostra mente in una scimmia impazzita che salta continuamente da un ramo all’altro. Questa metafora è usata spesso nei testi di yoga che parlano della “concentrazione su un punto”.

L’ipertesto accentua ed aggrava un effetto prodotto già dai programmi televisivi cioè quello di saltare continuamente ed improvvisamente da un argomento all’altro senza seguire un filo coerente.

Se paragoniamo l’attenzione ad un fascio di luce, il mondo della fisica ci insegna che questa raggiunge la sua potenza massima solo quando viene CONCENTRATA su un solo punto grazie ad una lente. La didattica basata sull’ipertesto dovrebbe tenere presente questo aspetto della questione. Il che significa che dovrebbero tenerlo presente i nostri insegnanti, almeno quelli addestrati a farlo.

Per quanto mi riguarda, sono totalmente in disaccordo con quanto sostiene, per esempio, Alessandro Baricco nel suo libro “I barbari” cioè che oramai risulta superato il vecchio modo di concepire il sapere e la cultura basato sull’approfondimento, lo sforzo e la concentrazione. Secondo lui, invece, si può navigare la cultura RESTANDO in SUPERFICIE. Non a caso, sulla copertina del suo libro è raffigurato un surfista. Senza offesa per Baricco e, ancora una una volta secondo me, si tratta di una balla. Semplicemente.
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#3
concordo con romano nelle sue ultime 5 righe sopratutto non ho letto il libro del sig. Baricco ma ha detto un'emerita pallonata anche secondo me. Gia cosi come è adesso il mondo e le persone sono superficiali
prima di aprire un post usa il tasto cerca nel forum... forse il tuo problema è stato già trattato
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#4
(04-08-2013, 10:43 )Romano Badiali Ha scritto: ...Per quanto mi riguarda, sono totalmente in disaccordo con quanto sostiene, per esempio, Alessandro Baricco nel suo libro “I barbari” cioè che oramai risulta superato il vecchio modo di concepire il sapere e la cultura basato sull’approfondimento, lo sforzo e la concentrazione. Secondo lui, invece, si può navigare la cultura RESTANDO in SUPERFICIE. Non a caso, sulla copertina del suo libro è raffigurato un surfista. Senza offesa per Baricco e, ancora una una volta secondo me, si tratta di una balla. Semplicemente.

Non ho letto il libro quindi non posso dare un opinione, ma il discorso di navigare la cultura in superficie (che non vuol dire adottare un comportamento superficiale) ha, secondo me, un suo fondamento.

Sono passati i tempi in cui un Pico della Mirandola o un Leonardo da Vinci poteva in alcuni anni assorbire la quasi totalità dello scibile umano. Come giustamente hai scritto, il sapere e la cultura sono due cose diverse: sapere significa conoscere e comprendere un insieme di nozioni, cultura significa organizzare il sapere in un sistema coerente compatibile con la nostra tipicità individuale e con i canoni della società in cui viviamo.

Questo però non vuol dire che tutto lo scibile debba essere immagazzinato nella nostra mente fino all'ultimo dettaglio.
Oltre allo spreco di "spazio" ed energie, allo stato attuale delle conoscenze è impossibile acquisire un sapere approfondito in tutte le discipline. Il rischio è quindi quello di diventare uno specialista settorializzato che è quanto di più lontano ci possa essere dal concetto di cultura.

E' invece possibile "precaricare nel nostro HD cerebrale" quanto necessario per comprendere qualsivoglia argomento e per saper che esistono nozioni aggiuntive che non conosciamo e dove trovarle (e non è comunque cosa da poco! Già questo richiede anni di studio, sforzo e concentrazione).

Un atteggiamento di questo tipo permette di avere una cultura eclettica, di essere in grado di ragionare, comprendere e approfondire quando necessario. Tra parentesi questa è un po' la trasposizione del concetto di ipertesto alla forma mentis.

Purtroppo la maggioranza degli insegnanti è ancorata ai concetti di nozionismo che sono ormai obsoleti perchè le nozioni, appunto sono troppe.
a dieci anni il mondo è fantasia, a vent'anni possibilità, a trenta speranza. A quaranta è riflessione, a cinquanta... vi saprò dire.
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#5
Citazione:inviato da Dead - 06-08-2013 17:13
Purtroppo la maggioranza degli insegnanti è ancorata ai concetti di nozionismo che sono ormai obsoleti perchè le nozioni, appunto sono troppe.
O forse legati ad un concetto di presunta produttivita' (loro e degli alunni) che misurano in quantita' di nozioni immagazzinate.



Citazione:inviato da Romano Badiali - 04-08-2013 11:43
Se paragoniamo l’attenzione ad un fascio di luce, il mondo della fisica ci insegna che questa raggiunge la sua potenza massima solo quando viene CONCENTRATA su un solo punto grazie ad una lente. La didattica basata sull’ipertesto dovrebbe tenere presente questo aspetto della questione. Il che significa che dovrebbero tenerlo presente i nostri insegnanti, almeno quelli addestrati a farlo.
Bella immagine.
Mi piacerebbe sapere se ci sono degli studi, sulla didattica per ipertesto, appunto, e, in particolare come viene realizzata..se qualcuno ne sa qualcosa.
Tornando all'esempio di cui sopra mi viene in mente come funziona uno scanner (o una fotocopiatrice) che concentra un fascio di luce in movimento su una porzione di foglio e inviato a dei sensori da uno specchio.
Pero' la scansione avviene sul foglio in due dimensioni, mentre l'ipertesto lavora almeno in tre dimensioni ....
La didattica ipertestuale persuppone una qualche forma di controllo (indirizzamento) di come vengono usati i link?
Insomma, anche internet e' una specie di ipertesto, per cui se voglio approfondire un argomento faccio una ricerca sui termini che non conosco e scendo in profondita' finche' sono in grado di comprenderne il significato.
Un esempio di didattica per ipertesti, per esempio, potrebbe essere l'interazione tra il testo e l'utente sotto forma di quiz.Per esempio nel testo appaiono delle parole (tipo "root", "criptare" "password" ecc.) colorate in rosso che corrispondono a dei link.Lo studente per passare alla pagina successiva deve dimostrare di conoscerne il significato;quindi clicca sulle parole evidenziate in rosso e viene inviato ad una pagina-quiz dove deve scegliere tra diverse opzioni.

Faccio un esempio per chiarire meglio:
Clicco su root, evidenziato in rosso, e vengo indirizzato ad una pagina che mi pone questo quesito:

Citazione:root significa:
a) rotto in dialetto milanese
b) radice in inglese
c) Directory principale

rispondo c) e posso continuare a leggere la pagina cioe' vengo rimandato alla pagina che stavo studiando e la parola root cambia colore diventando nera dove continuero' a cliccare sulle altre parole in rosso e farle diventare nere . Se sbaglio vengo inviato ad un altra pagina che mi spiega il significato della parola "root".
Qualche studente potrebbe barare.Per essere sicuro che tutta la pagina di spiegazione del significato del termine "root" venga letta, bisogna usare il cursore (la freccia della tastiera) passandolo su tutte le righe.Il cursore, quando passa su determinati spazi evidenzia dei pallini colorati sui quali bisogna digitare il tasto Enter.Letta tutta la pagina, quindi sull'ultimo pallino, vengo rinviato al quiz che ho sbagliato e, ovviamente, non sbagliero' piu'.Quando avro' risposto a tutti i quiz (e le parole in rosso saranno tutte diventate nere) potro' passare alla pagina successiva.
La fase della lettura e comprensione della materia e la successiva verifica divengono un tutt'uno velocizzando il processo di apprendimento.Ovviamente non si puo' ridurre la didattica solo a questo perche' ci sono molti aspetti, tra cui il rapporto docente-discente, il rapporto tra lo studente e la classe ecc. che devono comunque esplicarsi, ma che, con un simile strumento, avrebbero piu' tempo a disposizione.
E ci sono sicuramente molti altri usi dell'ipertesto nella didattica (qualcuno mi sta gia' venendo in mente) ma questo era solo un esempio.

Qualcuno potrebbe dire (per amore di discussione /o contraddizione, chi lo sa) che e' un metodo medioevale come le bacchettate o la ghiaia sotto le ginocchia ma avrebbe dei vantaggi che andrebbero indagati, il primo dei quali verificare la effettiva preparazione dello studente, il secondo valutarne la curva di apprendimento, il terzo lasciare ad ogni studente il proprio tempo di apprendimento in modo che, magari faticando di piu' tutti, anche i meno dotati, possano farcela ..Andrebbe anche valutata la possibilita' di usare a casa il proprio computer per studiare con questo metodo.Ce sono anche altri, di vantaggi, da valutare ovviamente, perche' se no non si capisce il senso di questa discussione, ma non voglio rubare troppo spazio.

Che ne sappiate voi, esiste gia' qualcosa di simile?
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#6
(06-08-2013, 16:13 )Dead Ha scritto: Non ho letto il libro quindi non posso dare un opinione, ma il discorso di navigare la cultura in superficie (che non vuol dire adottare un comportamento superficiale) ha, secondo me, un suo fondamento.

Ciao Dead,

anzitutto mi fa piacere constatare che l'argomento non è finito nel dimenticatoio, anche se mi sarei aspettato qualche intervento in più vista la sua stringente attualità.

E vengo al dunque. Sono d'accordissimo con quanto scrivi. A me piace pensare che la cultura è quello che ci resta in mente dopo che abbiamo dimenticato quello che abbiamo letto. Con una metafora potrei dire che, quando frequentiamo una palestra, l'importante è rappresentato non dal ricordare gli esercizi che ci fanno fare ma l'rrobustimento dei muscoli e la scioltezza dei movimenti che quegli esercizi ci hanno consentito di ottenere.

Il libro di Baricco, però, sostiene un'altra cosa cioè arriva a condannare come vecchio e superato il sistema di apprendimento basato sullo studio, sull'approfondimento, sulla concentrazione su un determinato argomento. Roba da "matusa", lui dice.

Se hai la pazienza di cercare nell'archivio di Repubblica, il libro lo trovi lì perché è stato ricavato da una serie di articoli pubblicati su quel giornale. Non so darti indicazioni più precise poiché sono in fase di riorganizzazione della mia biblioteca, con molti libri scesi dai ripiani e ammucchiati alla rinfusa. Li gestisco ancora con il vecchio "dBASE5" che ha qualche annetto sulle spalle, ma oramai mi ci sono affezionato.

Su questo argomento ha scritto pagine interessantissime il professor Giovanni Sartori nel libro Homo videns. Quando segnalo qualche libro lo faccio sperando di fare cosa utile, non obbligo nessuno. Tengo a precisarlo altrimenti qualcuno si irrita Smile sorriso originale

Il rischio presentato dagli ipertesti, quindi anche quello dell'insegnamento basato su di essi, è appunto quello messo in evidenza dallo stesso autore dell'intervista che ci ha segnalato "enlosi": se non viene gestito con competenza dagli insegnanti porta inevitabilmente alla confusione e alla dispersione dell'attenzione. Il meccanismo di pensiero che sta alla base degli ipertesi è quello stesso delle "associazioni libere". Se è ben usato risulta utilissimo, se però viene lasciato totalmente libero porta al caos.
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#7
Citazione:Mi piacerebbe sapere se ci sono degli studi, sulla didattica per ipertesto, appunto, e, in particolare come viene realizzata..se qualcuno ne sa qualcosa.

Su questo argomento esiste una letteratura vastissima. Prova ad andare su Google e digita DIDATTICA BASATA SUGLI IPERTESTI. Avrai solo la difficoltà della scelta. A proposito delle opportunità offerte dai LINK !!! Smile

Non entro nei dettagli dei tuoi argomenti poiché mi auguro che intervenga qualcuno più "ferrato" di me in questo campo.

Citazione:Insomma, anche internet e' una specie di ipertesto, per cui se voglio approfondire un argomento faccio una ricerca sui termini che non conosco e scendo in profondita' finche' sono in grado di comprenderne il significato.

Esatto. Con la precisazione, però, che qualcuno deve prima averti messo in guardia circa i danni prodotti dallo "svolazzare" continuo seguendo in modo totalmente automatico tutti i link che stuzzicano la tua curiosità. Penso sia capitato a tutti quello che succede su Wikipedia quando inizi una ricerca su un argomento molto preciso e poi, di link in link, ti ritrovi mille miglia lontano dal tuo interesse iniziale, tanto lontano che hai finito addirittura per dimenticartelo e con in testa un guazzabuglio di idee slegate tra di loro! Insomma, il classico "casino" mentale.

I danni prodotti dal saltare continuamente da un argomento all'altro sono ben esemplificati dal modo in cui scrivono o parlano molti giovani di oggi. Quasi mai il loro modo di esprimersi è ben costruito seguendo un inizio, uno sviluppo e una conclusione. Molto spesso invece i contenuti delle loro espressioni assomigliano ad un calderone in cui è stato gettato di tutto e alla rinfusa.

Mettere in evidenza questo fatto e deprecarlo non significa essere maniaci dell'ordine a tutti i costi, significa semplicemente essere convinti che i pensieri sono come le case, possono essere delle forme più diverse e scelte liberamente, ma se vogliono restare in piedi non possono essere costruite "come viene viene". Anche nei giochi si è liberi di scegliere il modo con cui giocare, ma non si può giocare a tresette con le regole dello scopone.

Qualcuno ha voluto mettere in evidenza i pregi di questo modo di pensare cosiddetto "parallelo" contrapponendolo a quello "sequenziale". Secondo me, però, il pensiero "parallelo" va bene solo nel campo delle materie artistiche. Oppure va bene anche nelle materie scientifiche e tecniche, ma soltanto se viene usato nella fase iniziale di quello che comunemente viene chiamato "brain storming". Anche in quel caso, alla fine le conclusioni devono essere ricavate ricorrendo al pensiero "sequenziale". IMHO Smile
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#8
(08-08-2013, 08:02 )enlosi Ha scritto:
Citazione:inviato da Dead - 06-08-2013 17:13
Purtroppo la maggioranza degli insegnanti è ancorata ai concetti di nozionismo che sono ormai obsoleti perchè le nozioni, appunto sono troppe.
O forse legati ad un concetto di presunta produttivita' (loro e degli alunni) che misurano in quantita' di nozioni immagazzinate.


IO sono studente e ti posso dire semplicemente per un po di esperienza vissuta eheh che non mi è mai capitato di misurare il mio sapere da quello che so ma come lo uso poi per poter imparare e comprendere meglio gli argomenti futuri Smile poi dipende sempre dalla persona
prima di aprire un post usa il tasto cerca nel forum... forse il tuo problema è stato già trattato
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#9
Il concetto di ipertesto è nascosto anche nei testi classici, sottoforma di piè di pagina, rimandi, riferimenti ad altri libri, ad altri capitoli dello stesso libro ecc. L'ipertesto è la semplice "versione elettronica" di elementi che esistono già in un libro tradizionale
Il libro tradizionale, secondo me (e non solo), è ancora il metodo migliore di imparare, ovviamente sotto la guida di un insegnante, con buona pace di quelli che vorrebbero introdurre per forza il libro digitale a scuola. Questo soprattutto per chi sta imparando "per la prima volta"; non esiste nessuna forma di controllo sui link contenuti negli ipertesti elettronici, ci possono essere per qualsiasi cosa; per seguire i link:
  • si perde di vista ciò fondamentalmente si dovrebbe/vorrebbe imparare
  • si perde tempo inutilmente
  • non si impara di più, si impara peggio: il cervello umano è fatto per seguire in modo ottimale UN SOLO compito alla volta invece i link possono puntare a qualunque cosa
  • i link possono essere inaffidabili (Wikipedia è un bell'esempio di notizie errate, soprattutto la versione in Italiano)
Faccio un esempio:
uno studente vuole imparare il Teorema di Pitagora e lo fa su un ipertesto che può contenere:
  1. link alla vita di Pitagora
  2. link alla storia della Grecia antica
  3. link alla scule di filosofia
  4. ...e via di questo passo
per non parlare del fatto che le pagine linkate a loro volta conterranno una miriade di link che col teorema di Pitagora non c'entrano niente. Poiché non vi è possibile alcun ordine logico nel seguire i link, alla fine invece di metterci 10 minuti per imparare il teorema, un po' di altri minuti per riflettere sulla dimostrazione, ed impiegare un'oretta a risolvere i problemi che, quelli si, fissano le idee, seguire i link è solo una perdita di tempo.

Il discorso è diverso per chi una cultura generale già ce l'ha e desidera approfondire certi argomenti; in tal caso un ipertesto è un'ottimo strumento.
Il mio blog: http://zerozerocent.blogspot.it/
Legge di Murphy: SE QUALCOSA PUO' ANDAR MALE, LO FARA'
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#10
(08-08-2013, 11:10 )BAT Ha scritto: Il concetto di ipertesto è nascosto anche nei testi classici, sottoforma di piè di pagina, rimandi, riferimenti ad altri libri, ad altri capitoli dello stesso libro ecc. L'ipertesto è la semplice "versione elettronica" di elementi che esistono già in un libro tradizionale

Questi elementi esistono già nei libri tradizionali, è vero, ma con una differenza non da poco cioè che nei libri tradizionali non è così facile, comodo e immediato risalire alla fonte delle citazioni bibliografiche presenti nei pié di pagina. Invece negli ipertesti basta un semplice clic per restare intrappolati nella sequenza praticamente senza fine dei rinvii ad altro.

In ogni modo, mi sembra che siamo sostanzialmente d'accordo sull'essenziale, basta conservare un po' di elasticità mentale. Per esempio, i link che si trovano in un testo non conducono solo ad altri testi, ma possono anche rendere immediatamente disponibili materiali multimediali che, loro sì, rappresentano un ausilio potente per la didattica.

Esiste anche il rischio ulteriore che segnali tu cioè la possibilità che il link conduca altrove ma "ad capocchiam", detto in latino maccheronico Smile

Il rischio per la mente presentato dal lasciarsi prendere dalla sequenza dei link è tanto più grave e serio in quanto va a sommarsi ai guasti prodotti nella mente dei bambini (ma non solo) dal passare tante ore davanti alla TV, la cosiddetta "tata elettronica", la quale già di per sé salta continuamente di argomento in argomento (vedi le interruzioni rappresentate dalla pubblicità). A questo bisogna poi aggiungere l'effetto deleterio prodotto dal passare continuamente da un argomento all'altro col semplice pigiare un tasto del telecomando. Qui l'analogia col clic sull'ipertesto risulta evidente. Insomma, come si dice, piove sul bagnato Smile
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