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Anche la Spagna risparmia ma l'Italia NO PDF Stampa E-mail
lunedì 28 luglio 2014

Anche la Spagna risparmia ma l'Italia NOValencia, regione autonoma della Spagna utilizza Linux, in oltre 110.000 PC nelle scuole, risparmiando circa 36 milioni di euro. La distribuzione Lliurex è gestita attraverso il Ministero delle Finanze e quindi dalla Pubblica Amministrazione. Ma la cosa non è isolata, ormai molte nazioni stanno passando a Linux ma l'Italia? L'Italia no. Come se avessimo ancora soldi da buttare allegramente ...

Ormai moltissime nazioni a livello mondiale stanno passando a Linux e noi ci ostiniamo a pagare tutto e pure profumatamente, rischiando pure di restare isolati nello scambio di documentazione elettronica internazionale. Oltre il danno, anche la beffa.

 

I fatti concreti

Motivi diversi, ma tutti validi, spingono le nazioni a passare a Linux ed al software libero ed open source: sicurezza, risparmio, indipendenza informatica, ecc..

Nella pagina sotto linkata trovate solo alcuni nazioni che hanno iniziato questo percorso:

Notizie Informatica

Anche Valencia, realizzando questa distribuzione Linux, su misura è riuscita ad ottenere tanto successo:

Valencia Linux school distro saves 36 million euro

Dire che si tratta di piccole parti del territorio, pensate se l'intera nazione passasse al software libero, allora le cifre sarebbero a nove zeri.



 

Ma l'Italia quando inizierà?

Purtroppo, in Italia, si registra solo qualche caso sporadico di adozione del software libero nella Pubblica Amministrazione, come la Provincia di Bolzano, dove con l'utilizzo del software libero, risparmiano 1.000.000 di euro l'anno. Se l'Italia adottasse il software libero, risparmierebbe miliardi di euro l'anno e, con i tempi che corrono, la cosa sarebbe veramente auspicabile.

Ma come ribadisco, da tanti anni, in Italia, per molti politici ed amministratori, una cosa è offrire loro milioni di euro di risparmio, ben altra cosa è offrire loro contratti da milioni di euro .... La cronaca giudiziaria è ricca di notizie in merito ...

Ma possibile che nessuno dei tanti consulenti politici riesca a suggerire l'adozione del software libero al governo? Noi facciamo il possibile:

Software Libero anche l'Italia si è Decisa?

Al Governo siamo arrivati ed ora vediamo

Evidentemente con successo insufficiente. Magari qualche amico diretto dei nostri governanti, potrebbe suggerire loro di passare al software libero, magari ottenendo maggiore riscontro.

 


 

Consigli pratici, al Governo, per passare al software libero 

Le cose, però non vanno fatte all'italiana, ma con un minimo di razionalità. In Italia spesso con un decreto o una disposizione legislativa, si pensa di risolvere i problemi, ma, così facendo, si complica solamente la vita ai cittadini senza ottenere benefici. Qualche esempio? Nelle scuole è stato imposto l'uso del registro elettronico ma ci si è fermati solo all'imposizione e le scuole si sono trovate nel caos. Le scuole, di conseguenza, hanno acquistato (spendendo, ognuna, un mare di soldi) dei programmi (da privati), alcuni dei quali farraginosi, poco efficaci, poco efficienti e pieni di bug (errori). Peraltro ogni scuola ha scelto il software in modo autonomo (sarebbe bastato un software, ben fatto, per tutte le scuole). 

Propongo che lo Stato costituisca un gruppo tecnico formato da 5-10 elementi che siano in gamba e dignitosamente pagati. Tali dipendenti tecnici non debbono essere scelti dai politici, altrimenti, di sicuro, il clientelismo la farebbe da padrone ed il gruppo diventerebbe formato da centinai se non miglia di tecnici incompetenti ed improduttivi, assunti solo per raccomandazione. Quindi una selezione seria di gente in gamba destinata a produrre software per la scuola (registro elettronico, scrutini, ecc..) e per gli uffici pubblici in generale (protocollo, fatturazione, stipendi, elezioni, ecc..). Già esistono delle basi ed applicazioni open source, quindi basterebbe acquisirle (liberamente) ed adattarle alle effettive necessità della pubblica amministrazione. I dipendenti pubblici sarebbero ben lieti di suggerire, al gruppo tecnico, le caratteristiche specificatamente richieste e verrebbe prodotto, di sicuro, software di alta qualità ed efficienza.

Il gruppo tecnico non dovrebbe essere selezionato con le solite prove d'esame utilizzate dalla pubblica amministrazione, altrimenti non si risolverebbe proprio nulla. Degli esempi pratici? Li fornisco subito nel settore dell'insegnamento. Ad esempio gli esami per ottenere una cattedra si basano, in larga misura, su prove specifiche della materia interessata. Ma se io sono un ingegnere a che serve farmi un esame tecnico? Ho già una laurea con un voto di laurea e magari ho già sostenuto un esame di stato per lo svolgimento della professione. Le prove nozionistiche di cultura generale non servono a nulla (nel campo dell'informatica), magari, esagerando, mi chiedo a che serve sapere a che ora e dove Garibaldi faceva la pipì pomeridiana? Sono convinto che Einstein, sicuramente lo scienziato del millennio, magari come professore di istituti tecnici avrebbe ricevuto solo pomodori in faccia. Allora per selezionare un professore, basterebbe prendere una decina di persone esterne e il candidato professore dovrebbe fare loro una lezione. Dopo la lezione andrebbero interrogati gli allievi e non il docente. Se gli allievi hanno capito la lezione l'aspirante docente supera il concorso, viceversa dovrà cambiare mestiere, magari andrà a fare il ricercatore o il professionista. Infatti si trovano docenti che, pur conoscendo la materia, non sanno insegnare in quanto incapaci di comunicare le conoscenze. Si trovano dirigenti scolastici a cui non farei dirigere neppure il traffico di biciclette in una strada di campagna.

Quindi bisognerebbe selezionare un ottimo gruppo tecnico imponendo, per il concorso, delle prove consistenti nella realizzazione di software ed applicazioni amministrative specifiche. Dopo che il gruppo avrebbe iniziato a produrre il software necessario (anche per comparti) basterebbe divulgare, una legge dello Stato con la quale imporre agli uffici della Pubblica amministrazione l'utilizzazione di tale software auto-prodotto. Progressivamente verrebbero interessati tutti i settori, ad iniziare da quelli che più spendono in software. Si otterrebbe la libertà informatica non dovendo dipendere dagli umori delle multinazionali del software. Si otterrebbe l'efficienza del prodotto, l'interscambio dei dati, tra i diversi settori pubblici, un enorme risparmio (diversi miliardi di euro) ed il tutto con una spesa, nel confronto degli attuali costi, del tutto ridicola.

Già in passato avevo fornito dei consigli per passare al software libero:

Guida al software libero aziende e privati

Mi risulta che molti privati ed aziende abbiano seguito le indicazioni, ma sembra che nessun ufficio pubblico abbia adottato questi suggerimenti.

Tempo addietro avevo effettuato un corso gratuito, per dipendenti comunali, sull'uso di Linux e LibreOffice. Sapete com'è finita? Molti dipendenti che hanno partecipato al corso, hanno iniziato ad utilizzare il software libero in casa loro, ma al comune non è cambiato nulla: solo software proprietario che costa proprio tanto. Ma, come si sa, in Italia, basta aumentare le tasse e tutto si risolve. Ma per quanto ancora può durare tale pressione fiscale? A che serve aumentare le tasse se siamo davanti ad un colabrodo? Più acqua entra e tanta di più ne esce, vedasi debito pubblico che continua ad aumentare pur essendo arrivati al record della tassazione che, ormai, tocca limiti assurdi ed insostenibili.

Se qualche lettore conosce un politico di rango, lo invitasse a leggere quest'articolo e lo convincesse ad agire in questa direzione: farebbe, sicuramente un bene alla collettività ed alle finanze dello Stato.

Grazie per l'attenzione e scusate lo sfogo. 

 


 

Sperimentazione e collaborazione

Di fatto, negli uffici pubblici, oltre il 90% dei dipendenti utilizzano il computer per la posta, internet e videoscrittura, mentre nelle scuole, con riferimento alla didattica, per esercitazioni e giochi didattici.

Ebbene siamo pronti e disponibili, senza chiedere alcun compenso a fornire la nostra esperienza maturata in tanti anni. Ormai, da tanto tempo, realizziamo versioni italiane personalizzate ed arricchite di Linux:

Tutte le nostre Ubuntu plus remix italiane

pertanto, siamo nelle condizioni di fornire versioni diverse e mirate di Linux per gli uffici della pubblica amministrazione, per le scuole dell'infanzia, medie inferiori e medie superiori ed università. Il tutto in pochi giorni e senza problemi.

Peraltro utilizzare Linux, ormai è semplice quanto e più di Windows, in particolare distribuzioni come Ubuntu, Mint ed altre sono particolarmente intuitive e facili da utilizzare fin da subito.

Offriamo, pure, disponibili, in forma libera e gratuita, le nostre videoguide, peraltro largamente suggerite dai siti dei maggiori progetti di software libero:

SITI UFFICIALI che pubblicano le nostre VIDEOGUIDE

Un dipendente pubblico in meno di un paio d'ore sarà in condizione di potere utilizzare Linux e la videoscrittura senza sentirsi a disagio. In particolare suggerisco:

Ubuntu Primi Passi - Videoguide italiane

OpenOffice 3.3.0 facile con 21 video guide

Rammento che, nell'utilizzazione, OpenOffice e LibreOffice sono, praticamente identici.

In conclusione, la nostra disponibilità è totale ed anche il nostro Forum è in grado di offrire (sempre liberamente) il supporto necessario. Anche degli esperimenti in enti pilota sarebbero un buon inizio.

Nella nostra scuola abbiamo già iniziato da tempo:

Non credo manchi nulla ed allora:

signori politici ed amministratori

noi siamo pronti quando volete possiamo iniziare, dipende solo ed esclusivamente da voi e non costa nulla.




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Ultimo aggiornamento ( domenica 07 giugno 2015 )
 

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