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OpenOffice ed UbuntuPlus Dati personali
mercoledý 26 maggio 2010
Può verificarsi che in alcune delle mie versioni di OpenOffice Plus e di Ubuntu Plus, siano presenti dei dati utenti inseriti per prova. Si tratta ovviamente di una svista  relativa a dati utilizzati  per prove e verifiche  sulle versioni Plus.

Pur non trattandosi di nulla di particolare, per evitare che nei documenti creati siano riportati tali dati, conviene  eliminarli. La cosa è semplicissima. Da qualunque applicazione di OpenOffice, fare click sul menù a tendina in alto:

Strumenti / Opzioni

Si apre la finestra indicata nell'immagine sottostante. Fate click su (punto 1):

OpenOffice.org / Dati utente

Adesso, nella parte destra della finestra (punto 2) cancellate o modificate i dati eventualmente presenti.

OpenOffice ed UbuntuPlus Dati personali 

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 26 maggio 2010 )
 
Altroconsumo su ViVo3 per il PC parlante
martedý 25 maggio 2010

ViVo 3 suite recensione AltroconsumoAltroconsumo, la notissima associazione di consumatori, dedica una pagina del loro sito web a ViVo 3: il programma che fa parlare il PC. Inoltre pubblica una dettagliata recensione anche nella rivista HI*_TEST (novità). Si tratta della nostra suite gratuita, in versione portable o installabile, che legge pagine WEB, testo, documenti, posta elettronica, finestre, ecc...

Ultimo aggiornamento ( martedý 25 maggio 2010 )
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Cooliris in Ubuntu 10.04 per immagini 3D
lunedý 24 maggio 2010

Cooliris in Ubuntu 10.04Un componente aggiuntivo, per Firefox, in grado di mostrare i contenuti di alcuni siti Web in un modo nuovo e assolutamente sorprendente come un album 3D (e non solo). Non lo avevo inserito in Ubuntu Plus5 Remix, in quanto non era disponibile. Adesso possiamo installare la beta perfettamente funzionante...

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 07 luglio 2010 )
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PDF/A-1 obbligatorio per archiviazione PA
lunedý 24 maggio 2010
Obbligatorio il formato PDF/A-1   (archiviazione nel lungo periodo)
per la presentazione dei bilanci di esercizio e  degli altri atti al registro delle imprese.
Con OpenOffice è possibile ottenerlo gratuitamente con un click del mouse.

Comparazione formati PDF e TIFF 

Ormai per la presentazione dei bilanci di esercizio e consolidati e degli altri atti al registro delle imprese, è obbligatorio il formato PDF/A-1. Nel caso di mancato rispetto, l’Ufficio indica un termine per l’adeguamento, pena il rifiuto degli atti. Ricordiamo a questo proposito che il formato PDF/A-1 (regolato dallo standard pubblico ISO 19005-1 Document management - Electronic document file for long-term preservation - part. 1 Uso of PDF 1.4) può essere creato utilizzando diversi strumenti sia di natura "open source" e gratuiti, sia commerciali (licenza a pagamento).

 

Quindi acquistando Office che costa un da € 457 - standard, a € 778 - Ultimate - IVA esclusa (Listino prezzi ufficiale) o acquistando ad esempio Adobe Acrobat Professional che costa € 670,80, abbiamo risolto felicemente il problema. Ma un professionista se lo può tranquillamente permettere, o no…?


Certo se allo stesso risultato si arriva immediatamente e gratuitamente, con un unico software, che consente la creazione dei documenti e l'immediata esportazione in PDF/A-1, forse la cosa non dovrebbe dispiacere a nessuno, o no...?

 

Quindi spendendo € 0,00 (IVA inclusa o esclusa poco importa: sempre zero resta) possiamo risolvere più velocemente il problema. La soluzione si chiama OpenOffice, che già dalla versione 2.4 e successive, oggi  (24-05-2010) siamo alla 3.2.0, esporta nativamente e con un semplice click del mouse in formato PDF e PDF/A-1.

 

Come
esportare in PDF/A-1a Come esportare nel formato PDF/A-1a .. Da qualsiasi applicazione OpenOffice (Writer, Calc, ecc...), basta fare click sul menù a tendina File, in alto a sinistra e scegliere: Esporta nel formato PDF... Si aprirà la finestra indicata a fianco. Non resta che inserire la spunta nel quadratino PDF/A-1a (indicato dalla freccia rossa). Da questo momenti, ogni volta che si esporterà in PDF, avremo il documento nel formato PDF/A-1a.

Non tutti i formati PDF/A rispondono ai requisiti previsti dallo standard internazionale richiesti dal decreto; quindi è necessario assicurarsi che il file sia in formato PDF/A-1a. Stante l’attuale  disposto normativo e contrariamente a quanto precedentemente previsto sia dalle istruzioni e dalla circolare Unioncamere   non è più ammesso l’utilizzo del formato TIF, quale alternativa al  PDF/A.

 

Vediamo cos’è il formato PDF/A  

PDF/A è uno standard internazionale (ISO19005), sottoinsieme dello standard  PDF, appositamente  pensato per l'archiviazione nel lungo periodo di documenti elettronici. Garantisce che il documento sia visualizzabile sempre allo stesso modo, anche a distanza di tempo e con programmi software diversi. Lo standard  PDF/A è suddiviso in due parti. Solo il PDF/A-1 è approvato, questo è suddiviso indue livelli:

-  PDF/A-1a= massimo richiesto dallo standard  

-  PDF/A-1b= minimo richiesto dallo standard

 

Le caratteristiche del formato PDF/A

PDF/A contiene le sole informazioni necessarie per visualizzare il documento come nel momento in cui è stato formato. Tutto il contenuto visibile del documento deve essere  incluso, come il testo, le immagini, vettori grafici, fonts, colori  e altro. Un documento PDF/A non può contenere macro-istruzioni  o riferimenti ad elementi od informazioni (come i font) non contenuti nel file stesso. 

 

Come verificare se un documento NON è PDF/A 

Archiviazione a lunga conservazioneNormalmente un file PDF/A-1 è identico, per estensione ad un normale PDF. Un primo controllo per il formato PDF/A si ha con Acrobat Reader 9.0 (gratuito). Basta aprire il Reader e dal menu “Modifica”, selezionare la voce “Preferenze”, poi  verificare/impostare  l'opzione “visualizza i documenti in modalità PDF/A”  con  il valore “Solo per documenti PDF/A”.  Acrobat Reader 9 evidenziata  in automatico ad inizio pagina  la scritta “il documento viene visualizzato in modalità PDF/A”. In tal caso il documento può essere PDF/A, anche se non costituisce una certificazione.

 

Per una verifica più oculata esistono diversi strumenti, tra cui ne troviamo alcuni nel sito www.pdfa.org, sia in versioni di prova che a pagamento.

 

Con vero piacere e soddisfazione, dico che l'esportazione in PDF/A da OpenOffice e' merito di Giuseppe  Castagno, che e' socio PLIO. Quindi e' una  funzionalita' "Made in Italy".Per maggiori notize: Il filtro PDF/A sviluppato dai volontari attivi all'interno della comunità italiana.

 

 



 Sulla Gazzetta Ufficiale n° 304 del 31/12/2008 è stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 dicembre 2008 recante “Specifiche tecniche del formato elettronico elaborabile (XBRL) per la presentazione dei bilanci di esercizio e consolidati e di altri atti al registro delle imprese.”

 

Ultimo aggiornamento ( giovedý 27 maggio 2010 )
 
MBR Disinstallare un Sistema Operativo
domenica 23 maggio 2010

MBR, Boot Manager e Boot Loader,  come disinstallare un sistema operativo



Disinstallare Sistemi operativi

Domanda 

Come faccio a disinstallare un sistema operativo senza perdere gli altri sistemi presenti nel computer? Ho sentito parlare di MBR, Boot Manager e roba simile, ma di che si tratta?

 

Risposta

Disinstallare un sistema operativo è abbastanza semplice, basta eliminare la partizione che lo contiene, ma prima è indispensabile riscrivere i contenuti dell’MBR, altrimenti non si avvieranno neppure gli altri Sistemi Operativi presenti nell'hard disk. Di seguito trovi delle semplici spiegazioni sull'argomento…

 



Un quadro semplice e sintetico sui concetti principali


 

MBR, Boot Manager e Boot Loader

Cercherò di essere più semplice che tecnico. Supponiamo di avere un computer con un hard disk, escludendo che vi siano sistemi operativi in pen-drive o nel lettore DVD. Quando accendiamo il computer entra in azione il BIOS che dopo avere analizzato l’hardware va a leggere la parte iniziale dell’Hard Disk, ossia l’MBR = Master (principale), Boot (avvio), Record  (settore) = settore principale di avvio. Si tratta  di un settore contenuto nei primi 512 byte (mezzo kb) dell'hard disk (in rosso nell’immagine sotto), da dove, il computer legge, le informazioni per capire quanti sistemi operativi sono istallati nell'hard disk ed in quale posizione si trovano.  In pratica, l'MBR, contiene l’indirizzo (posizione su disco) dei sistemi operativi disponibili. Nel caso vi siano più sistemi operativi, il Boot Manager, ossia un programmino contenuto nell'MBR, ci farà scegliere quale sistema operativo si vuole avviare. Una volta deciso quale sistema operativo avviare, si verrà indirizzati al corrispondente Boot Record (in verde nell’immagine sotto), ossia un settore che contiene tutte le informazioni sul sistema operativo che gli compete. A questo punto entra in azione un altro programmino, il Boot Loader, che inizia a caricare il Kernel (il cuore) del sistema operativo che abbiamo scelto. In questo modo lanciamo il sistema operativo che risulterà pronto all’uso. In definitiva, avremo, un solo MBR e tanti BR (Boot Record), uno per ogni sistema operativo presente. Nell'immagine  sottostante abbiamo due Boot Record. Se abbiamo un solo sistema operativo tutti i processi prima detti avverranno in modo automatico in quanto non dobbiamo indicare con quale sistema operativo avviare il computer.

 

MBR e Boot
Record

 



Installazione di sistemi operativi

Quando installiamo un sistema operativo, lo stesso scriverà, automaticamente, anche i contenuti dell’MBR e del Boot Record. Se installiamo Windows, lo stesso, ignorerà la presenza di sistemi operativi Linux e quindi installerà (nell’MBR) un suo Boot Manager, che ignorerà gli altri sistemi operativi presenti, a meno che non siano della Microsoft. Se invece installiamo Linux (Ubuntu, ecc..), lo stesso, registrerà l’eventuale presenza di altri sistemi operativi (ad esempio Windows e/o altre versioni di Linux).

Cosa sono   le partizioni del disco rigido

Morale della favola: se installo Windows in un computer contenente Linux, non vedrò più Linux ma solo Windows (anche se Linux non viene cancellato). Se invece installo Linux in un computer contenente uno o più sistemi sia Windows (XP, Vista, Seven, ecc..) che Linux, tutto funzionerà perfettamente. Infatti Linux (Ubuntu) installerà un Boot Manager (Lilo oppure Grub o Grub2 per Ubuntu) che rispetterà anche Windows e quindi ci consentirà di potere avviare uno qualsiasi dei sistemi operativi presenti (compreso Windows ed altri Linux). La regola fondamentale è, pertanto, quella di installare prima Windows e poi Linux. Se facessimo il contrario, Linux non sarebbe visibile a meno di non ripristinare, manualmente, il Boot Manager (Grub nel caso di Ubuntu). Ovviamente si deve iniziare dall’installazione delle versioni più vecchie di Windows, infatti XP non riconoscerebbe Seven, mentre Seven riconosce XP. Un esempio tipico è quello di installare, prima Windows XP, poi Seven ed infine Ubuntu.

Per maggiori notizie sul partizionamento e sull'installazione dei sistemi operativi, si rimanda alla pagina:

Partizioni Facili Guida Windows e Ubuntu

 


Disinstallazione di sistemi operativi

Per disinstallare un sistema operativo non possiamo cancellare semplicemente la partizione che lo contiene. In questo caso, infatti, il Boot Manager non verrebbe modificato e continuerebbe ad avere le informazioni su tutti i sistemi operativi precedentemente installati. Quindi, avviando il computer, verrebbero cercati di tutti i sistemi operativi, anche quelli per i quali abbiamo cancellato la partizione che li conteneva. Pertanto, il Boot Manager, non trovando la partizione che abbiamo cancellato (ossia il relativo Boot Record), darebbe un Avviso di Errore non permettendo di avviare nessun sistema operativo. In pratica non riusciremmo ad avviare neppure il sistema operativo per il quale non abbiamo cancellato la partizione che lo contiene.

Disinstalalre i sistemi  operativi

Detto questo, la regola fondamentale è quella di modificare, prima, il Boot Manager e poi eliminare la partizione che non interessa. Se ad esempio abbiamo installato Windows XP ed Ubuntu e vogliamo disinstallare Ubuntu, per prima cosa dobbiamo riscrivere il contenuto dell’MBR in modo che venga riconosciuta la sola presenza di Windows. Solo dopo possiamo cancellare la partizione di Ubuntu e quella di Swap, in quanto non più significative per il Boot Manager (già modificato).  In ogni caso, è possibile rimettere a posto il contenuto dell’MBR, anche se il computer non dovesse partire, come nel caso in cui avessimo cancellato la partizione di Ubuntu senza aggiornare l’MBR. Tanto è possibile, in quanto Windows sarebbe presente e funzionante anche se non avviabile.

Per la procedura pratica vi rimando alla pagina:

Disinstallare Windows o Ubuntu o Linux

 


Ultimo aggiornamento ( giovedý 10 maggio 2012 )
 
Ubuntu Plus5 errore aggiornamento VBox
sabato 22 maggio 2010

Perché Ubuntu 10.04 Plus-5 Remix mi da errori per Virtual Box, durante l'aggiornamento?



Ubuntu 10.04 Lucid

Domanda 

Utilizzo Ubuntu 10.04 Plus-5 e da qualche giorno, quando effettuo l’aggiornamento mi compare un errore di autenticazione apt ed un errore relativo anche a VirtualBox e relativa chiave pubblica.
Come posso risolvere il problema?

 

Risposta

Non si tratta di un errore. Semplicemente di un problema di repository. Sun che produceva VirtualBox è stata, di recente, acquistata da Oracle e quindi sono cambiate alcune cosa. Quando ho realizzato la Plus5, peraltro, non era disponibile neppure la versione di VirtuaBox per Ubuntu 10.04 (Lucid). La risoluzione di questi due problemi  agli errori è semplicissima e viene, sotto, indicata.

 



Come risolvere il problema


 

Ecco l'immagine che mi ha inviato Alessandro, per mostrarmi gli errori:

 

Errore apt e VirtualBox

Errori autenticazione apt e chiave pubblica VirtualBox

Il primo problema è risolvibile facendo, semplicemente, click sul bottone:  Esegui questa azione ora (prima finestra dell'immagine sopra riportata).

Per l'errore della seconda finestra, basta andare in:

Sistema / Amministrazione / Sorgenti software

Si apre la finestra di cui all'immagine sottostante, in cui farete click sulla linguetta Altro software (cerchiata in rosso). 

Quindi click sulla riga indicata col numero (1) per evidenziarla e poi click sul bottone Rimuovi (2). La riga verrà rimossa e basterà fare click su Chiudi (3).

 

Errore repository VirtualBox

Errore repository Remastersys VirtualBox per Karmic (Ubuntu 9.10)

Ma se volete il nuovo repository funzionante per VirtualBox, procede come indicato nella figura sotto. Per prima cosa fate click sul bottone +Aggiungi (1) e vi comparirà una finestrella dove, nella casella Riga APT, andrete ad incollare questo testo:

deb http://download.virtualbox.org/virtualbox/debian lucid non-free

facendo, poi, click sul tasto Aggiungi sorgente. La finestrella si chiuderà ed avrete la riga aggiunta (2). Per finire click sul bottone Chiudi (3).

 

Inserimento repository VirtualBox per Lucid

Inserimento repository VirtualBox per Lucid (Ubuntu 10.04)

Non abbiamo ancora finito. Infatti, dopo avere chiuso la finestra di cui sopra, verrà richiesto di fare click sul tasto Ricarica. Ma otterrete l'errore di cui alla figura sottostante:


Errore autenticazione chiave pubblica VirtualBox

Errore autenticazione chiave pubblica VirtualBox

Per ovviare all'inconveniente, dobbiamo aprire il terminale:

Applicazioni / Accessori / Terminale

ed incollare questa riga:

wget -q http://download.virtualbox.org/virtualbox/debian/oracle_vbox.asc -O- | sudo apt-key add -

Attenzione: copiate bene la riga, compreso il trattino finale dopo add -

Date invio da tastiera, inserite la vostra password ed avete finito. Andate in:

Sistema / Amministrazione / Gestore aggiornamenti

ed oltre a non avere più errori, otterrete anche l'ultima versione di VirtualBox.



 

Ultimo aggiornamento ( martedý 29 giugno 2010 )
 
Altri numeri della Rivista Tecnica gratuita
giovedý 20 maggio 2010

Rivista Tecnica gratuita da Marea SistemiMarea Sistemi è un Team che si occupa, a titolo hobbistico, dell'analisi e dello studio di sistemi di ogni genere, pubblicando, in rete articoli tecnici e la Rivista Tecnica gratuita. Gli amici della redazione, lavorando sodo, hanno pubblicato anche il numero 5 della Rivista, liberamente e gratuitamente scaricabile. Nei numeri 3 e 4 (del 2010) sono riportati, tra l'altro, degli articoli che trattano del software libero e di quanto il Majorana di Gela stia facendo in merito.   

Ultimo aggiornamento ( martedý 12 giugno 2012 )
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TG Video1 su Ubuntu 10.04 Plus5 Remix
mercoledý 19 maggio 2010

Nello LombardoIl TG dell'emittente televisiva Video1, ha trasmesso un sevizio, a cura di Nello Lombardo, sull'opera del Majorana, volta alla diffusione del software libero ed in particolare sulla nuova versione di Ubuntu 10.04 Plus-5 Remix, da noi realizzato. Sottolineo che proprio in data 18-05-2010, ha debuttato il Telegiornale di Video1,  per l'edizione di Gela. Quindi il servizio dedicato al software libero è stato uno  dei primi di cui s'è occupata la nuova redazione di Gela, a cui facciamo gli auguri  per un proficuo lavoro. Ci sembra, senza ombra di dubbiezza alcuna che l'amico e bravo Nello, continua a sostenere, con forza, la diffusione del software libero. Non possiamo che ringraziarlo per avere creduto, sin dall'inizio, alla nostra opera. Ringraziamo anche alla redazione di Video1.

Nello Lombardo, nella foto, responsabile Video1-Gela 

 

Servizio del TG Video-1 Notizie - Gela 


 

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Ultimo aggiornamento ( mercoledý 19 maggio 2010 )
 
Giornale di Sicilia: La scuola open source
mercoledý 19 maggio 2010

 Il più importante quotidiano della Sicilia, ha pubblicato la notizia:

La scuola è open source - Record di visite al sito


Giornale di Sicilia Palermo

Rossella Petta da giornalista attenta e sensibile qual'è,  ha voluto scrivere un articolo su Ubuntu P10.04 Plus-5 Remix, da noi realizzato. Non posso che porgere un sentito e personale  ringraziamento: grazie Rossella, avere vicino persone come te è per noi un onore ed un conforto. Un altrettanto sincero ringraziamento a tutta la redazione del “Giornale di Sicilia"


Articoli sullo stesso argomento:

 

 

 




Giornale di Sicilia 15-05-2010


Ultimo aggiornamento ( mercoledý 19 maggio 2010 )
 
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