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[RISOLTO]Clonare HDD su SSD
#11
Rispondo a Sebastian:

tuttI i suggerimenti che hai letto sono corretti, sono io il primo a dirti di installare pulito su un nuovo SSD. 

Qua la situazione è anomala e diversa e sono io che l'ho specificato sin dal primo post, io non voglio e non ho la necessità di installare pulito perché il mio Pc non ha problemi. 

Ho 4 HD in questo  Desktop con  altrettanti sistemi operativi e altri 2 HD con 5 sistemi operativi in un Laptop, inoltre un altro Desktop muletto con Win 10 pulito  e lo spazio non mi manca di certo, inoltre non ho il tempo e la voglia di ricostruire tutta la parte che riguarda programmi e profili vari per non parlare delle modifiche al registro e le decine di patch applicate.

Ho chiesto e ottenuto suggerimenti sia da BAT e Thiersee che ringrazio, visto che ero e sono tutt'ora latente su ciò che riguarda gli SSD, sta a me scegliere il modo migliore per migrare il mio HDD.

Questo non significa che poi formatterò il vecchio HDD ma se ne starà dentro il Pc ancora per molto finché non sarò sicuro che tutto funzioni per il meglio. 

Ho già backup e copie dei dati sparse in decine di HD esterni, la mia intenzione è solo quella di velocizzare il sistema operativo ulteriormente passando ad un SSD. 

Vi aggiorno appena  ho novità.

Quindi ribadisco per il tuo caso che non è il mio è in genere sempre meglio installare pulito.
It's Never Too Fast


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Grazie da: Sebastian
#12
Migrazione effettuata con successo, scrivo da SSD, tiriamo un paio di conclusioni:
  • fatto ulteriore piccola pulizia
  • disabilitato Avvio veloce e ibernazione
  • fatto deframmentazione
  • ho usato Easus Todo Backup, installato, dal menù, Clona, scelto HDD sorgente e SSD destinazione, dalle Opzioni Layout ho abilitato allineamento.
  • Ci sono volute 1 ora e 15 minuti
  • spento il PC, ho messo l'SSD nella SATA della Mobo dove prima c'era l'HDD e viceversa, senza toccare nulla nel Bios 
  • Acceso al primo colpo e tutto fila liscio
  • disabilitato la Deframmentazione

Si è vista subito la differenza, reattivo e veloce, ho provato un paio di spegnimenti e avvii ed in pochi secondi(davvero pochi!!un paio) sei subito sul Desktop senza problemi e pronto.

Che dire, tengo monitorato il tutto e segnalo se qualcosa non funziona.

Grazie per le dritte.  At
It's Never Too Fast


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Grazie da: Sebastian , Sebastian
#13
Solo una cosa, per favore;ho letto che hai prima deframmentato e poi disabilitato la deframmentazione. Quindi su SSD bisogna farla sempre e solo una volta? Come si fa a disabilitarla su W10 ? Grazie
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Grazie da:
#14
  • Apri la finestra Computer, premi col destro del mouse sull’SSD e clicca “Proprietà”;
  • Nella schermata “Strumenti”, premi su “Ottimizza”;
  • Seleziona il tuo SSD e premi su “Modifica impostazioni”;
  • Disattiva l’opzione “Esegui in base ad una pianificazione (scelta consigliata)”
It's Never Too Fast


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Grazie da:
#15
(17-11-2018,11:13 )Sebastian Ha scritto: ho letto che hai prima deframmentato e poi disabilitato la deframmentazione. Quindi su SSD bisogna farla sempre e solo una volta? Come si fa a disabilitarla su W10 ? Grazie
Ha deframmentato il disco meccanico prima di fare la clonazione, l'SSD non va mai deframmentato
Il mio blog: ZEROZEROCENT.BLOGSPOT.COM
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LEGGE DI MURPHY: SE QUALCOSA PUO' ANDAR MALE, LO FARA'
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Grazie da: Sebastian , Sebastian
#16
Sì,  scusa Sebastian, davo per scontato che si capisse, ci sono delle accortezze per gli SSD, alcune le condivido  (disabilitare deframmentazione, disabilitare ibernazione , attivare TRIM/ahci),  alcune un pò meno (disabilitare indicizzazione, disabilitare Ripristino configurazione di sistema,  Prefetch) ma sono punti di vista. 

Ho trovato anche parecchie indicazioni del fatto che migrare da HDD a SSD a volte causa l' inutilizzo della funzione Ripristino a stato di fabbrica (non è il mio caso essendo assemblato)e della Recovery che io non ho mai utilizzato. 

Per il momento sembra tutto perfetto e velocissimo.
It's Never Too Fast


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Grazie da:
#17
@rage75
@Sebastian
@tutti-quelli-interessati
leggete bene quanto sotto e continuate a seguire questo thread

(17-11-2018,11:26 )rage75 Ha scritto:
  • Apri la finestra Computer, premi col destro del mouse sull’SSD e clicca “Proprietà”;
  • Nella schermata “Strumenti”, premi su “Ottimizza”;
  • Seleziona il tuo SSD e premi su “Modifica impostazioni”;
  • Disattiva l’opzione “Esegui in base ad una pianificazione (scelta consigliata)”
queste istruzioni, sebbene date in buona fede, sono da eseguire solo su Windows 7, per Windows 8/8.1/10 sono errate, perlomeno se l'installazione è stata fatta ex-novo direttamente su SSD e non come clonazione (nel qual caso va usato il software a corredo dell'unità)

(17-11-2018,14:51 )rage75 Ha scritto: ci sono delle accortezze per gli SSD, alcune le condivido  (disabilitare deframmentazione, disabilitare ibernazione , attivare TRIM/ahci),  alcune un pò meno (disabilitare indicizzazione, disabilitare Ripristino configurazione di sistema,  Prefetch) ma sono punti di vista.
l'unica opzione opinabile è abilitare o disabilitare l'ibernazione, per tutto il resto c'è poco da discutere.
Scusate se sono stato fin troppo sbrigativo ma sono un po' di fretta, preciserò meglio le  mie affermazioni più tardi, continuate a seguire il thread, c'è qualcosa che vorrei spiegare a beneficio di tutti
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Grazie da: Sebastian
#18
Citazione:queste istruzioni, sebbene date in buona fede, sono da eseguire solo su Windows 7, per Windows 8/8.1/10 sono errate, perlomeno se l'installazione è stata fatta ex-novo direttamente su SSD e non come clonazione (nel qual caso va usato il software a corredo dell'unità)

Difatti in questo thread si parla di migrazione di s.o. Win10 upgradato da Win7 e non installazione ex-novo per l'appunto.....ed è per questo che Sebastian non deve prendere come valido ciò che viene detto qua per il suo caso futuro. 

Per il resto come già detto ci sono cose che a me non vanno giù,  come disattivare la protezione di sistema,  su SSD piccoli ha senso,  ma su 480gb io la lascio,  più di una volta mi ha salvato da brutte situazioni in passato.
It's Never Too Fast


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Grazie da: Sebastian , Sebastian
#19
Rieccomi,
vado a precisare le affermazioni del mio post precedente.
  1. AHCI: nel caso di SSD SATA non c'è dubbio: deve essere abilitato
  2. trim: se supportato dall'unità va sicuramente abilitato, anche qui non c'è nulla di discutere. Ciò che è meno noto riguarda la funzione del trim nella deframmentazione, su questo ci torno dopo;
  3. ibernazione: è la scelta meno critica da fare ed è l'unica cattateristica davvero opinabile. Difatti, anche se è vero che scrive una quantità di dati pari alla RAM, si tratta di un unico file sequenziale che scrive in modo uniforme sull'SSD, il che è un'operazione poco usurante. Mantenere attiva l'ibernazione potrebbe essere utile agli utenti che, arrivati ad un certo punto di uno o più lavori su più applicazioni, vogliono "sospendere" per ricominciare esattamente dallo stesso punto. Tuttavia c'è modo di salvare capra e cavoli: il file si può spostare su una partizione di un disco convenzionale.
Sulla deframmentazione e su indicizzazione/prefetch/superfetch/ripristino va fatto un discorso a parte.
Quello che tutti sanno è che:
  • sugli HDD la deframmentazione è necessaria per migliorare le prestazioni
  • sugli SSD è inutile perché la tecnologia di memorizzazione è simile alla RAM; un SSD-SATA per sua natura è dalle decine alle centinaia volte più veloce di un HDD, indipendentemente dal fatto che sia abilitato o meno il trim
  • il trim sugli SSD va abilitato per garantire un'usura uniforme delle celle di memoria flash dell'unità, non ha nulla a che fare con la frammentazione
Quello che invece NON tutti sanno è il significato dell'impostazione "ottimizzazione" quando si esegue la sequenza
Citazione:
  • Apri la finestra Computer, premi col destro del mouse sull’SSD e clicca “Proprietà”;
  • Nella schermata “Strumenti”, premi su “Ottimizza”;
  • Seleziona il tuo SSD e premi su “Modifica impostazioni”;
  • Disattiva l’opzione “Esegui in base ad una pianificazione (scelta consigliata)”
in base alla versione di Windows che usate ha risultati DIVERSI:
  • su Windows 7: se si disattiva l'ultima opzione, si impedisce all'SSD di eseguire l'inutile deframmentazione. L'impostazione giusta è quindi disabilitarla
  • invece su Windows 8/8.1/10 il significato è diverso: abilitare questa opzione significa abilitare il trim del disco, disabilitarla invece significa disabilitare il trim. La deframmentazione non viene eseguita comunque. L'impostazione giusta è quindi ABILITARLA.
  • Quando l'installazione viene eseguita da zero sull'SSD, Windows 7 disabilita l'opzione, Windows 8/8.1/10 la abilitano ed è giusto così, non bisogna toccare niente.
  • Quando si viene da una clonazione da HDD su SSD però bisogna eseguire il software di supporto dell'SSD ed accertarsi che siano abilitate tutte le caratteristiche avanzate dell'unità, in primo luogo attivare esplicitamente il trim.
Veniamo alle altre impostazioni sugli SSD:
  1. superfetch/prefetch: su un SSD sono totalmente inutili ed inoltre usurano l'unità (soprattutto il superfetch). Sono caratteristiche che vorrebbero migliorare le prestazioni (e lo fanno poco e male) ma la velocità degli SSD ne annulla completamente l'efficacia
  2. indicizzazione: poco meno che catastrofica per l'usura che provoca sull'SSD, inutile per chi è ben organizzato.
  3. ripristino: poco meno che catastrofico per l'usura che provoca sull'SSD, l'unica nota positiva è che qualche volta potrebbe essere utilie (è inutile per chi sa costruirsi un'immagine di sistema).
Se per il punto 1 non c'è altro da dire, gli ultimi 2 punti possono far sorgere dei dubbi: perché disabilitare 2 caratteristiche che sono (almeno apparentemente) utili? Bisogna prima capire come lavora un SSD a basso livello, ossia come memorizza i file:
  • un HDD meccanico memorizza i file in un insieme di cluster (gruppi di settori) da 4 KiB ciascuno. Ogni file è formato da un minimo di un solo cluster (4 KiB) a milioni di cluster (i file video da molti GiB per esempio). Qundo i cluster di un non sono numerati in modo consecutivo il file è frammentato. In ogni caso un cluster può appartenere ad un solo file.
  • sugli SSD la frammentazione non esiste, perché sono costituisci da memoria a stato solido accessibile in "celle" numerate riga per colonna; tutte le celle hanno lo stesso tempo di accesso, per cui non ha importanza che i "pezzi" di un file siano fisicamente lontani, il tempo per recuperarli è identico. Il problema è un altro: la scrittura su un SSD avviene per blocchi, che hanno una dimensione che dipende dall'unità (ci sono SSD con blocchi da 256 KiB e altri che ne hanno da 4 MiB, o con dimensioni intermedie fra questi). In questi blocchi più grossi non ci sono solo i file che devono essere aggiornati, ce ne sono anche altri. Quindi che succede? Succede che per scrivere anche un solo byte di dati bisogna PRIMA CANCELLARE L'INTERO BLOCCO E POI RISCRIVERLO. Quindi il sistema operativo scrive solo un byte di dati, ma l'SSD deve prima cancellare e poi riscrivere blocchi di memoria flash che possono anche essere di 4 MiB. Il che non ha influenza sulle prestazioni però è terribilmente usurante perle celle di memoria flash che hanno un numero limitato (seppur alto) di clcli di riscrittura. Questo sgradevole comportamento è noto come write amplification.
A questo punto dovrebbe essere chiaro il disastro che provocano l'indicizzazione e ripristino di sistema:
la costruzione del database degli indici che velocizzano le ricerche e le informazioni scritte dal ripristino di sistema, sono operazioni che, per loro natura, richiedono continue operazioni di aggiornamento su disco: decine di migliaia di file da pochi byte, sparpagliati ovunque su decine di migliaia di grossi blocchi, che devono essere continuamente modificati! Risultato: poche migliaia di byte da riscrivere possono causare la continua scrittura di decine di megabyte di celle di memoria a stato solido. Moltiplica il processo per le migliaia di volte al giorno che questo lavoro viene fatto, e vedi come non è strano se si arriva a scrivere migliaia di volte sull'intero SSD fino a quando cominciano a rompersi le celle.

Come si risolve?
Se uno organizza per bene i propri file ed i propri dati non ha bisogno dell'indicizzazione. Le rarissime volte che potresti voler cercare un file "non dei tuoi" (per es. un file di Windows) aspetti una manciata di secondi.
Il ripristino si risolve con una gestione intelligente delle immagini di sistema: se ne hai una torni in pochi minuti ad una situazione funzionante. Quando ritieni di avere un'immagine troppo vecchia la rifai (senza cancellare quella vecchia). Se si blocca il computer ripristini l'immagine più recente; se l'immagine più recente funziona puoi cancellare quelle più vecchie. Una buona strategia: farsi un'immagine subito dopo un update maggiore di Windows 10 (per es. quando passi da una versione all'altra come da 1803 a 1809), un'altra immagine dopo poco meno di 6 mesi (cioè appena prima di un aggiornamento maggiore). Un'altra strategia: una immagine al mese prima del secondo martedì dl mese (quando Windows fa gli aggiornamenti mensili), in questo modo se quanche update non funziona si torna al pre-update e si configura Windows in modo da rimandar gli update.
A proposito del ripristino: ne viene costruito uno per ogni singolo aggiornamento di Windows.
Conseguenza: spazio sprecato e numero di scritture casuali elevato --> write-amplification --> usura dell'SSD.

E l'ibernazione?
è molto meno critica dell'indicizzazione perché il file da scrivere è uno solo e, anche se molto grande, provoca una sola scrittura di molti blocchi sequenziali, invece che di continue riscritture casuali di pochi byte dell'indicizzazione o del ripristino
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Grazie da: Sebastian , Sebastian
#20
Visto che recentemente ho dovuto fare una reinstallazione in place sono interessato all'argomento, meglio farsi le immagini di sistema (qual'è il sw consigliato ?) o tenersi da parte la iso di win10 e reinstallare in caso di necessità ?
In caso di rottura o danneggiamento ssd si può reinstallare su nuovo ssd dall'immagine di sistema ?
Esiste un modo per verificare la salute del proprio ssd ?
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Grazie da:


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