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Il Terminale di Ubuntu iniziamo ad usarlo PDF Stampa E-mail
mercoledì 30 giugno 2010
Linux per tutti - Ubuntu facile - Manuale
Capitolo 6 – Applicazioni: iniziamo ad utilizzare Ubuntu
Paragrafo "b":  Il Terminale

Questo articolo contiene una Video Guida del Prof. Ing. Antonio Cantaro  

 


 

Cos'è il terminale Il terminale di Ubuntu 8.04

Come detto al precedente paragrafo, il  “Terminale” è uno strumento importantissimo, col quale possiamo interagire direttamente col nostro sistema, senza utilizzare l’interfaccia grafica. Seppure gli strumenti grafici siano molti e ben fatti, per qualche particolare esigenza, potrebbero non bastare.  Ubuntu permette di modificare le impostazioni del sistema e di operare senza dover mai passare dal terminale, ma è opportuno saperlo utilizzare perché può essere utile, se non indispensabile, dovere impartire comandi in maniera diretta. Tanto potrebbe verificarsi, ad esempio, per l’installazione di un modem ADSL USB o qualcosa del genere. Non trascuriamo, neppure, il fatto che per certe operazioni, se eseguite con l’interfaccia grafica, bisogna effettuare numerosi passaggi, mentre col terminale potrebbe bastare un unico comando multiplo con conseguente, notevole, risparmio di tempo.

 

Utilizziamo il terminale 

Terminale di Ubuntu - Finestra di aperturaAl terminale si accede dal menù (in alto a sinistra)  Applicazioni / Accessori / Terminale. Una volta aperto si presenta come una finestra  vuota che ci mostra una riga di  testo (linea di comando),  alla cui destra, normalmente, troviamo il simbolo $ seguito dal cursore intermittente e pronto a ricevere i nostri comandi. I comandi li possiamo digitare direttamente da tastiera o anche (...e meno male...) utilizzando il "copia ed incolla". Questo significa che se voglio inserire un comando,  anche se lungo e complesso,  magari riportato in un documento di testo o in una pagina internet, basta copiarlo e poi andarlo ad incollare dove c’è il cursore che lampeggia. Dopo basterà dare Invio, da tastiera, ed è tutto fatto. Nella figura, a destra,  quale esempio,  riporto  il terminale del mio Ubuntu.

Nel caso in cui il comando inizia con il termine sudo, verrà chiesta la password, digitatela con attenzione e per intero (anche se vi sembra che Ubuntu non la prenda). Dopo l’inserimento della password, date nuovamente invio da tastiera ed aspettate il completamento del processo prodotto dal comando. 

Cominciamo a capire meglio quella riga che ci dice tante cose:

anto-vm@anto-vm-desktop:~$

Quello che compare alla sinistra di  @ è il nostro nome utente, ossia anto-vm (lo stesso che utilizziamo, insieme con la password, quando avviamo Ubuntu, ossia in apertura di sessione). Questo nome è proprio quello da noi scelto durante l’installazione di Ubuntu.  A destra di @ e prima dei due punti, troviamo il nome del computer, nel nostro caso anto-vm-desktop (anche questo lo abbiamo scelto durante l’installazione di Ubuntu). Dopo i due punti troviamo il simbolo ~ chiamato tilde  (normalmente,  nelle tastiere normali, non esiste un tasto specifico per poterlo scrivere). Esso significa che ci troviamo dentro la cartella “home” (qualcosa che somiglia alla cartella Documenti e setting di Windows). Ad esempio se, durante l'installazione di Ubuntu,  avessimo scelto di utilizzare il nome carlo  e, per il computer, il nome ufficio, la nostra righa sarebbe stata:

carlo@ufficio:~$

Il simbolo ~ (tilde) - Può essere utile sapere come scrivere la tilde. la cosa è semplice, basta pigiare il tasto Alt e tenerlo premuto, dal tastierino numerico (solo ed esclusivamente quello con i numeri a destra della tastiera) digitare 126. Apparirà la tilde  ~ . Nei Portatili il tastierino numerico non è presente e quindi bisogna attivarlo. Significa che i numeri posti nella riga in alto della tastiera non hanno lo stesso effetto del tastierino, quindi dobbiamo fare in modo che possano fungere da tastierino numerico. Per fare questo premiamo FN+F11 (funziona su molti portatili, eventualmente fate delle prove con altri tasti funzione). A questo punto i tasti numerici del portatile avranno le stesse proprietà del tastierino numerico. Adesso, possiamo procedere come prima, cioè: ALT+126 ed otterremo la tilde ~ . Riccardo mi informa che in molti computer possiamo ottenere la tilde premendo prima il tasto AltGr e, lasciandolo premuto, il tasto ì, ossia AltGr+ì, basta provare.


Utente normale - Ubuntu, anche se per entrare abbiamo dovuto digitare la password,  ci considera ”utenti normali”, ossia abbiamo dei privilegi limitati. Questo vuol dire che se vogliamo effettuare delle operazioni che modificano il sistema, dobbiamo ottenetre i privilegi di amministratore, fornendo la password alla richiesta. Il motivo di questa "filosofia"  è  quello di ottenere una maggiore sicurezza. Se ad esempio, dei malintenzionati, da internet, tentano di modificare il nostro sistema, Ubuntu,  prima di procedere, chiederà la password. Morale della favola: i malintenzionati, non conoscendo la password, resteranno al palo e non potranno procurarci danni. Ebbene, quel simbolo $, sta a significare che in quel momento siamo dei semplici utenti normali e quindi abbiamo poteri (privilegi) limitati. Supponiamo, per assurdo, che esista il comando ciccio  (ovviamente questo comando non esiste) e che, tale comando,  se eseguito, produca dei cambiamenti al sistema. Allora, se scriviamo il comando ciccio come sotto:

carlo@ufficio:~$ ciccio

e poi diamo Invio da tastiera, Ubuntu si rifiuterà di eseguire il comando, rispondendo con una frase del tipo:  “impossibile eseguire il comando: Funzione non permessa”. Questo succede perché quel comando può essere impartito da un utente che ha i privilegi per poterlo fare, ossia deve essere impartito dal cosiddetto utente di root, che rappresenta l’amministratore del sistema. Per acquisire, momentaneamente, i privilegi di root, possiamo scrivere, prima del comando ciccio, la parolina magica: sudo. Ecco come scrivere il comando:

carlo@ufficio:~$ sudo ciccio

Questo termine (sudo), inserito prima di ciccio, farà scattare la richiesta della password. Solo dopo che abbiamo digitato la password il nostro comando verrà eseguito. In definitiva sudo, inserito prima di un qualsiasi comando, consente di eseguire il comando stesso  con i privilegi di root (amministratore) e tali privilegi si perdono subito dopo l'esecuzione del comando. Se si lascia il terminale aperto e dopo un paio di minuti, si vuole eseguire un altro comando  che prevede l'uso di sudo, non sarà necessario fornire di nuovo la password.  Infatti, l'effetto "password" rimane attivo per i successivi cinque minuti.

 

Come digitare la password -  Nelle ultime versioni di Ubuntu, mentre si digita la password, non compaio gli asterischi e sembra che non succeda nulla. In effetti è solo una questione di sicurezza. Date uno sguardo a questa pagina:

Ubuntu terminale non accetta password

Se poi volete proprio gli asterischi un questa pagina troverete come fare:

Ubuntu terminale asterischi e password


Terminale di Ubuntu - il comando sudo -s

Utente root - Potrebbe verificarsi che stiamo consultando un manuale o una guida per effettuare dei settaggi ed i nostri comandi vengono dati ogni tanto, ossia a distanza di tempo superiore a cinque minuti. In questo caso oltre che usare sudo, dopo ogni comando ci verrà chiesta la password. Ma anche nel caso in cui i nostri comandi vengano dati con cadenza inferiore a cinque minuti, pur non dovendo digitare la password, dovremmo digitare sudo prima di ogni comando. In questi casi e comunque ogni volta che lo reputeremo necessario, possiamo utilizzare un altro metodo che ci consentirà di conservare, più a lungo, i nostri poteri di amministratore.  Nel caso del mio Ubuntu (con nome utente anto-vm e nome computer anto-vm-desktop), la figura sopra ci mostra come impostare il comando.  Invece, nel caso dell'esempio con nome carlo e  nome del computer ufficio, ecco come daremo il comando:

 carlo@ufficio:~$ sudo  –s

ci verrà chiesta la password e subito dopo noteremo che la riga sarà diventata:

root@ufficio:~#

Terminale di Ubuntu - Utente di rootOssia il nostro nome è cambiato in root e $ (dollaro) è diventato # (sharp o cancelletto), significa che adesso non è loggiato l’utente carlo ma l’utente di root che ha i privilegi d’amministratore. Nel caso del mio Ubuntu (con nome utente anto-vm e nome computer anto-vm-desktop), la figura a lato  ci mostra come cambia la riga del terminale. Da questo momento, fino a quando non chiudiamo il terminale, l’utente root non ha bisogno di inserire sudo davanti ai comandi ne dovrà più inserire la password. Leggendo qualche guida ci accorgiamo che spesso, davanti ad un comando viene indicato Il simbolo del dollaro  ($) o del cancelletto (#). Questi simboli non fanno parte del comando, ma stanno solo ad indicare con quali privilegi deve essere dato quel comando, ossia se come utente normale ($) o come utente root (#). Ecco ad esempio due modi diversi, ma entrambi corretti, di indicare come dare il comando ciccio:

$ sudo ciccio         ==>  significa che al terminale dovrà esserci  carlo@ufficio:~$ sudo ciccio

# ciccio                    ==>  significa che al terminale dovrà esserci  root@ufficio:~# ciccio

Quindi nel primo caso il vero comando da riportare nel terminale sarà    sudo ciccio   , mentre nel secondo sarà   ciccio   . Altre distribuzioni Linux, al contrario di Ubuntu, abilitano automaticamente l’utente di root , cioè con i poteri di amministratore, sin dall'avvio del sistema operativo e  fino alla chiusura dello stesso (sarebbe più corretto parlare di sessione di lavoro).

 

Esempio pratico

Per finire faremo un esempio pratico. Vogliamo impostare la data e l’ora del nostro computer. Useremo il comando date (in inglese e non data in italiano, basta un minimo errore ed il sistema ci darà errore). Faremo seguire al comando date le cifre, tutte di seguito, dimese-giorno-ora-anno. Attenzione che giorno, mese, ore e minuti, dovranno essere indicati sempre con due cifre, mentre l'anno con quattro cifre. Ad esempio, per il 22 luglio 2008, ore 16.30 metteremo i numeri 072216302008 (07=luglio, 22=giorno, 1630=ore e minuti, 2008=anno), quindi il comado vero e proprio sarà:

date  072216302008

Nel caso delle ore 9 e  cinque minuti, avremmo dovuto scrivere 0905.  Ubuntu considera importante l’impostazione della data e dell’ora, in quanto l’intero sistema ne verrà influenzato (pensate ai file che vengono salvati con data ed ora). Pertanto non  consentirà,  all'utente normale, di effettuare tale operazione, ma chiederà i privilegi di root. Questo significa che se dessimo il comando, come sopra scritto, mentre siamo utente normale (ossia con $), lo stesso comando, non verrebbe eseguito ed avremmo un avviso d'errore. Descriveremo due metodi per dare i comandi. Anche se nell'esempio useremo il comando date, quanto descritto ha valore generale ed è valido per tutti i comandi.

Il  primo metodo da utilizzare, nel caso fossimo utenti normali consiste nell'inserire sudo davanti al comando:

sudo date  072216302008 

Nelle guide,per indicare il comando sopra scritto, potremmo trovare questa scrittura:

$ sudo date  072216302008

In cui il simbolo $ non fa parte del comando, ma viene messo per dirci che va usato sotto utente normale.

Dopo avere dato il comando, ci verrà chiesta la password e quindi (se non abbiamo commesso errori di digitazione o di copia-incolla) sarà cambiata l’ora e la data.

Il secondo metodo consiste nel farci riconoscere, subito, come utente root e dopo dare il comando date. Per farci riconoscere quale utente root, digitiamo sudo -s o con le solite modalità di scrittura indicate da manuali e guide:

$ sudo  –s

In cui il simbolo $ non fa parte del comando ma lo riportiamo per dire che in quel momento siamo utente normale. Ricordiamoci che dopo avere scritto il comando, per confermarlo dobbiamo dare Invio dalla tastiera. Quindi ci verrà chiesta la password e se tutto è andato bene, saremo diventati utenti root. Questo cambiamento risulta immediatamente visibile, in quanto il nostro nome utente è cambiato in root e soprattutto il simbolo $ (dollaro) è diventato #  (cancelletto). Da questo momento e fino a quando non chiuderemo il terminale, non servirà più utilizzare sudo  e non ci verrà chiesta neppure la di password.  Il nostro comando date sarà:

# date  072216302008

Il simbolo # non fa parte del comando, ma è quello che troviamo a sinistra del cursore e ci indica che siano utente root. Quindi, il vero comando che dobbiamo digitare è  date 072216302008    dopo averedato Invio da tastiera, la data e l'ora del nostro sitema saranno  impostate come noi volevamo. Ricordiamo che fino a quando non chiuderemo il terminale, saremo utenti root, ovvero resterà il simbolo #   . Di seguito una video guida che illustra, dal vivo, il modo di utilizzare il Terminale:

  -  Video guida  

 

Nelle ultime versioni di Ubntu nel digitare la password, per motivi di sicurezza, non vedremo più gli asterischi. La cosa potrebbe trarre in inganno, quindi vi rimando alla pagina:

Ubuntu Terminale non accetta password

Se non volete rinunciare agli asterischi che compaiono mentre si digita la password, allora seguite questa semplice guida:

Ubuntu terminale asterischi e password 

 

Ecco una pagina che illusta (con esempi) i comandi di base del Terminale.



 


                                                    Indice del manuale                        

Manuale on-line con video-guide


Capitolo 1 - Perché passare a Linux: 27 validi motivi per innamorarsene  
                  (consultabile  senza la registrazione al sito)

Capitolo 2 –  Procurarsi Ubuntu (consultabile senza la registrazione al sito)
              a – Richiedere il CD ufficiale di Ubuntu 
              b – Scaricare Ubuntu - varie versioni 
              c – Masterizzare il CD o DVD di Ubuntu
 
Capitolo 3 – Provare Ubuntu direttamente da CD (modalità Live) (consultabile senza la registrazione al sito)
              a – Come utilizzare il CD di Ubuntu in maniera Live-CD
              b – Il CD di Ubuntu non viene caricato (metodo 2: Settare il Boot del Bios)
              c – Uno sguardo veloce ad Ubuntu (panoramica) 
 
Capitolo 4 – Installare Ubuntu (necessaria la registrazione al sito)
              a – Quale metodo scegliere per installare Ubuntu?
              b – Ubuntu sotto Windows (come un normale programma Windows) 
              c – Partizioni per Ubuntu e Windows, partizionare con Gparted 
              d – Ubuntu da solo (partizionamento automatico) 
              e – Ubuntu da solo (partizionamento manuale) 
              f  – Ubuntu e Windows insieme (dual-boot: partire con l’uno o con l’altro)
              g – Ubuntu Virtuale da Windows (macchina virtuale)
              h - Come Avviare Ubuntu e come Uscire 
 
Capitolo 5 – Settaggi di base di Ubuntu (consultabile senza la registrazione al sito)
              a – La connessione Internet
              b – La lingua italiana e le altre
              c – Configurare Synaptic
              d – La Stampante
            
Capitolo 6 – Applicazioni: iniziamo ad utilizzare Ubuntu (consultabile senza la registrazione al sito)
              a – Accessori 
              b – Il terminale (SEI QUI)
              c – Audio e Video
              d – Giochi
              e – Grafica
              f  – Internet
              g – Ufficio
 
Capitolo 7 – Operazioni Fondamentali (consultabile senza la registrazione al sito)
              a – Installare e disinstallare programmi (pacchetti) - aggiungi/rimuovi, synaptic, apt 
              b – Le risorse, il computer, gestione dei file e delle cartelle, la rete 
           
Capitolo 8 – Sistema - Preferenze (consultabile senza la registrazione al sito)
              a – Preferenze - Parte 1
              b – Preferenze - Parte 2 
 
Capitolo 9 – Sistema - Amministrazione (consultabile senza la registrazione al sito)
              a – Amministrazione - Parte 1
              b – Amministrazione - Parte 2
 
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Ubuntu alla Massima Potenza - Manuale

In questo secondo manuale si tratterà di: personalizzazioni di base; abilitare i repository necessari; migliorare la nitidezza dei font; audio e video senza limiti; internet tutto il necessario; ufficio le migliori applicazioni; grafica applicazioni e plug-ins; programmazione strumenti; personalizzazione di sistema; personalizzazione grafica avanzata; altre applicazioni utili in Ubuntu; le distribuzioni Linux più diffuse; altro.

                  

NOTA: per potere consultare l'intero manuale è necessaria la registrazione al sito. Per chiarimenti sulla registrazione gratuita: "Perchè registrarsi al Sito". Per accedere direttamente alla registrazione   Registrarsi al sito



Ultimo aggiornamento ( lunedì 30 agosto 2010 )
 
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