Consenso all'uso dei cookies

SITO1 -- SITO2 -- Forum2 -- CercaGlobale -- Informativa su Cookie e Privacy

Questo Forum1 è in sola lettura -- Usa il Forum2


Valutazione discussione:
  • 0 voto(i) - 0 media
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti VS rettifica da parte "lesa"
#1
Spero non si facciano commenti di stampo politico. Visto che nel sito non sono contemplate discussioni politiche come potrà ben confermarvi se vorrà anche il Prof. Cantaro Amministratore del forum ove mi sto permettendo di scrivere confido dunque nel buon senso:

Vorrei gentilmente si discutesse se è più corretta la neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti o l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine?

Lascio una fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:C...tobre_2011 ve ne sono tante altre da attingere da poter leggere per chi avesse interesse di ampliare la propria conoscenza.
«Quanta strada ha fatto il tuo pensiero per giungere alla sapienza, e quanta dovrà ancora farne per giungere alla verità?» (G. A. Rol) Idea 

Ubuntu 12.04 Plus Remix - 64 bit
Cita messaggio
#2
Ritengo corretto l'obbligo di adempiere (quando richiesti dall'interessato) alla smentita -senza "distorcer" tale smentita in alcun modo- di una qualsivoglia notizia che non risponda a verità e/o non sia di interesse così rilevante da dover esser messa a conoscenza dell'intero Web. E non "entro 48 ore", ma entro le 12 ore successive al ricevimento materiale della richiesta dalla "parte offesa". NON giudico corretto che si debba fare una tale smentita laddove quanto contestato sia di effettivo "interesse generale" e laddove quanto contestato risponda effettivamente al vero (entrambe queste condizioni debbono esser rispettate). Ritengo comunque che tutti i fatti attinenti alla vita sentimentale (e erotica) di chicchessia debbano appartenere alla persona che li vive e NON debbano, in nessun caso, essere resi di "pubblico dominio" (e questo, a mio parere, vale per chiunque, senza alcun limite, in tutti i casi: inclusi -dunque- i "divi", i VIP d'ogni genere e grado e le alte personalità [politiche, culturali, religiose, scientifiche, etc...], ma anche la gente comune [religiosi compresi], senza che eccezione alcuna sia ammissibile [neppure il fatto che una persona sia stata condannata in primo o secondo grado ad una pena detentiva può essere ragione di autorizzo a "rivelare" urbi et orbi cose attinenti alla sua sfera sentimentale o sessuale... diversa può essere la cosa, invece, purché il reato che ha condotto alla condanna sia di natura squisitamente sessuale -se così non fosse, ovviamente, la vita privata va rispettata comunque,- dopo sentenza definitiva emessa -e motivata!- dalla Cassazione]).

NON credo, invece, alla "neutralità": soltanto chi "ignora" (chi nulla sa e manco ne è cosciente) può rimaner neutrale. Sono persuaso che chiunque dica d'essere "neutrale", seppure vi si sforzi, finisce con l'esser semplicemente "falso" (falso, anche innanzi a sé stesso): predicare una cosa ("Io sono neutrale") e invece farne un'altra (ha una sua posizione, che influenza comunque -che lui se ne avveda o meno- il suo agire).

Io credo nella libertà, sicuro, ma quella stessa libertà di cui mi fregio io ce l'hanno pure gli altri, senza eccezione alcuna... Sicché, ritengo più che giusto che nella libertà ch'è inalienabilmente mia sia incluso -del pari, inalienabile- il rispetto degli spazi (specie quelli "privati") altrui.

Riguardo alla "verificabilità", si tratta di un concetto di tipo non etico, bensì esclusivamente tecnico (talune volte, meramente tecnologico). La stessa affidabilità della verifica (in qualsivoglia verifica) è, per natura sua, suscettibile di verifica (necessita, cioè, di essere verificata a propria volta), per cui... bisogna sempre stare molto attenti e far la tara, prima di stabilir se ci si può fidare o meno (della notizia, ovviamente, ma -nello stesso modo- anche della sua ufficiale verifica). Se vado a considerare una data notizia, per esempio, basata sopra una registrazione audio, mi pare ovvio (stante la possibilità effettiva di falsificare in modo eccelso un file audio e stante il fatto che nessuno è davvero "neutrale" [nemmeno un Perito del Tribunale]) che soltanto la logica di ciascuno, accompagnata da un lavoro personale di approfondita e attenta informazione, può aiutare a farsi un'idea abbastanza sensata riguardo a un certo -qualsivoglia- avvenimento.
[Immagine: http://www.pic4ever.com/images/2mpe5id.gif]Un poeta può sopravvivere a tutto tranne che ad un errore di stampa.(Andy Wahrol)
Cita messaggio
#3
be un po tutto è politica
cmq penso che ci sono argomenti come questo che sono trasversali che non necessariamente comportano una connotazione propartitica per questo o quel partito,
i governi di qualsiasi colore non sempre propongono leggi in cui i cittadini che lo hanno votato si trovano concordi, e penso che questo sia un classico caso, non mi risulta che nel mondo nei paesi democratici esista un tale norma così restrittiva sulla rete sarebbe la morte
del libero utilizzo di internet , le assurdità in rete trovi come costruirti una bomba o come ricevere droghe che ancora sfuggono alle legislazione senza parlare del mercato porno e certi politicanti si preoccupano solo di paracularsi.Spero proprio che un asssurdità ed illiberalità del genere da paese dittatoriale non passi.
Cmq non vedo una necessità di questa legge perchè esiste già ,chiunque calunni indipendentemente dal mezzo usato un qualsiasi cittadino è perseguibile a norma di legge,però la esistenza del reato lo può stabilire solo un giudice costituzionale ,non lasciato all'arbitrio di chichessia,se io su internet scrivo qualcosa di offensivo o calunnioso verso qualcuno,come avviene su qualsiasi media,posso venire denuciato e un giudice stabilirà se io abbia o meno commesso tale reato e se si venire punito a norma di legge.
Bilodiego
Cita messaggio
#4
Date uno sguardo:

http://www.repubblica.it/tecnologia/2011...ef=HRER1-1
Cita messaggio
#5
Riporto (a chiosa del link postato da Antonio) parole che un nostro Utente ha scritto, ieri, su altro Forum (che pure io frequento). Parole, sullo scomparso Steve Jobs, che pienamente condivido.
Zafran Ha scritto:... è evidente che anch'io provo un senso di perdita alla scomparsa di uno che il mondo così come lo conosco ha contribuito a formarlo. Da simpatizzante di informatica, nuovi campi di applicazione per prodotti di logica e inventiva non mi possono che commuovere. E quindi a chi in questo ha eccelso non posso che tributare stima, affetto e riconoscenza.

Però c'è un però: proprio per volere di Jobs, Apple è stata ed è un grande fautore della proprietà intellettuale nella sua accezione più restrittiva ed esclusiva. Il mondo apple è una dimensione che aspira alla perfetta impermeabilità. Sia verso l'interno che verso l'esterno. Chi ne fa parte è chiamato a chiudercisi, chi non ne fa parte, può essere escluso dalla comunicazione.
Ovvero, esattamente come per microsoft e bill gates, il sapere deve appartenere.
E' necessario che la conoscenza sia di qualcuno e non di tutti. Perché è così che la conoscenza frutterà: il suo fiorire, la sua discendenza sono conseguenze secondarie allo sfruttamento commerciale e, per quanto benedette, non sono sufficienti a motivarla.

A me questo concetto non piace. Non mi piace affatto. E non mi piace chi cerca di impormelo vuoi con strategie commerciali, vuoi con il legiferare subdolo che condiziona.
[Immagine: http://www.pic4ever.com/images/2mpe5id.gif]Un poeta può sopravvivere a tutto tranne che ad un errore di stampa.(Andy Wahrol)
Cita messaggio


Vai al forum:


Utenti che stanno guardando questa discussione: 1 Ospite(i)