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L'Italia vuole passare all'open source o fa finta?

Software Libero anche l'Italia si è DecisaL'Italia pare voglia passare al software libero ed open source, ma lo fa con molta timidezza, tanto che vien da chiedersi: ma vuole farlo sul serio o fa solo finta? Mi riferisco alla nuova legge n. 124 del 7 agosto 2015 che all'art. 1, punto "i", incoraggia l'uso del software open source (codice sorgente aperto) ...

ancor meglio sarebbe stato se si fosse trattato il software libero e gratuito. Riporto alla vostra attenzione l'intero contenuto del citato punto "i" dell'art. 1, omettendo il resto della legge:

 

La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno approvato;


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

 Art. 1

Carta della cittadinanza digitale

... OMISSIS ...

i) razionalizzare gli strumenti di coordinamento e collaborazione delle amministrazioni pubbliche al fine di  conseguire  obiettivi  di ottimizzazione della spesa nei processi di digitalizzazione favorendo l'uso  di  software  open  source, tenendo  comunque  conto  di  una valutazione tecnico-economica delle  soluzioni  disponibili,  nonche' obiettivi di risparmio energetico;

... OMISSIS ...

 

Ecco la pagina originale della Gazzetta Ufficiale:

LEGGE 7 agosto 2015, n. 124

 

Ora mi chiedo che senso abbia usare una frase del tipo:  "... favorendo l'uso  di  software  open  source..."

In Italia, è risaputo, che le leggi debbono valere per tutti, ma, spesso, proprio la pubblica amministrazione fa orecchie da mercante. Orbene quando si tratta di tasse, la legge, al cittadino si rivolge, in sostanza, in questo modo:  "... devi pagare le tasse ... altrimenti ti faccio a brandelli (vedasi Equitalia) ...". Ciò nonostante l'evasione è fiorente. Pensate che succederebbe se la legge dicesse al cittadino: " ... sarebbe auspicabile che il cittadino pagasse le tasse ...". In pratica, nessuno pagherebbe le tasse.

Peraltro già col CAD (Codice di Amministrazione Digitale) si era fatto l'occhialino al software libero ed anche noi avevano dato una mano al Governo in questa direzione:

Software Libero anche l'Italia si è Decisa

Ma anche in quel caso il passetto era stato, a dir poco "timido".

Oggi molte nazioni sono passate o stanno passando al software libero ed in particolare la Russia, come ben descritto in questa pagina:

In Russia fuori Windows e dentro Linux

Ebbene, state certi che la loro legge non recitava: " ... favoriamo l'uso del software libero ...". Di certo diceva: ".. dovete usare il software libero entro la data del ..."

 

In conclusione, un ringraziamento va, sicuramente, al Legislatore che, almeno, comincia a muoversi nella giusta direzione, ma nello stesso tempo auspichiamo l'abbandono di tanta "timidezza", in favore di azioni più decise e di polso. Basterebbe che il Legislatore si svincolasse dai lacci lobbistici delle multinazionali del software. Di certo, tutti, ne guadagneremmo in libertà informatica con effusivo ringraziamento delle finanze pubbliche.

Ovviamente, però, non bisogna ragionare all'italiana, non basta un semplice articolo di legge per imporre il software libero nella pubblica amministrazione. Lo Stato dovrebbe, prima di imporre, costituire un "ufficio software nazionale" in grado di fornire il necessario agli enti pubblici. Ad esempio un software per il "protocollo". Ogni ente pubblico ha bisogno del "protocollo" ed ognuno ne utilizza qualcuno diverso pagandolo profumatamente. Lo stesso dicasi per il software amministrativo in generale. Poche persone ben esperte (e non i soliti raccomandati politici) potrebbero fornire il software all'intera pubblica amministrazione con un rapporto costo/benefici davvero eccezionale, magari perfezionando ed adattando il softwar elibero già esistente. In questo modo gli enti pulbblici avrebbero un sicuro punto riferimento e non verrebbero mandati allo sbaraglio. Di conseguenza, l'abbandono del software proprietario avverrebbe senza traumi, senza interruzione del servizio e a costi veramente irrisori se confrontati alla spesa sostenuta, da ogni ente, per il software proprietario. Se poi consideriamo il fatto che in questo modo si avrebbe anche l'unificazione dei formati, fondamentale per l'interscambio dei dati, allora non resta che domandarci: ma che stiamo aspettando?

Peraltro, di questi giorni la notizia che lo Stato Maggiore dell'Esercito Italiano adotterà LibreOffice (suite per l'ufficio) in 150.000 computer. Quindi con un minimo di buona volontà le cose si possono fare e pure bene. Non ci sarebbero problemi neppure per la grafica (Gimp e Inkscape), per l'editoria (Scribus), ecc...

Si spera che i lettori facciano girare questo articolo, anche nei social, con la speranza che possa giungere all'attenzione di qualcuno, in alto, che ne faccia il proprio cavallo di battaglia.

 

Ringrazio l'amico Giovanni Cantone per avermi informato sulla L.124/2015.

 

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L'Italia vuole passare all'open source o fa finta?

 

 

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