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Norme Cookie, dal 2 giugno guai per tutti PDF Stampa E-mail
domenica 24 maggio 2015

Norme Cookie, dal 3 giugno guai per tuttiDal 2 giugno 2015 entra in vigore, anche in Italia, la nuova normativa sui Cookie e quindi anche sulla Privacy.  Ma siamo sicuri che è cosa buona e giusta? Non è che saranno più i problemi dei benefici? Le nuove norme sono efficaci?  Se ho una mosca in camera vale la pena demolire la casa per ammazzarla, col rischio che scappi ugualmente dalla fessura? Vedremo di dare delle risposte a queste domande  ...

Analizzeremo il problema sia dal punto di vista del navigatore, sia dal punto di vista di che gestisce un sito-blog-forum o pagina web in generale.

 

Ma che cosa sono questi cookie?

I cookie (biscotto) o cookies (biscotti) sono piccoli file di testo (lettere e/o numeri) che i siti web, quando visitati trasmettono al computer (tablet, smartphone, ecc…) dell’utente. I cookie vengono memorizzati dal browser (Firefox, Internet Explorer, Chrome, Opera, ecc…) quali informazioni da riutilizzare nel corso della visita al sito (cookie di sessione) o in sessioni successive, anche a distanza di tempo (cookie persistenti). Queste informazioni possono essere di grande utilità per facilitare la navigazione dell'utente.

Vi è capitato di visitare un sito che offre la possibilità di sceglie il colore di sottofondo o la grandezza delle scritte? Magari scegliamo le impostazioni grafiche che più ci piacciono. Ebbene queste impostazioni vengono inserite in un cookie. La volta successiva che visiteremo lo stesso sito ci troveremo (grazie al cookie memorizzato) le impostazioni che avevano scelto in precedenza.

 Vi è capitato di effettuare il login in un forum? Per farlo dobbiamo inserire un nome utente ed una password. Se torniamo nel forum, anche tempo dopo, ci troveremo già dentro senza effettuare il login o quanto minimo avremo nome utente e password già impostate e basterà un click per entrare. Ebbene questo è possibile grazie ai cookies.

Potrei continuare con mille altri esempi, ma ormai la cosa è chiara, i cookies aiutano l'utente e ne facilitano enormemente la navigazione. 

Fino ad ora ho proposto esempi sui così detti Cookies Tecnici. Adesso farò qualche esempio sui Cookies di Profilazione. Avrete notato che quasi tutti i siti hanno dei banner pubblicitari. I più diffusi sono quelli gestiti dal servizio AdSense di Google. Ebbene questi banner pubblicitari (meglio AdSense) seguono l'utente nella navigazione e, per farlo, utilizzano dei cookie detti di Profilazione. Qui si è scatenato il putiferio. Ma capiamo meglio di che si tratta. I cookie di Profilazione non sono una scheda segnaletica e non rubano nulla a nessuno. Non sono virus e non danneggiano nulla. Essi non contengono la foto dell'utente, il suo nome e cognome e neppure la sua e-mail o altri dati personali, ma semplicemente indicano che l'utente ha visitato un sito che magari parla d'informatica. In questo caso Google apprende che un utente generico che utilizza quel computer (non quindi il suo nome o i suoi dati personali) probabilmente ha interessi nel campo dell'informatica. A questo punto, i banner pubblicitari che appariranno in quel computer, magari, saranno quelli che pubblicizzano un hard disk o un monitor o un computer o cose del genere. Senza il cookie di profilazione, la pubblicità arriverebbe ugualmente, ma non conoscendo gli interessi dell'utente, proporrebbe la pubblicità di vino ad un utente che è astemio e a cui di vini non interessa un bel niente.

Allora perché demonizzare questi cookie che possono proporvi della pubblicità intelligente? Chi gestisce un sito inserisce il banner pubblicitario per incassare qualche misero soldo (che normalmente, non copre neppure i costi di gestione di un sito). Chi inserisce la pubblicità paga sapendo che il suo messaggio arriverà ad utenti interessati al prodotto. Pagherebbe meno se la pubblicità fosse diffusa a caso e quindi anche ad utenti che non sono interessati al suo prodotto. In definitiva, la pubblicità mirata è più efficace e conviene all'utente, al gestore del sito, al gestore della pubblicità (Google) e all'azienda che pubblicizza il prodotto.   

Non acconsentire ai cookie di profilazione, quindi, non significa non avere più il banner pubblicitario, ma solamente avere lo stesso banner pubblicitario, ma con pubblicità generica, trattante prodotti senza interesse per l'utente medesimo. Peraltro non possiamo opporci alla pubblicità, si andrebbe indietro ed in regressione. Immaginate di tornare alla TV con la sola RAI e magari senza pubblicità. Si dovrebbe pagare un canone ancora più salato per avere solo RAI 1. Lo stesso vale per internet, oggi nessuno paga per navigare in un sito. Se internet, oggi, dovesse fare a meno della pubblicità, allora si avrebbero solo pochi siti e magari mal gestisti. Ovviamente ci vuole misura, quei siti pieni di pubblicità che spunta da tutte le parti e spesso invasiva all'inverosimile, non sono certo cosa bella. Ma questo dipende dalla sensibilità del gestore del sito non certo dal cookie di profilazione.

I cookies di profilazione non sono solo quelli relativi ai banner pubblicitari, ma anche ai servizi di statistica esterni (Google Analytics), ai bottoni "mi piace" o di "condivisione" del social (Facebook, Google+, Twitter, ecc..), le mappe di Goole se inserite in una pagina web, i filmati di youtube se inseriti in una pagina web, ecc... - praticamente un mare di servizi, utilissimi ed irrinunciabili, utilizzano i cookies di profilazione per offrire servizi più efficaci all'utente medesimo. Gli stessi motori di ricerca sono i primi a profilare l'utente, che facciamo rinunciamo a Google ed agli altri?     


Quali guai produrrà la normativa sui Cookie?

A mio avviso la normativa sui cookies produrrà effetti negativi sugli utenti, sui gestori di siti-blog ed anche alle aziende. Vediamo quali.

Utenti del web (navigatori) - Gli utenti entrando in un sito che utilizza cookie di profilazione si vedranno un banner in bella vista che chiede di acconsentire all'uso dei cookies. Ovviamente l'utente medio che non conosce il significato di cookie di profilazione si spaventerà e cambierà sito. Certo può sempre leggere l'informativa estesa, ma dopo, magari sarà più confuso che persuaso. Il povero utente, allora cambierà sito, ma la quasi totalità dei siti utilizza i cookies di profilazione. In pratica o accetta o non naviga. Tanto vale rinunciare ad internet. Parlo dell'utente medio o alle prime armi che prima si allarma per i cookie di profilazione  e poi, magari ingenuamente, fornisce, nel suo profilo facebook (o altri social), dati personali e sensibili quali nome, cognome, età, luogo di residenza, telefono, indirizzo e-mail, dichiarazione dei redditi, quello che ha mangiato a pranzo e se ha litigato con la moglie. In definitiva, l'utente medio perderà la libertà di navigazione. Vale la pena rinunciare alla libertà di scelta solo per ricevere pubblicità generica al posto di quella intelligente? Ma anche l'utente avanzato si scoccerà a forza di autorizzare i cookie per ogni sito che visiterà. Se poi si cancellano i cookie o si cambia browser, allora si dovrà nuovamente autorizzare i cookie per ogni sito, anche per quelli già, in precedenza, autorizzati. Questo non significa consapevolezza ma solo tartassamento.  

Aziende che inseriscono la pubblicità - Le aziende che inseriscono la pubblicità nel web avranno un decadimento delle vendite, in quanto la pubblicità non potrà essere ben indirizzata, di conseguenza pagheranno meno per tale servizio e vendendo meno aumenteranno gli effetti della crisi, con conseguente ulteriore riduzione dei consumi interni. Vale la pena affossare ancor più le aziende? Minore vendite significa maggiori licenziamenti

Aziende che gestiscono la pubblicità - Le grosse aziende che gestiscono la pubblicità (Google per prima), offrono tantissimi utili servizi: mail, statistiche, filmati (Youtube), immagini, calendari, storage, motori di ricerca e tantissimo altro ancora. Questi servizi costano, anche in termini di ricerca ed innovazione. Diminuendo i profitti (pubblicità) diminuiranno anche i servizi offerti, sia in quantità, sia in qualità. Anche in questo caso aumenterà la disoccupazione (licenziamenti).

Gestori dei siti web o blog - I gestori di siti, blog, forum, pagine web, ecc..., dovranno adeguarsi alla nuova normativa sui cookies. Dovranno fornire una informativa estesa (vedi la nostra) e se in presenza di cookie di profilazione dovranno bloccare la scrittura di tali cookies prima del consenso. Il nostro sito non utilizza per proprio conto i cookies di profilazione ma come quasi tutti i siti utilizza servizi esterni che, in generale potrebbero essere: statistiche, bottoni di condivisione dei social, barra del cerca Google, banner pubblicitari, ecc... In questo caso si parla di cookies di "Terze parti", ossia cookies utilizzati da altri (gestori dei servizi). I cookies di terze parti sono quasi sempre di profilazione. Per i cookies di terze parti non è chiaro se il consenso lo debba chiedere il gestore del sito o dei servizi terze parti. Inoltre la normativa non è chiara su qualche punto e le relative istruzioni ufficiali, in merito, si contraddicono. Morale, ad oggi nessun sito (o quasi) per quanto importante è a regola con l'interpretazione rigida della normativa, anche perché non si trovano soluzioni tecniche per applicarla. Una sola cosa è chiara e certa: la sanzione, da 6.000 a 120.000 euro di multa per chi non si adegua. 

Aggiornamento al 18 giugno 2015: fermo restando che la normativa ufficiale è poco chiara e contraddittoria, sono state rilasciate, dal garante, dei chiarimenti, sempre poco chiari, che, pare, impongano il blocco dei cookies di terze parti, se di profilazione, al povero gestore del sito o blog o forum o pagina web in genere. Questa è una cosa assurda, come si può controllare quello che fanno gli altri? Peraltro la cosa risulta, tecnicamente, estremamente difficile.    

 

Conclusioni

Nel maggio del 2011 l'Europa ha approvato la legge sui cookie. A giugno del 2012 l'Italia l'ha recepita, modificandola e disponendo che gli effetti inizieranno il 2 giugno 2015. Ovviamente l'Italia ci ha messo quel tantino in più che l'ha resa, tecnicamente, di difficilissima applicazione. Ad oggi ho visitato centinaia di siti, blog e forum in cui si parla dell'argomento e, in definitiva si legge solo preoccupazione, paura, confusione e mancanza di soluzioni tecniche.
 
L'Europa, come al solito, si occupa di cose minuscole e trascura le montagne. Magari troviamo leggi europee che impongono il colore del fiocco della confezione regalo, ma poi, tralasciano il problema della disuccupazione, della crisi, dell'immigrazione clandestina ed altri argomenti importanti e scottanti. Allo stesso modo hanno partorito la legge sui cookie senza pensare in quali difficoltà avrebbero messo coloro che hanno un sito web. Speriamo che la norma non si applichi alle pagine facebook, o Google+, o Twitter i Youtube ed altri Social, altrimenti, praticamente, tutti i cittadini saranno passibili di sanzioni e multe salatissime. 

Mi chiedo, ma che motivo c'era? Peraltro, ormai, i cookies stanno andando in pensione in quanto i metodi di tracciamento delle abitudini degli utenti si sono evoluti notevolmente. Di certo la tecnologia è molto, ma molto più veloce della burocrazia. I cookies stanno per essere abbandonati e loro divulgano la legge sui cookie, mentre saremo sempre tracciati ed anche meglio in altri modi. Quindi tutto questo trambusto per niente. Solo guai per tutti noi senza un valido riscontro positivo.

Io, in prima persona, andrò a chiudere 5 siti-blog che avevo creato, nel dubbio è meglio chiudere. Per il Majorana (informatica Libera), probabilmente eliminerò diversi servizi, quali le statistiche (utilissime per capire l'andamento del sito e dei contenuti), forse la barra del cerca ed i bottoni per i social ed altro. Credo che alla stesso modo ragioneranno in molti. In conclusione saranno tantissimi i siti, blog, forum, ecc... che dovendo eliminare i banner pubblicitari (che, se pure in modo modesto, aiutavano a sostenere le spese di gestione) chiuderanno per evitare le multe salatissime. Quindi saranno tanti gli utenti che si sentiranno limitati e con meno libertà.

Qualcuno in rete ha scritto: niente, niente è un modo per far cassa? Pagheranno i soliti poveri cristi?

Più si va avanti e più andiamo indietro, invece di semplificare e rilanciare interessi ed economia, si fa di tutto per distruggere ogni cosa. In fondo chiudere un sito richiede 10 secondi, mentre è costato anni di lavoro svolto senza compenso e solo per passione. Ma questo a loro non interessa. Però, prima o poi la gente non ci starà più, invece di uno Stato di diritto stiamo diventando uno Stato d'oppressione.

Sentite condoglianze al WEB.

Di fatto stanno rendendo la vita impossibile. Poi si chiedono perché le imprese ed i cervelli vanno all'estero. Un sito come il nostro (e ce ne sono tanti) che liberamente e gratuitamente contribuisce alla diffusione dell'informatica, senza chiedere nulla a nessuno e senza richiedere un solo centesimo dallo stato, invece di ottenere riconoscimenti in quanto fa quello che dovrebbe fare lo stato (e che non fa) viene messo nelle condizioni di pensare alla chiusura. Poi si lavano la bocca con la digitalizzazione: ma mi faccia il piacere ... (come diceva Totò).

Ma i sacrifici sono necessari: certo quando servono. 

Nel nostro caso non servono proprio a nulla, infatti i cookies sono ormai una tecnologia in fase di dismissione. Oggi i colossi dell'informatica hanno ben altri mezzi per tracciare (veramente) l'utente. Vi rimando a questo articolo:

Addio cookie, la nuova era del tracciamento online

Quindi tutto questo manicomio per nulla. Tutti questi guai per una cosa ormai obsoleta ed in fase di dismissione. Ma i veri controlli sulla privacy come mai non li fanno? Il grande orecchio (Echelon)? Le intercettazioni telefoniche su vasta scala (con diffusione di notizie anche private e non significative per l'inchiesta)? La nuova normativa che permette il controllo del lavoratore anche con apparati informatici (magri permettendo una telecamera nel gabinetto)? Le telecamere sparse in tutte le città e in tutti i negozi? I sistemi di localizzazione GPS degli smatphone? Quando mai, le cose serie non si toccano? Troppo pericolose? Meglio i cookie e mettiamo al tappeto il povero gestore di un sito che tanto può solo subire.

Dire che diversi esperti ventilano il dubbio che il garante non aveva avuto il mandato per modificare la legge sui cookie e quindi imporre il blocco preventivo degli stessi, paventando la nullità di siffatto provvedimento. A tal proposito vi rimando all'interessantissimo articolo:

Cookie: la disciplina applicabile e le criticità del provvedimento del Garante

L'Inghilterra che è la nazione più intransigente in materia di privacy, aveva imposto il blocco preventivo dei cookies, ma dopo un brevissimo periodo di tempo, constatato i problemi che creava a tutti, ha fatto marcia indietro allineandosi agli altri. L'Italia farà lo stesso? Ci ripenserà? Credo proprio di no, l'Italia è l'Italia e quando si tratta di massacrare il cittadino e le piccole e medie imprese, è sempre al primo posto. Congratulazioni Italia.

Resta viva la speranza, seppur flebile, che vengano forniti i chiarimenti e le indicazioni necessari per consentire a quanti vogliono rispettare la legge di poterlo fare senza dovere chiudere i battenti.




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Norme Cookie, dal 3 giugno iniziano i guai per tutti

 
Ultimo aggiornamento ( martedý 11 agosto 2015 )
 

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