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Programmazione ISO, prima lezione
#1
Prenderemo ora in considerazione la programmazione 2d, cioè il salvataggio in .DXF di disegni cad in due dimensioni.
Gli assi cartesiani sono  X Y  Z, se immaginiamo un rettangolo il piano di lavoro di fronte all'operatore avremo per X il lato lungo, per Y il lato corto e per Z l'altezza del parallelepipedo che si costruisce implementando testualmente le istruzioni relative alla profondità di taglio, nel disegno la a corrisponde alla X, la b a Y e h a Z.
Qua troviamo un'introduzione piuttosto prolissa, una lettura superficiale  senza spaventarsi per l'apparente complessità dell'articolo potrebbe chiarire le idee a chi si avvicina alla programmazione ISO.
Il concetto di programmazione ad alto livello comporta che ci sia un potente compilatore per rendere la stesura del programma più discorsiva possibile rispetto all'uomo, il computer ragiona con bit accesi o spenti, l'uomo utilizza la lingua, in questo caso l'inglese è  la lingua di programmazione universale.
Come si nota dal primo link la programmazione fanuc ha molte istruzioni inutili che un buon compilatore potrebbe implementare automaticamente, i programmatori professionisti hanno dei programmi-base comprendenti tutte le impostazioni ripetitive che devono essere scritte per la lavorazione del nuovo pezzo.
Viene visualizzato il file .dxf e copiate le istruzioni significative nel programma base andando poi ad aggiungere il campo Z e a modificare i parametri relativo alla rotazione del mandrino S, la velocità di penetrazione V, l'utensile T ecc ecc.
Queste sono le iimmagini relativa ad un semplice programma in xilog plus, software free evoluto  che permette di lavorare con semplicità lasciando alla macchina i calcoli più complessi:


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#2
La prima riga o header serve per definire il pezzo da lavorare, DX è la lunghezza, DY la larghezza,DZ la profondità, AB l'area di lavoro rispetto all'origine, C impostazione ciclo continuo, T opzioni maccaniche, R numero di ripetizioni, MM unità di misura, def il file di attrezzaggio.
Le tre righe di codice successive utilizzano PAR per definire un parametro che potremmo utilizzare successivamente, si differenzia dalla variabile L in quanto ha valore assoluto.
Il primo per esempio attribuisce 250 a forivel, per cui nel campo velocità di penetrazione potremmo digitare o forivel o 250 ottenendo lo stesso risultato.
A cosa serve? Se successivamente dovessi voler cambiare la velocità a 100 è sufficiente cambiare il valore al parametro e a tutti i campi relativi alla velocità verrebbe attribuito il nuovo valore.
Nella prossima riga abbiamo REF che permette di cambiare i riferimenti DX e DY presenti nell'header, in questo caso restano uguali.
Ora troviamo la XG0 o G0 che definisce le quote di inizio fresature: X100 e Y 0.
Xl2P o G1 è la fresature lineare, il campo X indica 0, per cui la fresa si muoverà da 100 a 0 .
Continua...
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