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Lettera aperta: esperto su software libero PDF Stampa E-mail
domenica 23 marzo 2014

Lettera aperta: esperto su software liberoMi è pervenuta una lettera da parte di una persona esperta in programmazione ed informatica che lavora presso un'azienda privata ed è quindi del "mestiere". La lettera vuol essere un contributo per incoraggiare l'uso di Linux in “simbiosi” con le applicazioni per Windows attraverso Wine. Reputandola interessante, la pubblico integralmente ...

Ecco le righe d'accompagnamento alla lettera: Egregio Dott. Antonio. Le allego un documento in cui illustro la mia esperienza di utilizzo di Ubuntu a livello professionale presso una azienda privata. Ne faccia l'uso che desidera. L'occasione mi è gradita per rivolgerle i miei personali ringraziamenti per il lavoro di divulgazione che svolge. Cordialmente.

 



Lettera aperta sul software libero

 

Egregio Dott. Antonio Cantaro.

Innanzi tutto un sentito grazie per l'opera che sta facendo assieme a tutti i suoi collaboratori, amici e sostenitori per la diffusione e la promozione dell'utilizzo del software libero.

Questo testo, se avrà la pazienza di leggere, non ha alcuna pretesa, ma semplicemente vuol essere il mio modestissimo contributo per incoraggiare l'uso di Linux in “simbiosi” con le applicazioni per Windows attraverso Wine.

Premetto che sono un “addetto al mestiere”. Ho iniziato la mia attività lavorativa come programmatore nel lontano 1977, quando forse, solo gli istituti bancari potevano permettersi l'uso di costosissimi mainframe come l'IBM 370. Programmavo in Cobol e Assembler su schede perforate... preistoria. Tuttavia questa lunga esperienza mi ha permesso di vedere il mondo dell'informatica attraverso un bagaglio di storia con cui posso valutare l'innovazione tecnologica con occhi diversi rispetto a chi la sta vivendo solo da alcuni anni e non ha toccato con mano l'evoluzione che ha avuto l'informatica in tutti questi anni. Professionalmente sono sempre rimasto in ambito IBM sviluppando applicazioni gestionali su Sistemi 34, poi 36, poi AS/400 e iSeries attuali, convivendo nel bene e nel male con i PC in ambiente Microsoft, passando dal DOS a Windows 3.0 fino a Windows 7 (mi sto salvando per ora da Windows 8). Con IBM ho sempre avuto la certezza della compatibilità col regresso e gli investimenti fatti negli anni non sono mai andati persi con l'evolversi della tecnologia, lo stesso non posso dire di casa Microsoft.
In ogni caso però non ho mai usato altri prodotti Microsoft se non i suoi sistemi operativi (per fortuna). Come può ben capire non ho mai nutrito e non nutro grosse simpatie per quest'ultimo.
Per interesse personale tuttavia mi sono avvicinato a Linux con Ubuntu, già dalla versione 6 diversi anni fa. Solo negli ultimi tempi però ho iniziato a considerare questo sistema operativo in modo professionale anche per l'utenza desktop aziendale con la quale ho i rapporti di lavoro.
Le sto scrivendo con un PC acquistato, haimè, con Windows 8 (non c'era altra scelta su questo modello), ma che ho subito “piallato” per far posto a Ubuntustudio (mi dedico anche alla musica).
Tra l'altro sono un sostenitore delle applicazioni Portable che utilizzo ormai da anni con estrema soddisfazione. Con Ubuntu ho trovato “speciale” il connubio con Wine e, le stesse applicazioni portable, che come ho definito all'inizio, sono in ottima “simbiosi” con Linux Ubuntu.

Presso un'utenza aziendale infatti ho installato, tra le tante distro: “Majonix”, soprattutto per l'aspetto grafico accattivante e per la ricchezza delle applicazioni preinstallate, ma potevano essere tante altre le soluzioni che avrei potuto adottare. Allo stato attuale l'utilizzatore sfrutta le applicazioni native Linux per Office (Libre Office) e le applicazioni specifiche sviluppate per Windows attraverso Wine. Alcune sono commerciali, altre free, altre ancora sviluppate dal sottoscritto. Con un tema Wine appropriato non si nota la differenza tra un'applicazione Linux e una Windows. Da ormai un anno opera quotidianamente e non mi è stato segnalato mai alcun problema: utilizza tutte le stampanti e i dispositivi dell'azienda, lavora con il server iSeries e le applicazioni client windows senza alcuna differenza con i colleghi dotati di PC Windows. Vi ho installato i driver ODBC per iSeries e le applicazioni Windows con Wine accedono al DB2 di IBM attraverso questi senza alcun problema.
L'azienda ha acquistato l'hardware con processore Core I7, ma senza sistema operativo, al prezzo di un PC di fascia bassa e non ha da pagare abbonamenti antivirus, licenze Office, ecc.
Per ora è solo un esperimento, ma rispetto ai colleghi che utilizzano Windows, l'utente con il PC Linux, lavora con la macchina più bella e performante di tutta l'azienda, nonostante che in termini economici sia quella che è costata di meno.
Per i puristi dell'informatica libera e di Linux, la mia scelta può sembrare “mostruosa”, quasi un non voler staccare il cordone ombelicale dal mondo Windows. Per certi aspetti è condivisibile, ma con questa soluzione ho creato un precedente che l'azienda ha accolto favorevolmente. Per la prima volta non ho visto i responsabili storcere il naso alla sola parola “Linux”, per la prima volta ho colto l'interesse da parte loro nel voler proseguire su questa strada. Successivamente ho dato nuova vita ad un vecchio portatile che altrimenti sarebbe stato rottamato. Installato Linux da live CD, copia e incolla delle applicazioni Windows necessarie, configurato un paio di lanciatori, configurato una connessione VPN Cisco con il Network Manager integrato in Ubuntu (invece che il client proprietario necessario per Windows) e in un'oretta il vecchio portatile lavorava sia in rete locale che in remoto, esattamente come prima. No, non come prima: non si piantava più!

In conclusione spero che la testimonianza della mia esperienza possa essere di aiuto e di stimolo a qualcun altro che come me vede Linux non come un semplice sistema operativo, ma la vera soluzione verso una tecnologia che non abbia come unico scopo quello di far pagare all'utente sempre le stesse cose anche se vestite in modo diverso. Perché anche prodotti fantastici come Wine possano aiutare a scegliere una soluzione basata su Linux nel rispetto del preesistente, andando incontro all'utente che spesso è restio al cambiamento o che, alla sola ipotesi di Linux, istintivamente pone un rifiuto immaginandolo complesso o troppo difficile da usare. Esperienze come la mia possono, al contrario, convincerlo che Linux non è difficile, che si possono fare le stesse cose che si fanno con Windows e non solo, che Linux non è solo per guru ma è anche e soprattutto per l'utente medio. Un esempio per tutti: con Network Manager ho il controllo completo di tutte le connessioni, con una immediatezza che non ha nulla a che vedere con l'equivalente gestione sconclusionata che si sono inventati in casa Microsoft. Col primo in un attimo ci sono, con Windows tutte le volte devo pensare a come si fa per arrivarci.

Infine le volevo segnalare alcuni ottimi software free, se già non li conosce.

SoftMaker Free Office  su piattaforma Windows, Linux e Mac OSX (esiste anche la versione a pagamento). Le particolarità che ho notato, sebbene abbia meno funzionalità di Libre Office, sono:
  - Miglior compatibilità di impaginazione con i documenti creati con MS Office sia .DOC che .DOCX rispetto a Libre Office (impressione personale attraverso il confronto con diversi documenti originati con MS Office e aperti sia con SoftMaker che con Libre Office)
   - Semplicità d'uso, velocità di apertura e dimensioni del prodotto davvero contenute.
   - Interfaccia molto semplice e molto bella, disponibile in diverse lingue tra cui ovviamente l'italiano.
  - Ha incluso uno strumento per ottenere la versione portable (anche se nella versione Windows basta fare copia e incolla della cartella in cui viene installato).

Pure Basic della francese Fantasie Software. Linguaggio di programmazione like-basic molto completo, semplice e multi piattaforma: per Linux, Windows e Mac OSX, purtroppo a pagamento (non si può avere tutto). I suoi principali pregi:
    - Semplice da utilizzare.
    - Ricchissimo di funzioni integrate (praticamente si può fare di tutto).
   - Licenza d'uso nominativa, ovvero lo può usare solo il titolare ma su tutti i PC che vuole. Io lo uso da diversi anni e ho diritto ad utilizzare tutte le versioni successive al quella acquistata senza alcun supplemento.
   - Costo della licenza d'uso irrisoria (poche decine di Euro).
   - Stesso codice per Windows, Linux e Mac OSX.
   - Crea eseguibili piccolissimi e stand-alone (un click sull'oggetto compilato e funziona!)
  - Ambiente di sviluppo in diverse lingue tra cui anche l'italiano, purtroppo l'help, molto completo e ricco di esempi è solo in inglese (ma forse è meglio perché è sicuramente più chiaro e non incorre negli strafalcioni di traduzione che in ambito linguaggio tecnico sono abbastanza soventi).

Rinnovandole le mie congratulazioni, la mia stima e il mio apprezzamento per quanto svolge, la saluto cordialmente.

Enrico Platani

Campagnola Emilia, 21 marzo 2014

 



Ringrazio, sentitamente, Enrico per avere riportato la sua esperienza professionale, sull'utilizzazione del software libero, che, di certo, sarà guida per molti.



 

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