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Open Source e Pubblica Amministrazione PDF Stampa E-mail
venerdý 27 marzo 2009

Il nostro amico  Massimo Capotorto ci ha inviato una bella relazione, completa di normativa, inerente  la pubblica amministrazione e l'utilizzazione del Software Libero. Riporto di seguito il lavoro dell'amico Massimo che ringrazio a nome mio e dei visitatori che leggeranno questa approfondita analisi.




Open Source nella pubblica amministrazione e normativa vigente

Open Source nella pubblica amministrazioneIl  sottoscritto  Capotorto  Massimo,  come  richiesto  dalla  S.V. relaziona  sulla normativa    italiana    in    materia dell'Open Source    nella    pubblica amministrazione. I programmi  “Open Source  Software”  letteralmente traducibile  in  “sorgente aperta” definizione  spesso abbreviata  in  “OSS”),  sono  utilizzabili  in  via del tutto analoga ai programmi a codice chiuso, ovvero al software proprietario, tanto che, spesso, non è ravvisabile alcuna significativa differenza operativa tra  il  software  OSS  e  quello  CSS  (“Closed Source  Software”,  ovvero  a “sorgente chiusa”). La differenza tra le due categorie è costituita, pertanto, non dalla utilizzabilità in sé ma dalle facoltà connesse all’utilizzo concesse dall’autore mediante la specifica  licenza  OSS,  mentre  la  licenza  del  software proprietario,  limita  in vario modo le facoltà di utilizzare o di copiare il programma, la licenza OSS conferisce, infatti, all’utilizzatore una serie di facoltà estremamente ampie. Una  sintetica  definizione  di “Open  Source  Software”,  può  essere  formulata, pertanto, come “software” (ovvero “programma” per computer, applicazione, sistema operativo, ecc) in cui l’autore abbia stabilito di concedere una serie di fondamentali  libertà  all’utilizzatore  attraverso  un  “license  agreement”,  tra  le quali  vi  sono  la  possibilità  di  studiare  il  funzionamento  del  programma,  di adattare il codice sorgente alle proprie esigenze, di aggiornare il programma, di utilizzarlo per ogni scopo e su qualsiasi numero di macchine e di redistribuire copie del programma ad altri utilizzatori.

Nell’ambito dell’Unione Europea sono state varate iniziative specifiche per la promozione  e  diffusione  delle  risorse  informatiche  a  codice  aperto  sia  nel settore pubblico che nel mondo imprenditoriale privato. La Commissione Europea ha predisposto un programma denominato IDABC ovvero “Interoperable Delivery of European eGovernment Services to public Administrations, Business and Citizens”, finalizzato all’utilizzo delle opportunità offerte  dalle  tecnologie  della  comunicazione  e  dell’informazione,  di  fornire consulenza  e  sostegno  per  i  servizi  del  settore  pubblico  nei  confronti  dei cittadini  e  delle  imprese  in  Europa,  nonché  di  migliorare  l’efficienza  e  la collaborazione fra le pubbliche amministrazioni europee. L'esigenza di maggiore interoperabilità, di maggiore sicurezza e di redditività sta  determinando  un  interesse  crescente  fra  le  pubbliche  amministrazioni dell’Unione  Europea  sull'uso  del  software  a  codice  aperto,  effettivamente, OSS ha parecchie caratteristiche che soddisfano le necessità delle gestioni del settore pubblico. Permette  che  le  organizzazioni  ripartiscano  il  software  e  lo  riutilizzino  per  sviluppare le soluzioni adattate ai loro bisogni, assicura l’utilizzo di standard aperti, così migliorando l’interscambio e la parità d'accesso alle informazioni ed ai servizi del settore pubblico. Quindi,    la    Commissione    Europea    ha    assunto    una    linea    propositiva    nei confronti  degli  Stati  Membri  nella  direzione  dell’open  source nell’ambito  del proprio programma generale di armonizzazione delle procedure gestionali nel settore pubblico.

Nel sistema giuridico italiano, nel giugno 2002, con il documento ufficiale dal Ministro per  l’Innovazione e le Tecnologie intitolato “Linee guida del Governo per lo sviluppo della Società dell’Informazione nella legislatura” è stata introdotta la definizione nominale di “open source”, in particolare, al capitolo  1.2 si riporta la  seguente considerazione: “Si diffonderanno gli standard aperti e i software open source, cioè i software liberi, la cui proprietà non sia di un singolo fornitore ma governati da una licenza d’uso che ne garantisce la possibilità di libero utilizzo, scambio, studio e modificabilità.”. All’Open Source era interamente dedicato il paragrafo 8.9 che si riporta: “Va fatta un’approfondita valutazione, in  linea con  quanto  sta facendo  l’Unione Europea,  sulla  strategia  open  source  per  la  Pubblica  Amministrazione.  I prodotti  open  source  (per  caratteristiche  intrinseche  derivanti  dalle  stesse modalità di sviluppo  e di evoluzione) determinano vantaggi in termini di: - contenimento dei prezzi - trasparenza (e quindi sicurezza) - non dipendenza da un singolo fornitore - elevata riusabilità - accessibilità per le piccole realtà di sviluppo  (economie locali) In qualità di semplice utilizzatore, la Pubblica Amministrazione    può    quindi    immediatamente    rivolgersi    al    mercato    dei prodotti  open  source  per  ridurre  in  modo  consistente  e  rapido  i  costi  di acquisizione e gestione di molte applicazioni software. Questo è vero per le piattaforme per servizi web, per gli ambienti operativi dai personal computer ai  sistemi  centrali,  a  molti  strumenti  di  produttività  individuale.  Inoltre,  in qualità di catalizzatore, per la dimensione della domanda che rappresenta e per  la  possibilità  di  aggregare  e  supportare  piccole  realtà  di  sviluppo  e ricerca, creando la necessaria massa critica, la Pubblica Amministrazione può avvantaggiarsi del modello open source in vari modi, tra i quali lo sviluppo di infrastrutture        software    per    la    connettività    multicanale,        lo    sviluppo    di piattaforme    di    interoperabilità,        di    soluzioni     specifiche per  la Pubblica Amministrazione e di piattaforme strategiche per il Paese (ad esempio quelle di eLearning ed eHealth).”. In  data  19  dicembre  2003  il  Ministro  per  l’Innovazione  e  le  Tecnologie  ha emanato    una    Direttiva    “Sviluppo    ed    utilizzazione    dei    programmi informatici da parte delle pubbliche amministrazioni.” il cui contenuto è stato, poi, posto a fondamento di alcune disposizioni contenute nel Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 “Codice dell'amministrazione digitale”. In tale Direttiva il Ministro per l’Innovazione espressamente prevedeva, all’art.3  che  “1.  Le  pubbliche  amministrazioni,  nel  rispetto  della  legge  7  agosto 1990, n. 241 e del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, acquisiscono programmi informatici a seguito di una valutazione comparativa tra le diverse soluzioni  disponibili  sul  mercato.  2.  In  particolare,  valutano  la  rispondenza alle proprie esigenze di ciascuna delle seguenti soluzioni tecniche: a) sviluppo di programmi informatici ad hoc, sulla scorta dei requisiti indicati dalla stessa amministrazione committente; b) riuso di programmi informatici sviluppati ad hoc per altre amministrazioni; c) acquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediante ricorso a licenza d'uso; d) acquisizione di programmi informatici a codice sorgente aperto; e) acquisizione mediante combinazione delle modalita' di cui alle lettere precedenti.”. All’art. 4 la Direttiva prevede, inoltre, che “Le pubbliche amministrazioni, nella predisposizione o nell'acquisizione dei programmi informatici, privilegiano le soluzioni che presentino le seguenti caratteristiche: a) soluzioni informatiche che, basandosi su formati dei dati e interfacce aperte e standard, assicurino l'interoperabilita' e la cooperazione applicativa tra i diversi sistemi informatici della  pubblica  amministrazione,  salvo  che  ricorrano  peculiari  ed  eccezionali esigenze di sicurezza e segreto; b) soluzioni informatiche che, in assenza di specifiche ragioni contrarie, rendano i sistemi informatici non dipendenti da un  unico  fornitore  o  da  un'unica  tecnologia  proprietaria;  la  dipendenza  e' valutata  tenendo  conto  dell'intera  soluzione;  c)  soluzioni  informatiche  che, con  il  preventivo  assenso  del C.N.I.P.A.  ed in  assenza di  specifiche  ragioni contrarie,  garantiscano  la  disponibilita'  del  codice  sorgente  per  ispezione  e tracciabilita'    da    parte    delle    pubbliche    amministrazioni,    ferma    la    non modificabilita'  del  codice,  fatti  salvi  i  diritti  di  proprieta'  intellettuale  del fornitore  e  fermo  l'obbligo  dell'amministrazione  di  garantire  segretezza  o riservatezza; d) programmi informatici che esportino dati e documenti in piu' formati, di cui almeno uno di tipo aperto.”. Ruolo fondamentale per la promozione di tale direttiva è attribuito al Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione (C.N.I.P.A.). Il CNIPA ha l’obiettivo primario di dare supporto alla pubblica amministrazione nell'utilizzo  efficace  dell’informatica  per  migliorare  la  qualità  dei  servizi  e contenere i costi dell’azione amministrativa. Il ruolo del CNIPA dello specifico ambito dell’Open Source è particolarmente incisivo,    come    è    testimoniato    dall’inserimento,    nel    Piano    Triennale    per l’Informatica  2006-2009,  di  uno  specifico  paragrafo,  il  3.9,  intitolato  “La diffusione del software open source”. In attuazione della Direttiva del Ministro per l'innovazione e le tecnologie del 19  dicembre  2003  (G.U.  7  febbraio  2004,  n.  31),  il  CNIPA  ha  costituito l'Osservatorio  Open  Source,  avente  lo  scopo  di  monitorare  le  iniziative poste  in  essere  della  Pubbliche  Amminstrazioni,  analogamente  a  quanto avviene in ambito europeo presso l’Open Source Observatory . Nell’ambito  dell’Osservatorio  è  attiva  la  pagina  dedicata  alla  “Rilevazione  continua sull'uso del software Open Source nella PA italiana” all’interno della quale  è  possibile  accedere  alle  schede  informative  delle  soluzioni  adottate dalle varie amministrazioni. L’attuale disciplina normativa è costituita dall’art. 68 e seguenti del Decreto Legislativo 7  marzo  2005,  n.  82  “Codice  dell'amministrazione  digitale” (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 112 del 16 maggio 2005 - Supplemento Ordinario  n.  93),  il  cui  testo,  in  gran  parte  trae,  origine  dalla  Direttiva  del 19/12/2003 già menzionata. Si rivela l’intento, da parte del legislatore, del concetto di “non dipendenza da  un unico fornitore” nonché di “disponibilità e tracciabilità del codice sorgente”, ovvero di due elementi fondamentali della “filosofia” open source. In ogni caso nell’art. 68 del D. Lgs. 82/2005 si prevede un obbligo da parte delle pubbliche amministrazioni,    di    procedere    ad    una    “valutazione comparativa  di  tipo  tecnico  ed  economico”    tra    una    serie    di    soluzioni specificamente indicate: a) sviluppo    di    programmi  informatici        per    conto    e    a        spese dell'amministrazione    sulla    scorta    dei    requisiti        indicati  dalla    stessa amministrazione committente; riuso di programmi informatici sviluppati per conto e a spese della medesima o di altre amministrazioni; b) acquisizione  di  programmi  informatici  di  tipo  proprietario  mediante ricorso a licenza d'uso; c) acquisizione di programmi informatici a codice sorgente aperto.

Si  rammenta,  che  la  soluzione  relativa  ai  programmi  proprietari,  essendo posta al punto b) della elencazione, dovrebbe intendersi come sovraordinata rispetto a quella relativa ai programmi proprietari posta al punto c), pertanto, il ricorso ai programmi open source sia inteso dal legislatore soltanto come soluzione “di riserva” subordinata alla intervenuta impossibilità di ottenere il programma richiesto mediante soluzioni di tipo proprietario. Così come impostato, sembrerebbe obiettivo del tutto residuale e non, invece, di    obiettivo    primario,    come    avrebbe    dovuto    essere    posto    secondo        le indicazioni  provenienti  dalle  Istituzioni  Comunitarie,  vi  sono,  tuttavia,  altri elementi    che    devono        essere        valutati        per    verificare        l’allineamento    del legislatore alle indicazioni comunitarie, come viene offerto dallo stesso art. 68 il cui secondo comma prevede espressamente la natura aperta a livello di dati (non  di  programmi,  pertanto,  per  i  quali  vale  il  primo  comma  dell’art.  68) affermando  che  nella  rappresentazione  dei  dati  e  documenti  in  più  formati uno debba essere “di tipo aperto, salvo che ricorrano peculiari ed eccezionali esigenze”,  ovvero,  come  stabilito  dal  terzo  comma,  “un  formato  dati  reso pubblico e documentato esaustivamente”. Il rovesciamento delle graduatoria preferenziale presente nel testo dell’art. 68
del  D.  Lgs  82/2005  viene,  tuttavia,  espressamente  previsto,  dall’art.  1, comma 892 e 895 della L. 27 dicembre 2006 n. 296 (legge finanziaria 2007).  Al comma 892 viene autorizzata una spesa di 10 milioni di euro all'anno - per tre anni - a sostegno dei progetti per la Società dell'Informazione. In  riferimento  a  tali  progetti  il  comma  895  prevede  che  sia  data  priorità  a quelli che utilizzano e/o sviluppano applicazioni a codice sorgente aperto per la Pubblica Amministrazione. Viene,  pertanto,  testualmente  formulata  una  chiara  presa  di  posizione  del legislatore  a  favore  del  codice  aperto,  più  di  quanto  fosse  emerso  nella precedente normativa. Il Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella P.A., presso la Presidenza del Consiglio  dei  Ministri,  ha,  infine,  pubblicato,  nel  mese  di  marzo  2007,  un documento    denominato    “VERSO    IL    SISTEMA    NAZIONALE    DI    E- GOVERNMENT - LINEE STRATEGICHE”  in cui viene ampiamente ribadito l’atteggiamento nei confronti delle risorse open source, deve notarsi che tra i sette  obiettivi espressamente indicati nel predetto documento viene dedicato all’open source il sesto, così testualmente conformato: “Creare un ambiente favorevole  alla  competitività  delle  imprese  e  dare  impulso  alla  crescita dell’industria  ICT,  promuovendo  un  ruolo  di  “procurement  strategico”  da parte della PA, un innalzamento della qualità della domanda di tecnologie e servizi  innovativi,  incrementando  la diffusione  e  la utilizzazione  di  soluzioni Open Source.”. La  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri,  per  il  tramite  del  Dipartimento  per l'Innovazione    e    le    Tecnologie,    risulta,    pertanto,    avere    concretamento intrapreso  la  via  indicata  dalla  Commissione  Europea  anche  in  riferimento all’adozione degli strumenti informatici con caratteristiche di tipo aperto.
La  fonte  ufficiale  per  avere  informazioni  sulle  concrete  implementazioni  di progetti e programmi open source è costituita dal sito web “Osservatorio Open  Source”  del  CNIPA  (http://www.osspa.cnipa.it/home/),  da  dove  si evince  che  “La rilevanza internazionale  assunta dal  fenomeno  ha indotto il MIT a promuovere uno studio sul software a codice sorgente aperto al fine di consentire  una  corretta  valutazione  delle  possibilità  d’utilizzo  nella  PA.  La distribuzione ed evoluzione del software OS può infatti determinare una serie di  vantaggi  in  termini  di  contenimento  dei  prezzi,  trasparenza  e  sicurezza, non dipendenza da un unico fornitore, elevata riusabilità, accessibilità per le piccole realtà di sviluppo.” Dalla  lettura  delle  schede  sono  riscontrabili  le  più  varie  implementazioni presso pubbliche amministrazioni ed enti pubblici, tra le varie schede si ritiene opportuno  porre  in  evidenza  le  realizzazione  sotto  Linux  effettuata  dalla Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  nel  progetto  “e-urop@”  avente  come oggetto  la  realizzazione  di  un  “portale  di  raccolta  di  documentazione  dei processi normativi europei e diffusione con inoltro ufficiale del Ministro per le Politiche Comunitarie verso organi istituzionali, regioni e autonomie locali per la  partecipazione  alla  fase  ascendente  del  processo  creazione  delle  norme europee”.
 
Altra  esperienza  di  rilievo  è  quella  realizzata  dal  Ministero  della  Giustizia avente    come    oggetto    la    “gestione    informatizzata    dei    giustificativi (ferie,malattie,  permesi,  ecc.)  del  personale  della  Direzione  Generale  dei sistemi informativi automatizzati.”. Molto  interessante,  soprattutto  per  gli  strumenti  informatici  utilizzati,  è  la procedura  implementata  dal  Ministero  degli  Affari  Esteri  denominato  “Rete Mondiali Visti” in cui risultano coinvolti Apache, Firefox, Linux e OpenOffice. Anche  il  sito  istituzionale  dell’ISTAT  è  stato  realizzato  con  strumenti  open source, quali il server Apache, un sistema operativo su kernel Linux, ed il data base MySQL.
Il CNR ha realizzato un Progettazione e sviluppo di un sistema per la gestione contabile dell'Ente con Eclispe e Linux.
I    sistemi    operativi    open    source    hanno    trovato    concreta    applicazione nell’ambito        dell’implementazione    tecnologica    del    Processo    Telematico    e, quindi,  nell’ambito  del  Sistema  Informatico  Civile  predisposto  dal  Ministero della Giustizia. In  particolare,  come  si  può  leggere  sia  nel  documento  “Regole  Tecnico- Operative    per    l’uso    di    strumenti    informatici    e    telematici    nel processo civile”, sia nel documento “Specifiche di Interfaccia tra Punto di  Accesso  e  Gestore  Centrale”,  Versione  2.0  predisposto  dal  Ministero della Giustizia al punto 5.1: “Per il progetto del Processo Telematico si è adottato Linux come sistema operativo dei sistemi server, e quindi anche per PolisWeb presso il Punto di Accesso è consigliata l’adozionedi Linux.”. Pertanto  tale  espressa  menzione  del  sistema  operativo  open  source  per eccellenza costituisce, una concreta applicazione di soluzioni open source dal lato server.

Si allega alla presente la documentazione sintetica della normativa italiana sul l'Open    Source,    mentre    la    documentazione    integrale    (in    quanto    molto voluminosa) verrà inviata in formato elettronico (PDF) per e-mail agli indirizzi …… omissis….



Normativa Italiana sull' OpenSource

Legge  24  novembre  2000,  n.  340,  art.  25  -  “Disposizioni  per  la delegificazione    di    norme    e    per    la    semplificazione    di    procedimenti amministrativi - Legge di semplificazione 1999.”
G.U. 24 novembre 2000, n. 275

Decreto del Ministro per l’innovazione e le tecnologie 31 ottobre 2002 - “Istituzione della Commissione per il software a codice sorgente aperto - “open source” - nella Pubblica Amministrazione.”

Direttiva del Ministro per l’innovazione e le tecnologie 19 dicembre 2003 - “Sviluppo ed utilizzazione dei programmi informatici da parte delle pubbliche amministrazioni.” G.U. 7 febbraio 2004, n. 31

Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, art. 68, comma 1, lettera d) - “Codice dell’amministrazione digitale.”
G.U. 16 maggio 2005, n. 112 - Supplemento Ordinario n. 93

Decreto legislativo 4 aprile 2006, n.159 -  “Disposizioni  integrative  e correttive  al  decreto  legislativo  7  marzo  2005,  n.  82,  recante  codice dell’amministrazione digitale.” G.U. 29 aprile 2006, n. 99 - Supplemento Ordinario n. 105
Il Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella P.A., presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha pubblicato, nel mese di marzo 2007, un documento denominato VERSO IL SISTEMA NAZIONALE DI E-GOVERNMENT - LINEE STRATEGICHE    in    cui    viene ampiamente  ribadito  l’atteggiamento  nei  confronti  delle  risorse  open- source.

Punto di Accesso Specifiche di interfaccia - Specifiche    di interfaccia tra Punto di Accesso e Gestore Centrale (Versione 2.0)

Lecce, lì 20 settembre 2008

Con Osservanza               
Massimo Capotorto            
 

 


 

L'autore ha consultato (fonti), i seguenti siti:

http://www.cnipa.gov.it

http://www.osspa.cnipa.it

http://www.comune.jesi.an.it/opencms/export/jesiit/index.html

http://www.altalex.com

http://www.studiostorti.com

http://www.programmazione.it

http://www.tecnoteca.it
 

 

Ultimo aggiornamento ( giovedý 09 aprile 2009 )
 

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