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Cittadinanza Digitale - Lettera Aperta di rimprovero
#1

Una accorata lettera aperta di rimprovero, scritta dall'amico Italo Vignoli, fondatore di LibreItalia (LibreOffice) e indirizzata a tutti: Presidente del consiglio, Agenzia per l’Italia Digitale, Microsoft, IBM, Corte dei Conti, imprenditori, dirigenti scolastici, pubblica amministrazione e cittadini. Ce n'è per tutti ed a ragione venduta. Un giusto sfogo per un'Italia anacronistica e sorda. Possibile mai che questa nostra nazione debba essere sempre il fanalino di coda? L'Europa passa ai formati aperti scegliendo la libertà e noi restiamo succubi e sudditi delle multinazionali ... continua

_______________

Messaggio originale:
Salve. Ho letto questo sfogo che ci ricorda da dove siamo partiti, dove siamo e dove dovremmo essere, informaticamente parlando:http://www.techeconomy.it/2015/05/20/let...-digitale/
Ubuntu Xenial Xerus * 64 bit * DE Gnome Fallback NVIDIA GT240-512 Mb
Majonix 1 / Lubit7 / Windows XP
Alle volte ci assalgono...pazienza...si stancheranno?
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Grazie da:
#2
Molte cose condivisibili, altre meno. Almeno secondo me.
Ad essere liberi devono essere anzitutto i formati, poi con quale software uno voglia lavorare penso sia anche una libera scelta. Io uso al 90% software libero ma non ne faccio una questione ideologica. Per alcuni OpenOffice o Firefox non sono abbastanza liberi, il kenel di Linux è pieno di blob binari e chi non ragione sul modello 'software libero' è sempre brutto e cattivo.

Però alla prova dei fatti quali sono le alternative? GNU/Hurd? Le distro Linux con kernel ripulito che non ricnoscono una periferica manco a pagare? Chrome/Android che consentono un tracciamento meticoloso si ogni sospiro dell'utente? LibreOffice che ad ogni versione diventa sempre più pesante con buona pace di chi ha computer di qualche anno fa?

Tra l'altro non mi sembra che l'informatica *non* sia trattata diversamente dagli altri settori. L'Italia è un paese che vive di protezionismi, nelle professioni, nella previdenza, nei trasporti, nei sindacati, nel commercio, nell'energia... Tutto è strutturato per tutelare chi già c'è ed escludere gli altri.
Chi sa capire tutto è molto infelice (Maksim Gor'kij)
[Immagine: http://www.istitutomajorana.it/forum2/at...p?aid=7740]
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Grazie da:
#3
Quoto quanto detto da tè Blackstar nel post qui sopra. Tongue
Pace e Serenità a tutti voi per un mondo migliore Tongue  Heart
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#4
(21-05-2015,11:45 )Blackstar Ha scritto: Tra l'altro non mi sembra che l'informatica *non* sia trattata diversamente dagli altri settori. L'Italia è un paese che vive di protezionismi, nelle professioni, nella previdenza, nei trasporti, nei sindacati, nel commercio, nell'energia... Tutto è strutturato per tutelare chi già c'è ed escludere gli altri.

Su questo non ci piove, ma non è proprio per questo che dobbiamo cominciare a farci sentire?

Vogliamo che le cose restino sempre come sono?

Certo che è dura, ma se si comincia, piano piano si va avanti.
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#5
(21-05-2015,18:10 )Antonio_Cantaro Ha scritto: Su questo non ci piove, ma non è proprio per questo che dobbiamo cominciare a farci sentire?
Volgiamo che le cose restino sempre come sono?
Certo che è dura, ma se si comincia, piano piano si va avanti.

Diciamo che ho superato ormai la fase in cui mi illudevo di poter cambiare il mondo. Ciò non mi impedisce di provarci comunque (AKA ' sindrome di Don Chisciotte') e di avere grande ammirazione per chi ha la forza di crederci ancora Smile
Chi sa capire tutto è molto infelice (Maksim Gor'kij)
[Immagine: http://www.istitutomajorana.it/forum2/at...p?aid=7740]
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#6
(21-05-2015,18:10 )Antonio_Cantaro Ha scritto: Su questo non ci piove, ma non è proprio per questo che dobbiamo cominciare a farci sentire?

Volgiamo che le cose restino sempre come sono?

Certo che è dura, ma se si comincia, piano piano si va avanti.

Nulla da aggiungere
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#7
Eppur si muove:

https://www.youtube.com/watch?v=VymAQmtBGFg
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#8
Eccome che si muove, tante piccole gocce d'acqua formano gli oceani...
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#9
Quoto il Prof, siamo un Paese eternamente in ritardo, dove tra l'altro alligna un forte conservatorismo, eppure piano piano, pur col nostro passo, ci muoviamo. Niente è fermo per sempre (tranne la fede nell' Open Software, eh eh Cool )
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#10
non siamo un paese in ritardo ma un paese che ormai ha ceduto la sovranità nazionale all'europa, siamo sudditi; la compressione informatica è solo uno degli aspetti che ci caratterizza, ma è comunque un segnale di una più vasta e generale perdita dei diritti fondamentali previsti dalla nostra Costituzione, tra i quali, il diritto/dovere al lavoro degno, all'istruzione, alla sanità; mantenere l'accesso al software libero è cosa necessaria ma non sufficiente a fermare l'ondata restauratrice in corso all'ombra della crisi economica e finanziaria che attanaglia il paese; chi tira le redini sa con precisione dove andare mentre noi brancoliamo nel buio , costretti nell'ignoranza da un sistema mediatico propagandistico che maschera la realtà.
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