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venerdì 18 gennaio 2008

Linux & Co, tutto  gratis...

Ma com’è possibile che la gente non si rende conto di avere “tanto” software libero a portata di mano e gratuitamente e paga profumatamente le licenze di “tanto” software commerciale, per avere le stesse prestazioni e spesso pure inferiori? Molti di voi non sono a conoscenza che il nostro istituto “E. Majorana”, su iniziativa del Prof. Ing. Antonio CANTARO, sta portando avanti un

progetto dedicato al software libero (open source).   Il progetto è ambizioso ma fattibile. Ecco casa dice il docente fautore dell’iniziativa:

          “ … Probabilmente siamo l’unica scuola della Sicilia o almeno una delle pochissime, ad avere un’aula computer, da 16 postazioni, funzionante completamente ed esclusivamente col software libero, ovvero Linux in versione Debian (Ubuntu 7.10), OpenOffice & Co. Quali sono i vantaggi?  Vi narro, per iniziare, un piccolo aneddoto.  Verso ottobre del 2007, sono venuto a conoscenza che la nostra scuola era in procinto di ricevere una fornitura di computer per la nuova aula d’informatica. Il nuovo Dirigente scolastico, Prof. Vito PARISI, venuto a conoscenza delle mie competenze nel settore, mi chiese di dare un’occhiata al contratto di fornitura. Erano previsti un totale di otto computer con relativo software a pagamento. Troppo pochi per avere un’aula in grado di ospitare una classe. Sapete com’è finita? Con gli stessi soldi, grazie anche al vincitore della gara, Sig. Barone di Gela, i computer sono diventati ben 16 (dico sedici), in grado di soddisfare appieno i bisogni di un’intera classe. Vi chiederete come abbiamo fatto. Semplice, abbiamo sostituito tutto il software a pagamento previsto dalla fornitura (che poi non era neppure molto, sempre per questioni economiche) con software libero e gratuito. Quindi, prima ancora che il progetto “software libero” decollasse, abbiamo ottenuto, praticamente, il raddoppio delle postazioni computer. …”     

Di seguito riporteremo alcune parti del progetto "Software Libero". Per la versione integrale, con gli studi economico-statistici,  fare clic sul sottostante bottone

 
 


            “…. Il progetto si prefigge lo scopo di rendere la scuola fruitrice e promotrice  delle libere risorse software (open source) oggi copiosamente disponibili e di ottima qualità.

            Tanto produrrà diversi effetti estremamente positivi sia in termini economici, quanto didattici, nonché formativi. Di seguito gli obiettivi principali.

1) - Abnorme risparmio economico, in termini di acquisto ed aggiornamento di software. Un computer per potere funzionare necessita almeno di un sistema operativo – fino ad oggi praticamente Windows - ed un  software tipo Office – fino ad oggi con monopolio Microsoft Office. Per una utilizzazione del computer che vada appena oltre queste necessità primarie, bisognerà istallare un antivirus, un prodotto per la masterizzazione, uno per la grafica, uno per il disegno “CAD” e tanti altri alla bisogna, secondo le esigenze operative. Col software open source tutto è gratuito. Si otterrà un risparmio di primo impianto variabile da un minimo di € 300,00, fino a svarite migliaia di euro per ogni computer. Successivamente si otterrà di un risparmio minimo di almeno € 100,00 per computer e per anno che potrà arrivare a svariate centinaia di euro, secondo il  software installato.

2) – Possibilità di utilizzare hardware, anche datato, che risulta vetusto per la folle corsa alle prestazioni esasperate proposte dalle software-house e dai produttori di hardware. Oggi si tende a definire vetusto un computer dopo solo pochi mesi dall’acquisto in quanto si è innescata una corsa al superfluo che viene presentato come necessità. Effetti grafici stupefacenti ma di nessun riscontro pratico, video giochi esasperati ma che nulla interessano nel campo del lavoro, della produzione e dell’ufficio. Tale hardware, erroneamente considerato datato, si dimostra perfettamente utilizzabile col software open source. Quindi possibilità di riutilizzare quanto depositato in magazzino o quanto si può ottenere in donazione dalla imprese e dalle industrie presenti nel territorio.

3) – Entrate economiche per le scarne casse scolastiche derivanti dall’attività di formazione del personale degli Enti Locali. La scuola, infatti, potrà formare il personale, di altre pubbliche amministrazioni, all’utilizzo dell’open source. Si avrebbe il duplice effetto di ottenere risorse finanziarie e consentire un enorme risparmio alle medesime amministrazioni. Tanto, in un secondo momento, potrà estendersi all’intero territorio (imprese, professionisti, ecc…).

4) – Formazione dei docenti interessati e degli studenti motivati. Dapprima un limitato numero che poi si auto-espanderà e si diramerà nel territorio, sia all’interno della scuola, quanto nell’ambito ad essa esterno. In definitiva otterremo docenti con conoscenze adeguate all’attualità ed alunni qualificati nel campo dell’open source,  in grado di crearsi un lavoro redditizio in forma propria ed autonoma nel campo del servizi, ovvero l’occupazione, ormai, più disponibile nell’ambito dell’attuale e del futuro mondo del lavoro.”

….. omissis …..

     “…. Il  progetto in trattazione prevede interventi di diversa valenza ed entità, proponendosi obiettivi a breve, medio e lungo termine.

    BREVE TERMINE. Il referente prof. Cantaro, costituirà, nell’immediato,  un gruppo di lavoro formato da cinque docenti e dieci alunni. I docenti saranno scelti tra i più motivati che, peraltro, hanno già espresso, allo scrivente, il loro interesse fornendo la completa disponibilità. Gli alunni saranno scelti secondo il loro specifico interesse nonché in considerazione del merito scolastico. Potranno partecipare anche alunni dei primi anni che costituiranno la forza più longeva per durata e permanenza, necessaria per gli obiettivi a medio e lungo termine. Il prof. Cantaro sarà il docente di un corso per l’apprendimento e l’utilizzazione del software open source. Il corso avrà una durata di 30 ore e sarà effettuato in orario extra-scolastico, nelle aule d’informatica della scuola. Al termine del corso i partecipanti saranno competenti nell’utilizzazione e nella divulgazione del open source. Si potrà utilizzare l’aula multimediale  “Pippo Trovato” che si sta già attrezzando con hardware privo di software commerciale, cominciando quindi ad ottenere un notevole risparmio di risorse economiche immediate utilizzando software open source.

            MEDIO TERMINE. I docenti e gli alunni formati durante il corso, di cui al precedente punto “breve termine”, attiveranno repliche del corso medesimo, rivolto ad ulteriori gruppi, aventi composizione similare per numero e tipologia di partecipanti. Ogni docente disporrà di due alunni in veste di assistenti. Pertanto si avranno 5 gruppi di docenza costituiti da tre elementi cadauno (un docente professore e due alunni assistenti). Saturate le richieste interne all’Istituto Majorana, i gruppi di docenza più impegnati e risoluti contatteranno le altre scuole del territorio e le pubbliche amministrazioni locali,  per organizzare corsi di alfabetizzazione ed utilizzazione dell’open source. In questa fase avrà origine la divulgazione verso l’esterno con ricadute economiche positive per la scuola. Oltre ai docenti verranno pagati pure gli alunni assistenti che avranno l’opportunità di formarsi nella trasmissione delle conoscenze.  

            LUNGO TERMINE. Qualora le  precedenti fasi si dimostrassero efficaci  la dirigenza, chiederebbe agli organi superiori, la realizzazione di un centro di divulgazione con valenza tanto provinciale, quanto regionale, avente l’obiettivo di introdurre l’utilizzazione del software open source nell’ambio delle scuole della Regione Siciliana, nonché degli uffici della PP.AA. Tale divulgazione avverrebbe a mezzo di corsi tenuti  dal centro di divulgazione. I corsi potrebbero essere attivati, anche per i privati interessati. Lo stesso centro fornirebbe l’assistenza a lungo termine sia per via internet che telefonica, garantendo, alla scuola, entrate economiche continuative. Direttore tecnico del centro di divulgazione, sarebbe lo scrivente prof. Cantaro, che, su autorizzazione dei superiori organi competenti, risulterebbe occupato a tempo pieno nell’attività del centro stesso, ovvero organizzazione, supervisione, pubblicizzazione, diffusione ed assistenza al servizio e dei corsi in ambito regionale.  ….”

….. omissis …..

    “… Risulta pacifico che gli interessi in gioco per l’acquisto del software sono ingenti. La scuola, se riuscirà ad approfittare delle opportunità palesemente esistenti, potrà prendere ben tre piccioni con una sol fava. In definitiva e nel solo ambito regionale, se pure in ipotesi teorica, per quanto verosimile, potrebbe:

1 – risparmiare 2.200.000 di euro l’anno, per il non acquisto di software

      commerciale (proprietario);

2 – guadagnare 1.000.000 di euro l’anno, fornendo istruzione ed assistenza agli  enti locali;

3 -  formare i docenti e soprattutto gli alunni in materia di software libero, fornendo le armi per combattere, almeno in parte, la cronica disoccupazione e la sfiducia nei confronti del mondo del lavoro. Tanto in considerazione che le cifre complessive inerenti l’utilizzazione del software a pagamento (commerciale), in ambito regionale, considerando sia il pubblico quanto il privato, ammontano a non meno di € 9.000.000 (diconsi novemilioni di euro, sicuramente sottostimati).

    Pur tuttavia  se le superiori cifre sono ambizione, anche il raggiungimento del solo 30% degli obiettivi ipotizzati, seppure nel corso di alcuni anni, significherebbe una notevole vittoria ed avrebbe dato origine ad un’inversione di tendenza che vede il sud e la Sicilia in particolare, quale cenerentola delle regioni per sviluppo ed intraprendenza. Con la dovuta diffusione di questa iniziativa, anche con l’ausilio dei media, si otterrebbe, oltre un consistente risparmio economico, anche una rivalutazione, estremamente positiva, dell’immagine della scuola, della città e dell’intera regione siciliana.

            L’unica cosa che non deve mancare è il coraggio, anche se l’obiettivo sembra difficile da raggiungere, l’importante è iniziare e poi la metà s’avvicinerà sempre più. Ciò che poteva sembrare un’utopia si trasformerà in realtà e la meta sarà sempre più vicina e facile da raggiungere. La storia è piena di esempi così strutturati, come, ad esempio, quello di un ragazzo argentino assunto dalla provincia di Trento, da solo ha lottato, all’inizio contro i mulini a vento. Poi,  invece, in pochi anni, grazie a lui,  l’intera amministrazione provinciale ha adottato l’open source. Oggi la provincia di Trento non spende un solo euro in software. Questa storia ha avuto inizio solo qualche anno addietro e questa non è una favola ma la sola verità.  

            In ultimo e non per ultimo, si deve considerare il fatto che, docenti, alunni e personale in genere, potrebbero portare, liberamente, a casa qualsivoglia software col solo costo del supporto (CD o DVD che non supera i 50 centesimi di euro), senza incorrere in sanzioni legali. Anche i meno abbienti avrebbero la possibilità di utilizzare, in casa, ogni sussidio didattico, gratuitamente e senza onere o rischio di sorta.

            Non si deve dimenticare che molte distribuzioni (distro) di linux sono dedicate proprio alla didattica, partendo dall’età prescolare fino ad arrivare all’università e contengono tantissimo software per l’insegnamento, l’approfondimento e le esercitazioni inerenti le varie e molteplici discipline di studio, compresi corsi per l’ECDL “parente europea”.

            Lo scrivente, consapevole delle difficoltà che quest’iniziativa incontrerà, alla stregua di ogni progetto ambizioso, ringrazia anticipatamente, quanti si adopereranno e collaboreranno per la buona riuscita della medesima. “   


            Ormai tantissimi cominciano a parlare di software libero, anche se in pochi sono consapevoli dei benefici e lo utilizzano. Beppe Grillo,  a tal proposito si è scagliato contro i politici (VEDI VIDEO).  Anche la televisione pubblica, con RAI-3, in un servizio di “Report”, intitolato "risparmio digitale", ne ha parlato,  ecco due link  RAI-3 e  Youtube  per vedere il servizio. Canale 10 di Gela ha trasmesso la notizia di come la nostra scuola stia presentando un filmato d’animazione, per l’orientamento scolastico (agli alunni di terza media - 13 anni), dedicato in gran parte al software libero (per verdere il filmato d’animazione cliccare QUI’). Le notizie sul software libero,  ormai non si contano più. Ne riportiamo una locale, tratta dal Corriere di Gela, l’altra internazionale, della Becta (l'agenzia britannica per le tecnologie educative).


Corriere di Gela:

“…..notizia del 12/01/2008
messa in rete alle 19.39.23

 

 

Software libero e pubblica amministrazione.
Al signor sindaco, ai signori assessori, a tutti i dirigenti della Pubblica amminsitrazione. Ogni anno la Pubblica amministrazione spende notevoli somme per l’acquisto delle licenze d’uso Microsoft da installare nei server e nel Personal Computer di proprietà dell’Ente locale. Denaro proveniente dalle nostre tasche e che potrebbero essere risparmiati senza problemi, utilizzando programmi “Open Source”, analoghi a quelli già in uso ma completamente free come Linux. Molti comuni virtuosi hanno già iniziato a passare al software libero con conseguente risparmio nella spesa pubblica. Io credo che l’alternativa dell’utilizzo del software libero debba essere presa in seria considerazione e sfruttata prima possibile. Inoltre i documenti trattati dal Comune (redazione, trasmissioni, archiviazione, ricerca, ecc), deve essere garantito un accesso a lungo termine senza barriere di natura tecnica, che per il conseguimento di detto obiettivo è necessario aderire ad uno standard universale aperto nella gestione dei documenti elettronici svincolandoli dall’applicazione che li ha generati, vista le direttive del 19.12.2003 del Ministero dell’Innovazione, il Decreto Legislativo n° 42 del 28.01.2005 e l’art. 68, comma 2, del Decreto Legislativo n° 82 del 07.03.2005, con cui si indica che le Pubbliche Amministrazioni debbono tenere conto, negli acquisti di programmi informatici, di quelli a “codice aperto”. Viste le raccomandazioni della commissione europea che esortano l’uso di “Open Document” come base per formati di file standard e per lo scambio di documenti; dato atto dal 25.01.2007 “Open Document” è diventato uno standard italiano come risulta dalla norma Uni Cei Iso/ Iec 26300 pubblicata dall’Ente Nazionale di Unificazione. Considerato che le informazioni contenute nei file Odf sono accessibili a prescindere dai sistemi operativi, dai programmi e dalle tecnologie utilizzate, divenendo particolarmente utile nelle Pubblica amministrazione come dimostrano le varie raccomandazioni, direttive e disposizioni, impartite dagli organi centrali, con l’intendo di conseguire la massima interoperabilità fra i vari enti anche in presenza di tecnologie eterogenee: considerato che avendo diverse amministrazioni pubbliche italiane ed estere adottato nella gestione dei propri documenti il formato Odf e opportuno, che anche il Comune di Gela adotti la modalità Odf nel trattamento dei propri documenti. Chiedo di mettere da subito a disposizione degli utenti, tutti i moduli elettronici per accedere ai servizi dell’amministrazione comunale anche in formato Odf; di richiedere la compatibilità con detto formato di tutti i software acquistati dall’amministrazione comunale. Nicolò Di Stefano ..”


Tecnologie educative, Becta boccia Vista e Office 2007

“….. Lo studio è durato quasi un anno. Ora Becta, l'agenzia britannica per le tecnologie educative, ha finalmente pubblicato un importante rapporto che, in sintesi, sconsiglia al mondo dell'istruzione l'uso di Microsoft Vista e Office 2007. Il dossier, reso noto l'8 gennaio, analizza il livello di appropriatezza di entrambi i pacchetti software per le scuole e le università, valutando anche l'interoperabilità dei documenti. Becta raccomanda che il mondo dell'istruzione consideri i risultati del report prima di valutare qualsiasi investimento su larga scala.

Le raccomandazioni chiave del report
· Aggiornare i sistemi Ict esistenti a Microsoft Vista o a Office 2007 non è raccomandabile, secondo Becta. Dovrebbero inoltre essere evitati ambienti operativi misti basati su Windows. Vista dovrebbe essere comunque considerato, sottolinea Becta per correttezza, nel caso in cui nuove forniture Ict d'istituto vengano pianificate.
· Non dovrebbe essere effettuata alcuna adozione totale di Office 2007 fino a che le scuole non saranno sicure di avere i necessari meccanismi per garantire interoperabilità e risolvere le potenziali questioni di digital divide illustrate nel report.

· Per assicurare la più ampia compatibilità di file tra applicazioni differenti, gli utenti di Office 2007 non dovrebbero salvare i documenti nel nuovo formato Microsoft Office (OO· A causa dei limiti che Microsoft pone all'implementazione degli standard internazionali del formato Open Document (ODF), gli utenti nel breve termine dovrebbero continuare a salvare file nei formati più comunemente adottati: .doc, .xls oppure .ppt.

· Alunni, insegnanti e genitori dovrebbero essere resi consapevoli anche dell'ampia gamma di prodotti liberamente utilizzabili attualmente disponibili, e di come usarli ed ottenerli.

· L'industria Ict dovrebbe facilitare un accesso più semplice al software "free to use".

“Il nostro obiettivo è assicurare che scuole e università ottengano i prodotti migliori per il rapporto qualità/prezzo - commenta Stephen Lucey, direttore esecutivo del settore strategic technologies di Becta -. Il nostro consiglio è essere sicuri, prima di aggiornare i sistemi, che sia veramente conveniente utilizzare Vista e Office 2007, dato che i costi sono significativi e i benefici rimangono poco chiari. Vogliamo anche un accesso più semplice ai prodotti della concorrenza che permettono l'innovazione e la scelta".
Il dossier pubblicato da Becta fa seguito al rapporto parziale pubblicato un anno fa, che concludeva che le nuove caratteristiche di Microsoft Vista aggiungevano sì valore, ma non giustificavano un'immediata adozione del nuovo sistema nel settore dell'istruzione. Lo studio affermava anche che Office 2007 non conteneva alcuna funzione indispensabile alle scuole e alle università e che Microsoft avrebbe dovuto giustificare l'adozione dei suoi prodotti nel settore education.
L'approfondita analisi di Microsoft Vista e Office 2007 è stata condotta da Becta in collaborazione con Oakleigh Consulting Ltd.

Web

Becta http://www.becta.org.uk/
Microsoft Vista and Office 2007: full report   (LEGGI)   da Sophia.it …. “


 

La Corte dei Conti sceglie Linux

Linux sale sui server di nuovi enti pubblici italiani.

Dopo essere sbarcata sui server presso il ministero dell'Economia e delle Finanze, Linux Red Hat sigla un accordo con la Corte dei Conti italiana. Red Hat Enterprise Linux, la distribuzione scelta, sale sui server di nuovi enti pubblici italiani. I sistemi informativi della Corte già usavano soluzioni Oracle, e Red Hat è stata scelta per la semplicità di interfaccia con tali soluzioni. Su piattaforma Red Hat Enterprise Linux sono stati realizzati i sistemi SISP (sistema integrato Sezioni e Procure), SIRTEL (sistema di rendicontazione telematica degli enti locali), una proxy farm basata su Squid (3 server bilanciati con RHEL), Oracle Collaboration (suite per sistemi di posta e workgroup), DB farm e AS farm (per la centralizzazione dei DBMS e degli Application Server) e altri servizi.


 

Linix a Montecitorio

ROMA – 11/07/2007
Camera dei Deputati - Montecitorio hi-tech: arriva il "Pinguino" Linux al posto di Windows e rete wi-fi.

Via libera a un ordine del giorno. Per il bilancio significa un risparmio di oltre tre milioni di euro. I "pinguini" sbarcano a Montecitorio con via libera dei questori e tanto di ordine del giorno approvato dall'aula. "Per risparmiare, in nome del pluralismo e della flessibilità". E' una scelta di trasparenza e di sicurezza doverosa per una istituzione pubblica". “Adottare un sistema open source ci libera dai vincoli del software proprietario”. Inoltre la biblioteca di Montecitorio rendera' disponibili al pubblico diverse postazioni informatiche con Linux.


 
Non ci resta che dire:  “.... ma allora, che cosa aspettiamo ancora?...."

Guardate meglio cosa si può fare con Linux.

Ultimo aggiornamento ( mercoledì 26 novembre 2008 )
 

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