| IT chiede: Linux conviene per PA e PMI? |
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| martedì 09 marzo 2010 | |
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Il Quotidiano di Sicilia è la testata dei gruppi dirigenti ed ogni settimana, 134.000 Imprenditori, Liberi Professionisti, Dirigenti, Funzionari, Parlamentari, Magistrati, Docenti Universitari... lo leggono. Il sito del Quotidiano presenta una serie di blog a tema. Tra questi Lisola Telematica gestito dallamico e bravo Benedetto Motisi, che, da giornalista esperto in telematica, rivolge, sovente, un sguardo particolare al mondo del software libero ed open source. Non possiamo che ringraziare Benedetto per limpegno profuso nella divulgazione di notizie che, validamente, contribuiscono alla diffusione del software libero. Voglio, pure, porgere un sentito e personale ringraziamento a tutta la Redazione e Direzione del Quotidiano di Sicilia. Riporto, di seguito, l'intero articolo che trovate alla Pagina originale di Quotidiano di Sicilia
IT chiede: Linux conviene per PA e PMI? Con il prof.Cantaro
Nella precedente intervista, abbiamo introdotto Linux con il nostro "Virgilinux", il prof.Antonio Cantaro dell'Istituto Majorana di Gela. Il tema centrale di questa seconda chiacchierata, è invece un po' più specifico: ci si chiede che apporto può essere dato dall'Open Source alla Pubblica Amministrazione, cronicamente afflitta da sprechi; e alle Piccole e Medie Imprese, magari giovani, che hanno pochi fondi per iniziare.
1) Abbiamo compreso dalla puntata precedente che il
software Open Source non si paga, è efficiente quanto se non più del
software proprietario. Pensi che sia applicabile per una PA così
anziana come la nostra e abituata a Windows?
Software Open Source non significa necessariamente gratuito. Anzi
se un a persona è in grado di confezionare un software su misura per
una azienda, può farselo pagare, pur partendo da un software gratuito,
a condizione che aperto resti il software modificato e quindi
utilizzabile da altri. Questo significa possibilità di lavoro.Precisato tanto, possiamo affermare che quasi tutto il software
libero e quello Open Source è, generalmente, anche gratuito. Credo non
ci sia nessun problema a fare utilizzare il software gratuito alla
Pubblica Amministrazione, ormai è ancor più intuitivo dei quello
commerciale. Mia figlia ha un suo computer da quando aveva 3 anni. Ha
installato sia Windows che Linux (Edubuntu). Nove volte su 10 entra con
Edubuntu. Significa che lo trova più intuitivo. Basta pensare che in
Windows XP per uscire bisogna prima fare click su Start e questo, se ci
si pensa bene, è un controsenso che, per chi non è assuefatto a
Windows, è una cosa illogica: Start per Uscire? Ma Start non significa
Inizio, Avvio, Partire,
?
2) Proprio in virtù della sua gratuità, quando potrebbe
risparmiare la nostra Regione se non spendesse in costose licenze
software? Lo trovi un progetto realizzabile?
La provincia di Bolzano ha circa 500.000 abitanti e risparmia
(solo per il pubblico) oltre 1.000.000 di euro lanno. La Regione
Sicilia ha circa 5.000.000 di abitanti, quindi, solo per il pubblico
potrebbe risparmiare anche 10.000.000 di euro lanno. Se poi
estendiamo anche ai privati ed alle aziende, ritengo che si potrebbero
superare, tranquillamente, 60.000.000 70.000.000 di euro lanno. A
questo dovremmo aggiungere i computer che con Linux potrebbero rivivere
invece di essere rottamati. Un computer che con Windows Vista è da
buttare, con Linux diventa una macchina perfettamente funzionante e
performante.Il progetto è sicuramente realizzabile, ovviamente serve la
volontà politica (almeno per la Pubblica Amministrazione). Purtroppo il
politico tipo è molto più sensibile ai contratti da milioni di euro
piuttosto che al risparmio di milioni di euro
3) Spiegheresti ai lettori di cosa tratta l'esperimento
della provincia di Bolzano, fatto in questo senso, che ti ha fatto
scattare la molla per diffondere anche nel tuo Istituto il "virus"
dell'Open Source?
Serve solo un gruppo di persone trainanti e la volontà politica.
Basterebbe una semplice leggina di un solo articolo che imponesse luso
del software libero alle Pubbliche Amministrazioni.
4) A proposito, come stanno andando le cose lì a Gela? Ci
sono novità o progetti per la diffusione di Linux in futuro, anche per
le amministrazioni locali?
Ho realizzato un corso gratuito per i dipendenti del Comune di
Gela, relativamente ad alcuni impiegati della ripartizione Manutenzione
e Lavori Pubblici. Mi hanno detto di tantissimi che vorrebbero fare
altrettanto in quanto interessatissimi. Le persone che hanno
frequentato hanno installato Linux nel computer di casa e hanno esposto
in ufficio lattestato di frequenza che ho rilasciato. Si capisce bene
che è bastato dare linput, la motivazione e pochi concetti di base per
accendere linteresse e la voglia di libertà e legalità informatica.In questo momento siamo senza Sindaco, ma dopo le elezioni conto
di realizzare un percorso organico per la conversione, del Comune di
Gela, al software libero. Purtroppo sono solo, ma non mi preoccupo più
di tanto. Anche la Provincia di Caltanissetta si sta interessando al software libero e vuole intraprendere il nostro percorso.
5) Le PMI sarebbero più competitive utilizzando del
software libero, o i tempi e i costi di riconversione sarebbero
ripianati a lungo termine, lasso di tempo che la mentalità da "vivere
alla giornata" imperante non ci permette?
Non vè dubbio che unimpresa non può utilizzare software pirata. Se pensiamo che in un computer serve un sistema operativo (Windows Vista Ultimate Italian SP1 DVD = 340 ), un software per lufficio (Microsoft Office = da 457 - standard, a 778 - Ultimate - IVA esclusa), e
aggiungiamo un antivirus, un software per la masterizzazione; se poi
serve un software per la grafica (Photoshop costa circa 1.200 euro),
magari un software per decomprimere i file, ecc
, la spesa comincia a essere consistente.In conclusione il software indispensabile costa più del computer.
Se mettiamo in conto anche gli aggiornamenti, mi sembra lapalissiano
che ad una media e/o piccola impresa, risparmiare oltre 1000 euro per
computer, oltre i successivi aggiornamenti, farebbe sicuramente molto
comodo, anche in considerazione del momento congiunturale.
6) Hai esempi di PMI siciliane che stanno applicando il software Open Source e Linux con successo?
Non sono addentro nel mondo delle imprese e quindi non saprei
dirti. Di certo posso dirti che la mia scuola ha raddoppiato il numero
di computer acquistati, a parità di spesa, utilizzando software
gratuito e libero. Sono certo che ci saranno, nella realtà regionale,
delle imprese che stanno già adottando il software Open Source o che
stanno seriamente pensando di utilizzarlo.
7) Che parole useresti per convincere un manager statale o
un imprenditore alle prime armi, che volessero, l'uno ripianare il
budget del suo ufficio, e l'altro iniziare la sua attività; che Linux
potrebbe essere un'alternativa davvero valida al software proprietario?
Non bisogna essere GNU-lebani (fondamentalisti). Comincia ad
utilizzare OpenOffice al posto di Office che da solo costa un mare di
soldi. Il tuo dipendente non troverà differenze, sono talmente simili
che nel giro un un giorno o due non sentirà più la mancanza di Word. Se
ha qualche dubbio fagli vedere dei filmati comparativi, come quelli realizzati dall'Istituto Majorana.Magari in un paio dore imparerà tante cose che nemmeno conosceva.
Se non vuoi fidarti di installare OpenOffice, ti propongo delle
versioni utilizzabili senza installazione (direttamente). Una versione su CD (inattaccabile dai virus), e una in chiavetta USB,
addirittura Plus (con molte aggiunte). Se poi vedi che tutto va bene
(OpenOffice apre e scrive anche nei formati Microsoft), allora
installalo permanentemente.
Comincia a usare Firefox, vedrai
che differenza! Puoi avere tutti i componenti aggiuntivi che servono
per migliorare il tuo lavoro on-line. Se ti serve fare grafica, prova
con Gimp, vedrai che è più facile di quanto puoi immaginare.
Non fare altro. Intanto inizia con questo. Se poi ti trovi bene, prova Ubuntu, hai tanti modi per poterlo utilizzare. Per il momento non disinstallare Windows, ci sarà tempo per farlo.
Se hai qualche software specifico di cui non puoi fare a meno e
che non puoi sostituire con un corrispondente software libero, lascia
Windows e Linux in dual-boot, ossia entra con luno o con laltro
secondo le necessità. Ma ricordati che la maggior parte dei computer
vengono usati solo per scrivere delle lettere, fatture, preventivi o
simili, per andare in Internet, per riprodurre qualche file
multimediale e per poco altro.
Ebbene per queste postazioni non troverai nessuna differenza. Anzi
non buttare i vecchi computer ancora funzionanti, se con Windows non
vanno bene, con Linux diventeranno delle schegge. Non credo che ai
tuoi dipendenti, in Ufficio, interessa utilizzare i videogiochi di
ultima generazione nati per essere utilizzati sotto Windows.
Potrei dirti che esistono degli ottimi videogiochi anche 3D per
Linux, che non costano nulla, ma questo ai tuoi dipendenti non lo
diciamo ;)
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| Ultimo aggiornamento ( martedì 09 marzo 2010 ) |
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La provincia di Bolzano ha circa 500.000 abitanti e risparmia
(solo per il pubblico) oltre 1.000.000 di euro lanno. La Regione
Sicilia ha circa 5.000.000 di abitanti, quindi, solo per il pubblico
potrebbe risparmiare anche 10.000.000 di euro lanno. Se poi
estendiamo anche ai privati ed alle aziende, ritengo che si potrebbero
superare, tranquillamente, 60.000.000 70.000.000 di euro lanno. A
questo dovremmo aggiungere i computer che con Linux potrebbero rivivere
invece di essere rottamati. Un computer che con Windows Vista è da
buttare, con Linux diventa una macchina perfettamente funzionante e
performante.
Ho realizzato un corso gratuito per i dipendenti del Comune di
Gela, relativamente ad alcuni impiegati della ripartizione Manutenzione
e Lavori Pubblici. Mi hanno detto di tantissimi che vorrebbero fare
altrettanto in quanto interessatissimi. Le persone che hanno
frequentato hanno installato Linux nel computer di casa e hanno esposto
in ufficio lattestato di frequenza che ho rilasciato. Si capisce bene
che è bastato dare linput, la motivazione e pochi concetti di base per
accendere linteresse e la voglia di libertà e legalità informatica.
Non vè dubbio che unimpresa non può utilizzare software pirata. Se pensiamo che in un computer serve un sistema operativo (
