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Colpo di Scena: IBM sta acquisendo "Red Hat" per 34 miliardi di dollari!!!!
#1
Colpo di Scena:

IBM sta acquisendo "Red Hat" per 34 miliardi di dollari!!!!

https://www.businessinsider.com/ibm-is-r...ZkU-WMpgRQ
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#2
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#3
Non lo vedo affatto aspetto negativo . Anche IBM è da lungo tempo attiva in campo con linux e guarda caso si avvale come base fin dall' inizio del SO di RedHat . È fin dai lontani primi anni 2000 che Ibm commercializza i suoi prodotti hardware PC fissi e portatili ceduti in produzione a Lenovo dotati su richiesta utente del SO preinstallato di RedHat workstation professional enterprise . Per esperienza d' acquisto recente devo ammettere che è vero si che i top di gamma a marchio IBM-Lenovo costano n' occhio , ma ne valgono 2 inclusa la non comune dotazione di risorse , noon mi pento affatto dell' apparentemente folle spesa fatta ,anzi tutt' altro .
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#4
Si, può essere una buona notizia, ma sta tutto su cosa hanno intenzione di fare.
Il rischio è che, visto la folle spesa, qualche rientro sperano di averlo,  questo potrebbe far terminare la vita di redhat come open-source.
Ma come principio è ottimo vediamo come si sviluppa. Tux
La vita è come uno specchio:ti sorride se la guardi sorridendo.
Un giorno senza rischio è non vissuto.....

PCLinuxOS Mate - Manjaro Mate/Xfce - Uplos32 Mate/Trinity - Kali Linux Mate64
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#5
L'IBM ha una filosofia (o ideologia) che è inconciliabile con quella che ha dato vita al software aperto per cui, alla fine, l'ideologia del più forte prevarrà su quella più debole, e non ho dubbi su quale sia la più forte.
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#6
Ibm opera nel settore opensource alle stesse identiche condizioni di RedHat , registrazione con successivo download del SO gratuita ma comunque obbligatoria , a pagamento il supporto onsite , i server repository di RedHat rientrano nel supporto a pagamento , ma RedHat non ti obbliga a farne uso. Idem punto perpunto per quanto riguarda il suppoto opensource IBM anzi dai suoi mirror sono disponibili per download anche altre distribuzioni e neppur poche. Ti faccio notare che le 2 sotto il profilo finanziario sono pressoche alla pari , +- stesso valore delle cedole azionarie e +- idendica capilazzazione ed pure stesso dividendo a fine anno finanziario per i propri azionisti . Il rapporto di forza è 1 ad 1 con leggero anche se poco significativo vantaggio di RedHat non di Ibm che ha risolto l' acquisizione tramite un opa peraltro amichevole.
gli enormi interessi che girano dietro la fusione dei due colossi derivano dagli elevatissimi costi in ricerca e sviluppo del cloud , non certo del SO da preinstallare su desktop e fissi monoutente giocherelloni , a quelli ci pensano gia MS con windows o le più comuni distribuzioni total free di nostra comune conoscenza.
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#7
Al peggio scompare Fedora, sarebbe una triste notizia, come fu lo stop a OpenSolaris da parte di Oracle;
mi pare che siamo sopravvissuti tranquillamente
Linux non è di IBM e comunque IBM ha tutto l'interesse a mantenere bello arzillo il kernel Linux

La vera catastrofe arriva nel 2020 o giù di lì:
Intel ha annunciato lo stop agli UEFI Class 2 (quelli con il CSM), le nuove CPU supporteranno solo UEFI class 3, niente modalità di compatibilità legacy e SecureBoot obbligatorio...
Il mio blog: ZEROZEROCENT.BLOGSPOT.COM
LEGGE DI MURPHY: SE QUALCOSA PUO' ANDAR MALE, LO FARA'
VERSIONE QUANTISTICA DELLA LEGGE DI MURPHY: TUTTO VA MALE CONTEMPORANEAMENTE
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#8
Linux non è ne di ibm , ne di RedHat , non è semplicemente un SO , ma solo un kernel liberamente disponibile per chiunque intenda utilizzarlo come base per un proprio SO, non necessariamente gratuito ma ha sorgente aperto Si . Ibm lider nel segmento linux lo è da lunghi anni . Fedora non è proprietà redhat che si limita a sponsorizzarla e IBM non ha ragione per modificarne i rapporti , sui server anche fedora è fra il folto numero di distribuzioni che IBM rende disponibili alla sua clientela

Secure boot è già supportato da tempo a livello  kernel , e fra 2 anni lo sarà anche di più , della compatibilità legaci non ce ne sarà più alcun bisogno sempreche serva realmente ancora , ed oltretutto con molta probabilità anche lo stesso kernel linux ,verra alleggerito di tutta la retrocompatibiità eccessiva , abbandonando il supporto hardware a mobo , processori , e periferiche antecedenti l' inizio anni 2000 ,difatto 32bit addio definitivo per sempre.
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#9
meglio così, quando passerò a Linux (nota: non "se", ma "quando") è Fedora che sceglierò.
Per il resto, a me il SecureBoot obbligatorio non va proprio giù...
i firmware sono diventati troppo sofisticati e pure le grandi aziende ne producono pieni dei peggiori bug e a peggiorare le cose rimane il fatto che la differenza tra un firmware reale e un software è sempre più sfumata. Il BIOS era sempre BIOS, fermo e immutabile, quasi inattaccabile.
I nuovi UEFI di sicuro non hanno niente, sono un colabrodo inguardabile e la festa dei delinquenti digitali
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Grazie da: Sebastian , Sebastian
#10
Ho seguito con grande interesse questa discussione. Ma solo da un punto di vista molto limitato, e per di più anche interessato. Ho passato tutta la mia vita lavorativa in IBM, la quale bene o male mi ha consentito di vivere più che decorosamente. Poi passato nelle amorevoli braccia di INPS mi sono avvicinato al mondo dell'Open Source e cerco di gestire i miei PC con Ubuntu come potete vedere anche dalla mia storia di soccorsi vari su questo Forum. E con il quale Ubuntu in versioni diverse vado avanti serenamente. Anzi c'è pure una variante : per un netbook datato di oltre 10 anni fa come produzione mi avete consigliato che non andava bene e ho seguito i consigli installando Lubuntu. Con buon esito.
Che ora la mia ex-datrice di lavoro passi al mondo Linux mi coglie di sorpresa.
Io ero abituato a sentirmi dire continuamente che si facevano operazioni che portavano al profitto. C'era anche un livello ben prefissato, se non era raggiunto niente operazione.
Adesso improvvisamente questo mondo crolla ????
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