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Il pericolo distopico della rete
#11
Ciao thepiratebay, scusami ma non ho capito ?
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#12
(15-01-2016,21:45 )Debianity Ha scritto: Ciao thepiratebay, scusami ma non ho capito 
 nel "topic" di apertura sembra 1): un copia e incolla 2): e non sei sintetico nella descrizione.
e  visto che il titolo del "topic" è cambiato   Undecided   non mi sembra "fruibile" ma da "università"
Smile 
e scusami se risulto "apatico"


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Grazie da:
#13
Mi sa che hai ragione, thepiratebay, forse è il caso che i moderatori eliminino questo topic.
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#14
C'è tanta confusione e per me certi concetti sono così interiorizzati da riuscire a estrarli solo parzialmente e a fatica, ma le cose importanti sono poche, non escono dalla nostra cerchia personale e consistono quasi essenzialmente negli affetti. Per le persone, gli animali, i luoghi che sentiamo nostri.
Nella nostra identità il concetto umano e istintivo di tribù, sebbene negato, resta importante, perché la conferma, la fa essere vera. Nessuno è qualcosa senza gli altri, che sono coloro che l'hanno educato, indirizzato, apprezzato e castigato, perché diventasse un individuo culturalmente accettabile. Per cultura qui intendo ethos storico, mitico o reale non ha importanza, purché possa costruire una storia di una coerenza accettabile dalla cerchia frequentata.
Siamo ancora fuori dal concetto di libertà, che è successivo, a monte c'è l'idea fondamentale di identità. Senza identità non c'è libertà né riconoscimento del prossimo.
Un primo passo verso la costruzione della propria identità funziona in negativo: io sono quello che non farà mai determinate cose. Da qui si può cominciare a costruire quel che si vorrebbe (per noi, per altri...) e di conseguenza quel che si VUOLE fare. A questo punto entra in gioco il concetto di libertà, perché quel che si vuole non confligga in modo sanguinoso con quel che altri vogliono. Ciò che va bene a più persone non è detto che sia quel che va bene anche a noi; per tante ragioni, per mancanza di condivisione delle mitologie locali, per ignoranza storica, per ragioni di diversa affettività, o per intuizioni e convinzioni che spostano il valore su temi differenti. In altri termini la maggioranza è un equilibrio, ma non è affatto l'unico né necessariamente il migliore.
Non per questo va per forza combattuto, non almeno senza averlo profondamente conosciuto. Visto che ti piace dedicarti a letture “pesanti” ti consiglio una lettura scorrevole ma non leggera. Bisogna talvolta fermarsi e fare due passi: http://www.ibs.it/libri/popper+karl+r./l...rl+r..html
Freedom isn't free-La libertà non è gratuita.
Per cercare su questo forum: site:istitutomajorana.it/forum2/ [termini della ricerca]
oppure http://www.istitutomajorana.it/informati...lo-forum-2
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#15
Beh, stai toccando concetti un pò più profondi, adesso a mente direi che sono fondamentalmente d'accordo con te, senza identità non c'è il riconoscimento dell'altro da sé, ma aggiungerei anche che da una prospettiva come questa, l'individuo sarebbe davvero libero quando si riconosce in organismi etici che lo trascendono, come avviene ad esempio nella famiglia o nello stato. Ma questo funzionava fino al secolo scorso, quando lo stato era la libertà nella realtà concreta, dove ogni individuo poteva realizzarsi, perchè realizzava ciò che coincideva con le leggi statali, frutto dell'ethos collettivo e quindi conforme alla volontà di ogni persona. Il diritto, se prima era esterno ed appariva come un dovere ovvero una limitazione della propria libertà, ora, nell'era di internet, è interno e anzi diventa un mezzo per realizzare appieno la libertà di ogni individuo, che accetta la propria posizione nel sistema olistico (tutto più importante delle singole parti) della rete. E tutto ciò è molto pericoloso, ma questi sono discorsi che oggi non interessano a nessuno, perciò il mondo è governato da pochi e il potere è sempre verticale. Ti ringrazio per il link. (Anche se Popper è troppo anche per me).
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