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un momento diverso
#1
Siamo al bar : argomenti in libertà
Non sono il solo qui ad aver superato la soglia dei 66 anni finiti , in mezzo a tanti giovani .
Mettere da parte i soliti problemi collegati al computer e guardare il vicino quotidiano della vita che scorre giorno dopo giorno accanto alle figure più care che ci accompagnano .
Guardatevi e leggetevi attentamente questa pagina davvero stupenda:

https://www.facebook.com/media/set/?set=...969&type=3
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#2
Siamo persone orgogliose (io trovo che sia una cosa bella, ma anche se non fosse così... il punto è che lo siamo davvero) e, invecchiando, tendiamo a diventarlo anche di più. E più siamo riusciti a far qualcosa di buono nella vita (vivere un grande amore, crescere bene i figli, seguire nobili ideali, aiutare le persone), più diventiamo orgogliosi quando il corpo -la nostra sola vera "fortezza"- comincia a abbandonarci. Nessun padre, io credo (direte: "Non hai figli! Che ne sai?" Angry ), desidera che il figlio l'assista durante il decadimento connesso alla vecchiaia. OGNI padre desidera, invece, di seguitare a vivere al fianco dei suoi figli (ciascuno la sua vita, indipendente), aiutandosi a vicenda l'un l'altro, con affetto, durante tutta quanta la vecchiaia, sino a che giunga -sempre indesiderata- l'ora tremenda di dirsi addio.
Siamo creature orgogliose: io trovo che sia stupendo.
[Immagine: http://www.pic4ever.com/images/2mpe5id.gif]Un poeta può sopravvivere a tutto tranne che ad un errore di stampa.(Andy Wahrol)
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#3
Bella. Avrei chiuso dicendo:

Figlio mio, conserva questa lettera, verrà il giorni che la girerai a mio nipote ....
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#4
I genitori, purtroppo, molti si ricordano di loro solo dopo che non ci sono più. Undecided
Ogni fallimento avvicina sempre più alla meta... Arrendersi subito equivale a non provare affatto.

Il bisogno di conoscere e scoprire, è la fiamma che alimenta la fornace che è il cervello umano.
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#5
(05-10-2011, 14:43 )francater Ha scritto: I genitori, purtroppo, molti si ricordano di loro solo dopo che non ci sono più. Undecided

Quoto. Confused
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#6
L'avevo già letta e l'avevo trovata stupenda...per quando mi è stato possibile ho assistito mio padre in tutta il suo decadimento (e di nottate passate al pronto soccorso ne ho fatte, ma non glielo rimprovero né mai l'ho fatto); adesso che non c'è più cerco di stare accanto a mia madre; purtroppo la vita ci porta a dover fare anche altro ma quando posso l'aiuto, come fanno ed hanno fatto anche i miei fratelli e le mie sorelle sia con papà che con mamma!
"La vita è così bella che quando sarai sul punto di morire pianterai un ulivo convinto ancora di vederlo fiorire" (Vecchioni, "Sogna ragazzo, sogna")
"L'esistenza è una cosa meravigliosa, ma non se ne esce vivi" (Pino Caruso)
"Stai male, sorridi c'è di peggio, soffri sorridi c'è di peggio, sei morto sorridi il peggio è passato" (La Ginetta, una cara vecchietta che ho l'onore di conoscere, pensate ad 85 anni faceva volontariato ed accompagnava "i vecchietti", gente di circa 70 anni, alle visite mediche specialistiche...un mito!)
Sconosco l'inglese e mi rifiuto di impararlo
Da solo avrò un'idea, in due potremmo averne tre, in tanti troveremo la soluzione migliore
Buona vita a tutti Heart
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#7
Bella lo è, eccome! concetti profondi espressi con penetrante semplicità.
E come tutte le cose belle, lo diventano ancor di più quando sono condivise con qualcuno: quindi, grazie francofait, per averla segnalata.
Io me la sarei persa, altrimenti. Sarebbe stato un peccato.

Non mi sembra però una lettera di un padre a un figlio: è una lettera di un figlio-padre rivolta ad altri figli-padre.

Un figlio di 20 anni non capirebbe, o avrebbe paura di capire, intuendo la profondità della questione. Che non prevede soluzioni, e lo vedrebbe in imbarazzo nei confronti di noi padri, se non riuscisse a sviare l'argomento sul nascere (magari scoprirebbero che le emozioni non sono prerogativa della sola adolescenza).
O almeno credo di essermi comportato così, io, a suo tempo, con mio padre che mi mostrava il ciliegio piantato il giorno prima nell'orto, dicendo "speriamo di vederlo crescere..." : messaggio arrivato forte e chiaro, per il tono rotto della voce, ma mi affettai a dire "papà, è il terzo! Il prossimo albero che pianti cambiamo frutto..."
CI è andata bene, sia a me che a lui: son passati circa vent'anni, se ne è andato da poco, classe 1915, e va benissimo così.
Non avrei potuto capire, allora, che si possa essere sazi di vivere, e in pace con se stessi.
Certe questioni vengono insegnate solo dal tempo, non possiamo spiegarle noi, ai nostri figli.

D'altra parte, un padre ancora lucido, e in pace con se stesso, si guarderebbe bene dallo scrivere o dire, rischiando di ferire il figlio. Mentre un padre normale , non lucido cioè, in quelle condizioni, non riuscirebbe a scrivere nulla, anche per non affrontare lo sforzo dell'emozione.

Ecco perchè quella è una lettera di un figlio e padre allo stesso tempo, che si rivolge ad altri figli, nonchè padri, che sappiano cogliere il senso: quel che si legge è uguale per tutti, quel che si capisce... è diverso per ognuno di noi. E l'interpretazione di certi argomenti dipende in gran parte dalla fase del nostro cammino.
Da un figlio-padre a altri figli-padre, per essere capiti, e per condividere profonde verità.


E con questo non ho voluto sminuire nulla della bellezza del brano. Anzi...

legenda: padre=madre
figlio=figlia
esseri umani era troppo lungo da scrivere.
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#8
di queste lettere appese ai muri dell'istituto dove io collaboro da circa 20 anni ce ne sono molte. Tante sono con le parole bellissime di suor Teresa di calcutta. I familiari passano, le leggono esprimo il loro commento favorevole..ma dopo pochi mesi le loro visite sono sempre meno frequenti mentre i lori genitori o parenti rimangono seduti sulla loro carrozella ad aspettare chi non arriva.





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#9
(10-10-2011, 20:12 )ANNA Ha scritto: di queste lettere appese ai muri dell'istituto dove io collaboro da circa 20 anni ce ne sono molte. Tante sono con le parole bellissime di suor Teresa di calcutta. I familiari passano, le leggono esprimo il loro commento favorevole..ma dopo pochi mesi le loro visite sono sempre meno frequenti mentre i lori genitori o parenti rimangono seduti sulla loro carrozella ad aspettare chi non arriva.

Per quante possano essere se riescono a stare tutte appese al muro dell' istituto , purtroppo non sono molte anzi sono comumque assai poche , chi veramente è legato ai propri genitori , non li rinchiude fra le mura di un istituto abbandonandoli al loro destino.

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#10
(11-10-2011, 12:07 )francofait Ha scritto: di queste lettere appese ai muri dell'istituto dove io collaboro da circa 20 anni ce ne sono molte. Tante sono con le parole bellissime di suor Teresa di calcutta. I familiari passano, le leggono esprimo il loro commento favorevole..ma dopo pochi mesi le loro visite sono sempre meno frequenti mentre i lori genitori o parenti rimangono seduti sulla loro carrozella ad aspettare chi non arriva.

Per quante possano essere se riescono a stare tutte appese al muro dell' istituto , purtroppo non sono molte anzi sono comumque assai poche , chi veramente è legato ai propri genitori , non li rinchiude fra le mura di un istituto abbandonandoli al loro destino.


la società è cambiata e l'anziano per chi lavora è faticoso da gestire.


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