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[RISOLTO] relazione fra punti di mount e grub
#1
Mi trovo, dopo alcuni anni di esperienza acquisita in Linux di fronte ad un dubbio atroce: il punto di mount deve essere dichiarato per ciascun S.O. installato o ne basta solo uno per mantenere attivo sempre lo stesso boot loader?
Porto come esempio la strutturazione dischi del mio pc di casa.
disco sda:
Partiz. sda1: contiene fedora
Partiz. sda2: contiene Ubuntu
Partiz. sda3: contiene Sabayon
Partiz. sda4: libera
Partiz. sda4: contiene swap
Partiz. sda6: libera

disco sdb:
Partiz. sdb1: contiene "i miei dati"

Ieri ho installato Sabayon 17.0.3 su sda3.
Durante l'installazione la relativa procedura mi ha chiesto se volevo dichiarare un punto di mount. Risposta "SI". Alla fine dell'installazione ho perso il grub2 di sda1, sostituito con un nuovo Grub2 in sda3, con tutti i S.O. presenti in sda, riconosciuti ed avviabili, mentre io mi aspettavo un ulteriore scelta sul grub da attivare alla fine dell'installazione che per me sarebbe dovuto rimanere in sda1.

Da qui nasce il mio dubbio. Se avessi scelto di non dichiarare un nuovo punto di mount, sarebbe rimasto attivo il mio vecchio Grub2 in sad1?

Ora mi pare importante fissare bene nella mia mente un concetto importante per evitare altre sgradite sorprese nel futuro e conoscere un pò di più Linux.
Grazie anticipate per una gradita illuminazione in merito.Risolto]
Ciao,
Petrus
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Grazie da:
#2
Il punto di mount si riferisce al punto dove hai installato il sistema operativo di solito "/" e riferito ad una partizione specifica,, nel tuo caso con l'ultima installazione sda3. Se non hai fatto particolari modifiche, in fase di installazione di solito il grub si installa nell'MBR del primo disco di avvio (sda), sovrascrivendo quella preesistente, mentre la sua configurazione risiede in /boot/grub/grub.cfg dell'ultima distro che hai installato (sabayon nel tuo caso in sda3). Se volevi mantenere il vecchio grub era sufficiente dire di installare il grub di sabayon all'interno della stessa partizione (sda3) e poi dare un "sudo update-grbub" dal sistema oprativo proprietario di quel grub per aggiornarlo e comprendere anche l'ultima ddistro installata
Linux User # 207701 - Non ho particolari talenti. Sono soltanto appassionatamente curioso - Albert Einstein
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Grazie da:
#3
Il punto di mount viene chiesto per le partizioni (almeno quella di sistema, ma potrebbero esservene anche altre), non per grub.
Per grub si parla di "installazione" e questa può avvenire in un disco (pertanto occupando anche l'MBR di questo - l'equivalente se trattasi di disco partizionato GPT), ovvero in una partizione di un disco (in questo caso ci deve essere già un grub - o altro bootolader - che provvede ad attivare le parti - dette stage - del grub del sistema che sta di quella partizione.

Normalmente (ma non è una regola assoluta) durante l'installazione di una distro Linux viene chiesto dove si vuole installare grub, ma non è da escludere che ci siano casi di comportamento "a la Windows", cioè il bootloader venga installato sul primo disco di default.

Nel tuo esempio, se grub è stato installato in sda ovviamente ha sovrascritto il grub che già c'era (sostituendone lo stage 1), pertanto al boot partirà quel nuovo grub (attraverso il quale - essendone aggiornata la configurazione - potresti far partire uno qualunque dei sistemi esistenti sui tuoi dischi).
Se invece fosse stato installato in sda3, al successivo riavvio non avresti potuto immediatamente far partire il sistema installato in sda3 perché il grub del bootstrap (che sarebbe ancora quello vecchio installato in sda) non era stato aggiornato con la nuova configurazione del disco. Sarebbe stato necessario far partire il sistema con la cui installazione era stato installato anche grub in sda, aggiornare la configurazione del bootloader (es. in ubuntu "sudo update-grub") e poi riavviare.

Alla prossima installazione prova a stare attento all'eventuale scelta di dove installare il bootloader: è quella che fa la differenza (e per distrazione potresti non notarla).
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Grazie da:
#4
Grazie per le risposte, con le quali mi avete confermato quanto avevo appreso prima dell'ultima installazione (Sabayon). La mia perplessità che, dopo diverse installazioni Linux eseguite, potrebbe sembrare ingiustificata, nasce purtroppo da un comportamento non corretto della procedura di installazione di Sabayon. Quando ho avviato l'installazione, infatti, mi aspettavo che alla fine dell'installazione, la stessa procedura mi domandasse dove installare il nuovo grub, invece ciò non è avvenuto e siccome ultimamente tutti i S.O operativi Linux installati si sono comportati nella stessa maniera, sono stato portato a pensare diversamente rispetto a quanto già appreso sul punto di mount. Addirittura Ubuntu, alla fine dell'installazione, sovrascrive grub riportandovi dentro i parametri di avvio della sola distro Ubuntu, ignorando le altre eventualmente presenti in sda,
Comunque riepilogando se ho installato tre distro sul pc, devo necessariamente avere dichiarato 3 punti dsono stato portato a pensare diversamente rispetto a quanto già appreso sul punto di mount.i mount, uno per ciascuna partizione, corrispondentemente alle 3 distro installate, nel mio caso:
sda1 con fedora avrà il punto di mount radice "/";
sda2 con Ubuntu avrà il punto di mount radice "/";
sda3 con Sabayon avrà il punto di mount radice "/";

Secondo me,  un ambiente open source non dovrebbe comportarsi come quelli cosiddetti proprietari, ma, alla fine di ciascuna installazione, la procedura messa in atto da ciascun struttura di S.O.,dovrebbe prevedere, in caso di più S.O presenti nel disco di destinazione, l'inserimento di una scelta all'installatore relativa proprio alla destinazione del nuovo grub, contenente quest'ultimo i parametri d'avvio di tutte le distro presenti all'interno del disco di destinazione (sda nel mio caso). Perchè ultimamente è stata abbandonata codesta sana e buona abitudine?

Scusate la mia prolissità, ma mi è sembrato opportuno precisare alcuni punti sulle mie conoscenze che potrebbero essere state male interpretate.
Ciao,
Petrus
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Grazie da:
#5
Se non vuoi avere sorprese devi fare una installazione manuale sempre delle distro secondarie, scegliendo di mettere il Grub sulla/e partizione/i eccetto ovviamente quello del SO principale.
Se non lo fai, la routine ti installerà il Grub sull'MBR.
Inoltre con il procedere delle installazioni è possibile anche che il Grub si attorcigli e non faccia più il suo lavoro come deve, se non usi questo sistema.

Proprio per alcuni problemi rilevati su alcuni forum di problemi con Grub ho usato questo sistema per mettere 4 distro su un disco e non ho mai avuto particolari problemi anche usando HD esterni.
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Grazie da:
#6
Quoto quanto scritto da Supertuxkart.
Facendo una installazione "automatica" può essere che ci sia un comportamento in stile sistema-proprietario-voglio-comandare-solo-io (quindi metto il mio bootloader e me lo configuro senza chiedere nulla), ma può dipendere dal fatto che si cerca di facilitare le cose senza fare domande che potrebbero essere imbarazzanti per chi non è ... sul pezzo.
Non ho mai fatto questo genere di installazione, ma mi pare comunque strano che non siano rilevati i sistemi già presenti sui dischi della macchina, anche perché è un automatismo che mi sembra sia utilizzato un po' da tutte le distribuzioni (almeno laddove previsto il multiboot).
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Grazie da:
#7
Quoto Supertux.
Ho installato fino a 5 s.o.(Win (lui sempre per primo) - Ubuntu 16.04, Mint 17 - Mint 18.3 - PCLinuxOS ), anche su dischi fissi diversi, mettendo il bootloadr di ogni distro nella stessa partizione del s.o., ad eccezione di Ubuntu il cui bootloader l'ho installato su sda, sovrascrivendo l'mbr di win e gestendo, così,  tutti i sistemi con il grub di Ubuntu.
"Le avversità spesso ci piegano ma la ns. forza ci risolleva sempre.

Ubuntu 16.04 - PCLinuxOS KDE 64bit - Mint18.03Cinnamon - Debian 9.4 Mate

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Grazie da:
#8
Personalmente gestisco 7 sistemi operativi, tutti Linux ed avendo piu dischi faccio scrivere su ognuno di essi un grub gestito da una distro diversa. Cosi posso avviare qualunque SO dal menu grub del disco di default oppure scegliere di avviare da un altro disco (scegliendo le opzioni da bios in fase di avvvio) con un altro grub. Questo mi permette di avviare comunque una distro anche se per sfortuna il disco di default fosse rotto e/o la distro di riferimento fosse danneggiata. Da tenere presente che alcune distro (vedi manjaro p. es.) quando aggiornano il kernel e quindi il grub non inseriscono nel menu dello stesso tutte le altre distro presenti sul pc. Poco male, basta eseguire successivamente un "sudo update-grub" per riaverle nell'elenco. Non so sw questo comportamento sia dovuto ad esegenze di sicurezza o per evitare inconvenienti vari, ma tant'è.
Linux User # 207701 - Non ho particolari talenti. Sono soltanto appassionatamente curioso - Albert Einstein
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Grazie da:
#9
Citazione:avendo piu dischi faccio scrivere su ognuno di essi un grub gestito da una distro diversa. Cosi posso avviare qualunque SO dal menu grub del disco di default oppure scegliere di avviare da un altro disco (scegliendo le opzioni da bios in fase di avvio) con un altro grub
Interessante come soluzione alternativa al disco principale.   At
"Le avversità spesso ci piegano ma la ns. forza ci risolleva sempre.

Ubuntu 16.04 - PCLinuxOS KDE 64bit - Mint18.03Cinnamon - Debian 9.4 Mate

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#10
Grazie a tutti per le risposte.
Anch'io ho sempre eseguito installazioni manuali, dopo i primi passi e qualche volta, purtropopo, ho vissuto esperienze negative nell'installazione di grub.
Rcordo che l'installazione di Ubuntu-16.04 LTS mi ha creato un sacco di problemi col grub e non solo. Oggi ho deciso di rifrormattare quella partizione e di installare Ubuntu-17.10,1 ed ha funzionato tutto bene.
Citazione: (m3nhir)
Personalmente gestisco 7 sistemi operativi, tutti Linux ed avendo piu dischi faccio scrivere su ognuno di essi un grub gestito da una distro diversa. Cosi posso avviare qualunque SO dal menu grub del disco di default oppure scegliere di avviare da un altro disco (scegliendo le opzioni da bios in fase di avvvio) con un altro grub.
Certo installando ciascuna distro in un disco diverso il problema da me vissuto e palesato non si può mai presentare.
Alla prossima.
Ciao,
Petrus
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