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Differenze tra Linux e Windows
(08-04-2013, 23:57 )giornalismopartecipativo Ha scritto: Vedo con piacere che da due anni questo post riceve risposte in merito alle differenze, a mio avviso sono come la benzina e il gasolio.

Windows è la benzina, ma annacquata, Linux è il gasolio, ma gli manca il turbo.
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Provo a dire la mia, partendo dal concetto di kernel. Il kernel è il nucleo del sistema operativo: dirige i componenti fisici del PC (ad es. legge e scrive su disco); assegna ai programmi una porzione di memoria Ram; fraziona il tempo che il processore deve dedicare ai programmi in esecuzione simultanea (scheduling) ecc. Un software può essere eseguito in modalità kernel o in modalità utente: nel primo caso accede a tutte le risorse, nel secondo no. Per esempio, i sistemi operativi creano la memoria virtuale (swap): un'area del disco fisso che conserva alcuni dati che dovrebbero stare in Ram. Se c'è 1 GB di Ram e 1 GB di swap, per i programmi eseguiti in modalità utente sono disponibili 2 GB. Se un programma tenta di accedere alla parte dei 2 GB contenuta nella swap, il kernel carica in Ram il “pezzo” richiesto dal programma. Il kernel “sa” che la realtà è diversa (che i 2 GB sono in realtà 1 in Ram e 1 su disco) e crea una realtà virtuale (la memoria virtuale) illudendo i programmi che le risorse disponibili siano diverse da quelle reali. Chi progetta un sistema operativo, può togliere funzioni dal kernel ed inserirle in software da eseguire in modalità utente: così si allontana dal modello “kernel monolitico” per avvicinarsi al microkernel. Rispetto ai monolitici, i microkernel sono: più stabili (se si compromette un modulo esterno al kernel, non blocca tutto poiché non ha accesso a tutte le risorse); meno voluminosi; più lenti (perché i componenti devono continuamente sincronizzarsi e comunicare). Il kernel Linux è monolitico modulare: pur essendo un corpo unico, non deve stare tutto in Ram, ma in parte in Ram ed in parte su disco (swap). Windows ha un kernel ibrido: ha funzioni fuori dal kernel ed inserite in moduli esterni eseguiti in modalità kernel. Ciò annulla i vantaggi del microkernel, in particolare la stabilità (se si infetta un modulo esterno al kernel, può bloccare tutto il PC poiché ha accesso a tutte le risorse) e Windows è più voluminoso del monolitico Linux. Da anni ci si interroga sul perché di questa scelta progettuale. Per Linus Torvalds, Microsoft doveva pagare pegno alla teoria dominante negli anni ’90 (i kernel monolitici sono obsoleti), ma non era tanto sprovveduta da impantanarsi in un vero microkernel.
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(10-04-2013, 08:38 )liwi Ha scritto: Windows è la benzina, ma annacquata, Linux è il gasolio, ma gli manca il turbo.

è difficile fare un paragone con il mondo "fisico", perchè nel mondo fisico non esiste un prodotto gratuito che sia equivalente o migliore di quello a pagamento.

Qualcosa che ci si avvicina potrebbe essere il farmaco generico (linux) e quello di marca (win).
Nessun medico avrà mai il coraggio di dire che il farmaco di marca è superiore a quello generico, ma ciò nonostante ci sarà sempre qualcuno che lo comprerà...
a dieci anni il mondo è fantasia, a vent'anni possibilità, a trenta speranza. A quaranta è riflessione, a cinquanta... vi saprò dire.
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(20-05-2013, 09:29 )Dead Ha scritto:
(10-04-2013, 08:38 )liwi Ha scritto: Windows è la benzina, ma annacquata, Linux è il gasolio, ma gli manca il turbo.

è difficile fare un paragone con il mondo "fisico", perchè nel mondo fisico non esiste un prodotto gratuito che sia equivalente o migliore di quello a pagamento.

Qualcosa che ci si avvicina potrebbe essere il farmaco generico (linux) e quello di marca (win).
Nessun medico avrà mai il coraggio di dire che il farmaco di marca è superiore a quello generico, ma ciò nonostante ci sarà sempre qualcuno che lo comprerà...

Non so se il tuo paragone calza, ma da medico posso dirti che il farmaco generico contiene fino al 20% in meno di principio attivo e quindi è clinicamente sconsigliabile. Undecided
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EDIT: non avevo letto il post del nostro dottore DOC54 e mi accorgo che la percentuale di principio attivo IN MENO che ci può essere dentro è superiore a quanto ricordassi.

(20-05-2013, 09:29 )Dead Ha scritto: Nessun medico avrà mai il coraggio di dire che il farmaco di marca è superiore a quello generico
completo OT:
non lo dice perché la legge glielo impedisce, è una questione politica e di soldi;
generici e "griffati" non sono equivalenti per niente: un generico può contenere tra il 3 ed il 7% (se non ricordo male) di principio attivo in meno rispetto al farmaco di marca (è la legge che lo stabilisce), per non parlare degli eccipienti (sono le sostanze che servono a dare forma colore e consistenza alle compresse) che rispetto a quelli marcati spesso e volentieri (si fa per dire) interferiscono con l'assorbimento del principio attivo. Così i medici non possono dire che non sono equivalenti, ma lo pensano eccome (tant'è vero che a voce dicono spesso di prendere il farmaco marcato).
Sui farmaci c'è la pressione di tante case farmaceutiche che premono per entrare nel ricco mercato coi loro prodotti ecco il perché del miliardo di generici che vanno a zonzo in giro. Non fatevi ingannare dalle boiate che dicono in TV: l'allargamento del mercato serve così si spera che scendano anche i prezzi, ma la qualità di un farmaco non si può sacrificare in nome di un prezzo più basso...
Poi che ci siano lobby di multinazionali che hanno tenuto artificialmente super-alti i prezzi dei farmaci è vero.
Il mio blog: http://zerozerocent.blogspot.it/
Legge di Murphy: SE QUALCOSA PUO' ANDAR MALE, LO FARA'
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(20-05-2013, 10:03 )BAT Ha scritto: EDIT: non avevo letto il post del nostro dottore DOC54 e mi accorgo che la percentuale di principio attivo IN MENO che ci può essere dentro è superiore a quanto ricordassi.

(20-05-2013, 09:29 )Dead Ha scritto: Nessun medico avrà mai il coraggio di dire che il farmaco di marca è superiore a quello generico
completo OT:
non lo dice perché la legge glielo impedisce, è una questione politica e di soldi;
generici e "griffati" non sono equivalenti per niente: un generico può contenere tra il 3 ed il 7% (se non ricordo male) di principio attivo in meno rispetto al farmaco di marca (è la legge che lo stabilisce), per non parlare degli eccipienti (sono le sostanze che servono a dare forma colore e consistenza alle compresse) che rispetto a quelli marcati spesso e volentieri (si fa per dire) interferiscono con l'assorbimento del principio attivo. Così i medici non possono dire che non sono equivalenti, ma lo pensano eccome (tant'è vero che a voce dicono spesso di prendere il farmaco marcato).
Sui farmaci c'è la pressione di tante case farmaceutiche che premono per entrare nel ricco mercato coi loro prodotti ecco il perché del miliardo di generici che vanno a zonzo in giro. Non fatevi ingannare dalle boiate che dicono in TV: l'allargamento del mercato serve così si spera che scendano anche i prezzi, ma la qualità di un farmaco non si può sacrificare in nome di un prezzo più basso...
Poi che ci siano lobby di multinazionali che hanno tenuto artificialmente super-alti i prezzi dei farmaci è vero.

QUOTO anche se a malincuore : è proprio così. Confused
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Tanto per stare OT, (e precisando che non sono un medico) se il problema è solo la percentuale del principio attivo sarei comunque propenso a spendere 10€ e magari consumare una pastiglia ogni 6 ore che spenderne 60€ e consumarne una ogni 8h.

Se invece il farmaco griffato contiene altre sostanze che me migliorano l'efficienza, allora può essere un altro discorso.
Come ing. chimico però ti posso garantire che le industrie chimico farmaceutiche difficilmente spendono un singolo euro in più per migliorare un prodotto se possono farne a meno o se non obbligati per legge...
a dieci anni il mondo è fantasia, a vent'anni possibilità, a trenta speranza. A quaranta è riflessione, a cinquanta... vi saprò dire.
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(20-05-2013, 09:29 )Dead Ha scritto: Qualcosa che ci si avvicina potrebbe essere il farmaco generico (linux) e quello di marca (win).

Uhmmm!! Quindi direi che a sentire gli esperti in medicina, linux
uscirebbe del tutto ridimensionato Smile
Ehehehehe!
L'ipocrisia è un briciolo di speranza, per chi non ha personalità.(By Leroy)

Niente rafforza l'autorità quanto il silenzio.(Charles De Gaulle )

Siate la cura della vostra malattia, non la causa. (By Leroy)


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Molto originale il paragone coi farmaci SadSadSadSadSad per completare magari vorresti dire pure che linux rappresenta la cassa mutua e windows clinica privata? SadSadSad suvvia, i problemi gli ho elencati nei post precedenti Smile
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(20-05-2013, 08:35 )SkyDragon Ha scritto: Provo a dire la mia, partendo dal concetto di kernel. Il kernel è il nucleo del sistema operativo: dirige i componenti fisici del PC (ad es. legge e scrive su disco); assegna ai programmi una porzione di memoria Ram; fraziona il tempo che il processore deve dedicare ai programmi in esecuzione simultanea (scheduling) ecc. Un software può essere eseguito in modalità kernel o in modalità utente: nel primo caso accede a tutte le risorse, nel secondo no. Per esempio, i sistemi operativi creano la memoria virtuale (swap): un'area del disco fisso che conserva alcuni dati che dovrebbero stare in Ram. Se c'è 1 GB di Ram e 1 GB di swap, per i programmi eseguiti in modalità utente sono disponibili 2 GB. Se un programma tenta di accedere alla parte dei 2 GB contenuta nella swap, il kernel carica in Ram il “pezzo” richiesto dal programma. Il kernel “sa” che la realtà è diversa (che i 2 GB sono in realtà 1 in Ram e 1 su disco) e crea una realtà virtuale (la memoria virtuale) illudendo i programmi che le risorse disponibili siano diverse da quelle reali. Chi progetta un sistema operativo, può togliere funzioni dal kernel ed inserirle in software da eseguire in modalità utente: così si allontana dal modello “kernel monolitico” per avvicinarsi al microkernel. Rispetto ai monolitici, i microkernel sono: più stabili (se si compromette un modulo esterno al kernel, non blocca tutto poiché non ha accesso a tutte le risorse); meno voluminosi; più lenti (perché i componenti devono continuamente sincronizzarsi e comunicare). Il kernel Linux è monolitico modulare: pur essendo un corpo unico, non deve stare tutto in Ram, ma in parte in Ram ed in parte su disco (swap). Windows ha un kernel ibrido: ha funzioni fuori dal kernel ed inserite in moduli esterni eseguiti in modalità kernel. Ciò annulla i vantaggi del microkernel, in particolare la stabilità (se si infetta un modulo esterno al kernel, può bloccare tutto il PC poiché ha accesso a tutte le risorse) e Windows è più voluminoso del monolitico Linux. Da anni ci si interroga sul perché di questa scelta progettuale. Per Linus Torvalds, Microsoft doveva pagare pegno alla teoria dominante negli anni ’90 (i kernel monolitici sono obsoleti), ma non era tanto sprovveduta da impantanarsi in un vero microkernel.
Ottima analisi...bravo
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